(questo BLOG è stato visitato 39371 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, July 14, 2006 - ore 11:03
LEBREO ERRANTE
(categoria: " Pensieri ")
[Ho tratto spunto per questo post da un racconto trovato su Internet: L’Ebreo Errante di Timur Lenk]

Non ricordo quando lessi per la prima volta dellEbreo Errante. Ricordo solo una pagina stampata, me la vedo ancora davanti agli occhi, in cui era narrata la storia di Assuero.
La leggenda parla di Assuero, lEbreo Errante, che avrebbe offeso Gesù mentre veniva condotto al Golgota sotto il peso della croce. Cristo avrebbe allora detto ad Assuero: "Resterai sulla terra fino al mio ritorno".
Ho trovato fin da subito affascinante la figura dell’Ebreo Errante e me ne sono fatta un’idea personale: mi convinceva poco la spiegazione della condanna di Cristo ad un eterno errare per il suo errore e vi ho visto per molto tempo una metafora della diaspora ebraica … Poi però ho pensato che si trattava di una persona, non di un simbolo, anche se non mi sfuggiva la considerazione che nel corso dei secoli numerosi viandanti, eremiti, pazzi o sbandati fossero stati certamente scambiati per Assuero.
Assuero allora per me è diventato la rappresentazione della Solitudine, dell’Uomo che, quando sbaglia, non può più ottenere la pace data dal perdono.
L’Ebreo Errante è stato visto, nel corso dei secoli, in vari luoghi del mondo … In Italia è venuto spesso: nel 1310 era stato segnalato a Borgo San Lorenzo, nel 1400 a Siena e poi a Venezia, Ancona, Firenze, Roma, in Puglia e in Sicilia. Intorno al 1830 passò per Alba.
Esiste, lo sento. E non credo a quella voce popolare che lo accusa di portare sfortuna. Mi appare piuttosto come un solitario, senza odio né rancore: e tornano spesso alla mia mente le parole che egli avrebbe pronunciato, secondo unantica ballata, in risposta ad alcune persone che si offrivano di ospitarlo per la notte: "... In verità sono confuso per la vostra bontà".
A poco a poco ho cominciato a cercare Assuero nel corso dei miei viaggi: l’ho cercato in Francia, Inghilterra, Spagna, Cecoslovacchia. L’ho cercato in Africa e in Asia. Ed ho cercato Assuero anche nei libri che leggevo, ma spesso vi ritrovavo solo luoghi comuni, anche se in alcuni casi ho trovato traccia del suo passaggio …
“Non ha occhi un ebreo? Non ha un ebreo mani, organi, membra, sensi, emozioni, passioni? Non si nutre dello stesso cibo, non è ferito dalle stesse armi, non è soggetto alle stesse malattie, non è scaldato e gelato dalla stessa estate e dallo stesso inverno come un cristiano? Se ci pungete, non facciamo sangue? Se ci avvelenate, non moriamo?" [Shakespeare, Il mercante di Venezia]
In Germania, infine, ho sentito una storia agghiacciante. Un giorno del 1944, ad Auschwitz, numerosi deportati ebrei erano stati sospinti in una delle camere a gas. Tutto si era svolto come sempre: immissione del gas, le solite grida, i tonfi sordi dei corpi. Poi il silenzio. I carnefici addetti alloperazione di sterminio erano abituati ad ogni genere di orrori, ma quando aprirono la porta della camera a gas ebbero una visione che li raggelò.
In mezzo ai cadaveri accatastati e contorti si ergeva la figura di un uomo ancora vivo, con un lungo mantello scuro sulle spalle ed unespressione di sbigottito dolore sul volto, un dolore senza fine. Si mosse lentamente, uscì dalla camera della morte e si incamminò per il corridoio. Guardava fisso avanti a sé, incurante delle urla dei carnefici terrorizzati. Trovatosi allaperto, si diresse verso luscita del campo mentre le sirene dallarme ululavano assordanti. Un ufficiale delle SS, a pochi passi di distanza, estrasse la pistola e gli sparò nella schiena fino a vuotare il caricatore, ma inutilmente: i proiettili sembravano attraversarlo senza produrre alcun effetto. Per lui non esisteva il mondo circostante: nulla lo poteva fermare. Giunse davanti al cancello di Auschwitz che si aprì come mosso da una mano invisibile, passò sotto la scritta "ARBEIT MACHT FREI" e si allontanò col suo passo misurato ma inarrestabile, scomparendo alla vista.
L’Ebreo Errante nemmeno ad Auschwitz aveva trovato la morte.
Mi pare spesso di vagare per il mondo come un viandante, ricercando una pace illusoria, cercando di raggiungere una meta che si allontana sempre più a mano a mano che continuo il mio girovagare … Non so se mi imbatterò mai in Assuero, se le nostre strade si incroceranno nel nostro peregrinare per il mondo: certo è che vorrei poterlo incontrare, per dare consolazione alla sua disperazione, per alleviare la sua solitudine, per dimostrare bontà a chi bontà non ha dimostrato e per questo ne paga in eterno lo scotto …
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK