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Thursday, July 13, 2006 - ore 11:43
SENTIRE IL SILENZIO DEL MONDO
(categoria: " Fotografia e arte.. ")
René Magritte: pittore surrealista, belga … il mio pittore preferito, perché le sue opere rappresentano molto bene il mio modo di vedere il nostro folle mondo …

Tema chiave dell’opera di Magritte è la
visione. Secondo il pittore l’immagine è a sé, esiste cioè indipendentemente dall’esistenza di ciò che rappresenta, perché l’arte, presa visione del mondo e tradottane la verità nascosta, vede al di là dell’apparenza.
Non-senso, irrazionalità, mistero e soprattutto spaesamento dell’uomo in un mondo di immagini, simboli e convenzioni: questo è il messaggio che il Surrealismo vuole trasmettere.
Magritte è l’artista surrealista che, più di ogni altro, gioca con gli spostamenti del senso, utilizzando sia accostamenti inconsueti che deformazioni irreali. Egli, con la sua pittura, non vuole far emergere l’inconscio dell’uomo (non usa cioè il metodo dell’automatismo psichico), ma vuole svelare i lati misteriosi dell’universo. Ed è proprio su questo punto che la sua poetica conserva lati molto affini con quelli della Metafisica.
I suoi quadri sono realizzati con stile da illustratore,con un’evidenza che risulta quasi infantile. Volutamente le sue immagini conservano un aspetto pittorico, senza alcuna ricerca d’illusionismo fotografico, così da far trasparire l’insanabile distanza che separa la realtà dalla rappresentazione. E il suo Surrealismo nasce proprio dalla confusione che egli opera tra questi due termini.
Il suo è uno sguardo molto lucido sulla realtà che lo circonda, dove non trovano spazio né il sogno né le pulsioni inconscie. L’unico desiderio che la sua pittura manifesta è quello di "
sentire il silenzio del mondo", come egli stesso scrisse.

Un’opera di Magritte che mi affascina moltissimo è
GOLCONDA, perché è uno dei dipinti che meglio rappresenta il mio modo di sentire la condizione umana … Magritte qui moltiplica a stampo il curioso personaggio presente in molte altre sue opere, l’uomo dal vestito e dalla bombetta neri. Il paesaggio, composto da case e tetti tipicamente belgi e da un cielo opaco e senza nubi, è ancora una volta caratterizzato da un realismo elementare.
Su questo sfondo i personaggi, completamente identici fra loro, se non per la direzione degli sguardi e per la loro lontananza e quindi grandezza, sembrano piovere dal cielo come candidi fiocchi di neve.
Guardando questo quadro mi sono sempre chiesta …
Com’è possibile e come si spiega questa pioggia umana? O forse si tratta di un volo, di un elevazione? Gli ometti neri stanno lentamente risalendo verso il cielo oppure stanno candidamente fioccando dallo stesso?…
Ognuno si dia la risposa che preferisce: comunque la frantumazione di ogni regola fisica e matematica lascia quasi in imbarazzo, dato che rompe ogni certezza riguardo alla consistenza e al peso dei corpi.
E inoltre …
Che ruolo ho io? Sono forse uno dei tanti ometti omologati sospesi fra cielo e terra? Secondo me sì: non siamo fuori dal dipinto, ma ne facciamo parte … notate come le case sono tagliate, non viste dalla strada o da un tetto … anche noi siamo sospesi e guardiamo gli altri ometti intorno a noi, gli altri ometti come noi …
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