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Non disprezzare la morte
ma accettala di buon grado,
come una delle cose volute dalla natura,
come il divenire giovani e l’invecchiare,
il crescere, il maturare,
metter denti e barba e ingrigire,
generare figlioli,
portarli al seno,
metterli alla luce,
e tutte le altre azioni naturali
che accompagnano i vari periodi della vita.
Tale è anche la dissoluzione.

(Marco Aurelio)


"Se avessimo le ali,
potremmo volare.
Se fossimo giganti,
potremmo oltrepassare le montagne.
Se fossimo immortali,
potremmo vivere per sempre.
Se non avessimo limiti,
non potremmo superarli.”



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Elvira, in assoluto la più bella


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ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

MERAVIGLIE


1) il sesso
2) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
3) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
4) Le castagne appena cotte.. un caminetto, una bella boccia di vino rosso e una persona speciale accanto..


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Tuesday, July 11, 2006 - ore 13:41


Il cadavere e la catapulta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo trovò il Signor Moroni.
L’assassino lo aveva freddato con un colpo di arma da fuoco alla tempia.
Poppi era crollato a terra morto.
Se ne stava steso, con le zampe stecchite e le orecchie stecchite e la coda stecchita, accanto al recinto che confina con la terra di Contarello.
"Contarello, figlio di una gran troia, ti uccido, questa volta ti uccido davvero" gorgogliò il signor Moroni inginocchiato accanto al cadavere di Poppi.
Se non avesse avuto le ghiandole lacrimali più aride del deserto del Kalahari, il signor Moroni si sarebbe messo a piangere.

La guerra con Contarello andava avanti da un’infinità di tempo. Una storia loro, incomprensibile al resto del mondo, incominciata per un paio di metri di pascolo che tutti e due consideravano propri. Ed era proseguita con insulti, minacce di morte, sgarbi e dispetti.
A nessuno dei due era mai venuto in mente di guardare le carte al catasto

Il signor Moroni cominciò a dare calci al fango, a dare pugni agli alberi.
"Contarello, questo non dovevi farlo...non dovevi." E poi lanciò un urlo al cielo. Afferrò le zampe di Poppi e con la forza della rabbia si caricò sulle spalle il cadavere. Il povero Poppi pesava, etto più etto meno, centocinquanta chili, ma quell’omino che ne pesava sessanta e beveva come una spugna cominciò ad avanzare per il prato, a gambe larghe, barcollando a destra e a sinistra. La faccia, per lo sforzo, gli si era trasformata in un mucchio di gobbe e cunette. "Contarello, ora vedrai" disse digrignando i denti.
Arrivò davanti a casa e gettò Poppi a terra. Poi attaccò una corda al trattore e girò la catapulta.
Sapeva esattamente dov’era posizionata la casa di Contarello...

In paese si racconta che Contarello e famiglia stavano in salotto a guardare Carramba che sorpresa! quando arrivò.
La Carrà era riuscita a rimettere insieme due gemelli di Macerata separati dalla nascita e quelli ora si abbracciavano e piangevano e anche i Contarello tiravano su col naso commossi. Era una scena strappalacrime.
Ma a un tratto tutto sembrò esplodere sopra le loro teste. qualcosa si era abbattuto sulla casa e l’aveva scossa fin nelle fondamenta.
Il televisore si spense insieme a tutte le luci....

"Madonna mia, che è successo?" urlava nonna Ottavia abbracciandosi alla figlia.
"Un meteorite!" urlava Contarello. "Un meteorite del Cazzo ci ha colpito. Quark lo diceva, vaffanculo. Alle volte succede."
La luce tornò. Si guardarono terrorizzati e poi alzarono la testa. Una trave del soffitto era incrinata ed erano caduti dei pezzi d’intonaco.
La famiglia salì le scale, timorosa.
Di sopra, tutto sembrava normale.
Contarello spalancò la porta della camera da letto e crollò in ginocchio, mani sulla bocca.....

Il tetto non c’era più.
I muri erano rossi. Il pavimento era rosso. La trapunta fatta a mano da nonna Ottavia era Rossa. I vetri delle finestre erano rossi. Tutto era rosso.
Pezzi di Poppi (Budella e ossa e peli) erano sparsi per la stanza insieme a calcinacci e tegole.

Per la strada non c’era nessuno quando il signor Moroni lanciò il cadavere di Poppi con la catapulta, ma se ci fosse stato qualcuno, avrebbe visto un asino sfrecciare in cielo, compiere una parabola perfetta, superare il boschetto di sugheri, il fiumiciattolo, la vigna e abbattersi come Scud sul tetto di casa Contarello.

Questo scherzo costo caro al Signor Moroni.
Fu denunciato, fu incriminato, fu obbligato a ripagare i danni e solo perchè era incensurato non finì in galera per tentato omicidio.
Si macchiò la fedina penale.

Ah, fu anche obbligato a smontare la catapulta.



Tratto da "Ti prendo e ti porto via" di Niccolò Ammaniti pagg. 287-289


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