BLOG MENU:



Don Marco, 28 anni
spritzino di Vicenza
CHE FACCIO? Sacerdote
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


[url=http://www.s

BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 95761 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Monday, July 10, 2006 - ore 16:38


"Nord-Sud-Ovest-Est"
(categoria: " Vita Quotidiana ")


CAMPOSCUOLA DI SPRITZ.IT
"Il perchè di certe parole volgari che troverai in questo sito"

di don Marco Pozza
su un’idea di don L. Guglielmoni e Fausto Negri


Non sapendosi difendere a quattr’occhi e pur di far notizia, il "prete delle "osterie" di Padova, ha attaccato su Il Giornale di domenica 2 luglio 2006 per sentito dire il linguaggio che io uso. Ora, carissimo ragazzo/a, te ne voglio spiegare il motivo. Perchè mi sento responsabile di quello che scrivo, di quello che testimonio, di quello che cerco. Mi sento responsabile delle parole "volgari" che a volte disegno.
Proprio per questo mi confesso ben più di due volte all’anno...perchè è la misericordia di Dio che mi plasma, non la mia fantasia.
Ma c’è un motivo!

C’è un linguaggio che si parla in pubblico, negli incontri ufficiali: è un linguaggio “pulito” . E’ il linguaggio che usa l’alunno con l’insegnante, il parrocchiano con il parroco, il soldato che batte i tacchi per terra per dire al suo comandante che è qualcuno e il fidanzato con la fidanzata per i primi quindici giorni. E’ il linguaggio che parla con il cuore.
C’è un linguaggio che viene parlato in famiglia, specialmente quando si litiga, o si è scocciati, arrabbiati; quello che si usa quando si è tra amici di scuola, nel bar, ai pub, nelle discoteche. E’ il linguaggio della strada.

Il primo linguaggio è linguaggio di circostanza, il secondo è quello reale.
Io ho scelto quello reale, per testimoniarti un Gesù che ti parte dall’uomo feriale, dall’uomo senza maschere, senza coperture di facciata.



PRIMA TAPPA
"Non è la corsa che conta ma la direzione"



Perchè corri se non sai dove andare?“Nord-Sud-Ovest-Est e forse quel che cerco neanche c’è”: così canta Max Pezzali degli 883 (nome preso dalla mitica moto Harley Davidson 883). Gli risponde il cantautore Claudio Chieffo: “Cammina l’uomo quando sa dove andare”. L’uomo può vivere da vagabondo o da pellegrino. Egli è l’unico animale al quale non basta respirare, mangiare e non aver problemi per essere felice. In tal caso, come ama ripetere un umorista inglese, “l’essere più felice al mondo sarebbe una mucca americana”.
Il prode cavaliere, in sella al suo destriero, sa in che direzione andare. Non “perde la bussola”. Si prefigge obiettivi, li raggiunge, ne fissa altri. Tu hai l’età per prendere in mano il manubrio della tua esistenza e dirigerla verso una direzione certa e chiara. La cosa più bella è che la stagione migliore della vita si trova davanti a te e non alle tue spalle.




E sin dall’inizio nasconditi in un mantello di meraviglia!Uccidere la meraviglia è come toglierci gli occhi: è impedirci di scorgere le impronte digitali di Dio che sono seminate ovunque. Ne è convintissimo il teologo H.V.Balthassar quando dice:“Si può essere sicuri che chi fa il broncio alla bellezza non è più in grado di pregare e tra poco non sarà nemmeno più capace di amare”.
Tra Dio e la meraviglia vi è uno stretto rapporto di gemellaggio: la meraviglia, infatti, ad un certo momento s’inginocchia, ringrazia e loda.



La base della conversione del grande poeta inglese Gilbert Chesterton gli venne gettata nell’animo da queste parole della nonna, devotamente serena: “Quando Iddio creò il rospo, questi, zampettandogli tra le mani, esclamò tutto contento: Grazie, mio Dio, come ballo bene!”. A sua volta, Carlo Carretto confessa: “La prima cosa che mi ha dato coscienza dell’esistenza di Dio e in cui ho cercato di esprimere la mia fede è stata la meraviglia”.
Coltivare il punto esclamativo significa saper vedere il miracolo dove tutto ci sembra regola. Qualche esempio?
Il seme di cocomero ha la potenza di estrarre dal suolo la somma di duecentomila volte il proprio peso; il filo prodotto dal ragno è millequattrocento volte più sottile di un capello umano; in una manciata di neve fresca se ne stanno racchiusi mezzo milione di cristalli ognuno diverso dall’altro…



Tutto ci sembra regola, invece tutto è miracolo, tutto è meraviglia che ci parla di Dio.
Senza dubbio si può dire che smarrire la meraviglia è chiudere una delle finestre più belle che si spalancano su Dio.
In Oriente raccontano questa brevissima favola. Una volta la quercia disse al mandorlo: “Parlami di Dio". E il mandorlo fiorì!




Guardando in faccia ogni partenza, può sorgere una paura: la paura del futuro .
Carlo Maria Martini, un tempo Arcivescovo della città di Milano, ha affermato che “il credente è in qualche modo un non- credente che si sforza ogni giorno di cominciare a credere”. La fede è un cammino che, come ogni viaggio, comporta impegni, fatiche e qualche rischio…
Non temerli e continua a camminare!

Dalle montagne di Foza (VI), buona settimana!
Da CAMPIONI DEL MONDO!

don Marco Pozza


LEGGI I COMMENTI (32) PERMALINK



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30