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sabato 15 luglio 2006 - ore 14:07


DAI SOSPIRI NASCE QUALCOSA
(categoria: " Poesia ")


Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato
Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
Scorda e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.

Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
C’è di più che il morire;
Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
Del suo soldato sporco di parole
Che spargono un sangue così acre.

Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
Il provar rimpianto quando quello è perduto
Che mi rendeva felice nel sole,
Quanto felice il tempo che durava,
Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne
Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
E guarirmi dai mali.

Se ciò bastasse, osso tendine, sangue,
Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.
Chè tutto quel che va dato, io l’offro:
Briciole, stalla, e cavezza.


]
Una poesia che parla di me, una poesia che mi colpisce nel profondo, una poesia che descrive i moti della mia anima … parole come macigni, parole quasi mistiche, parole di un iniziato, di chi vede o, meglio, intravede, quello che molti altri nemmeno capiscono…


Immenso, immaginifico mago della parola, poeta e bardo, abitante solitario di un mondo onirico creato dalla sua mente per dare sfogo alle sue inquietudini, alla sua allucinata e allucinante visione del mondo, filtratore della realtà, costruttore di immagini fatte di ossa, sangue, frattaglie, immagini fatte di mare e vento, di una Natura mistica ed evocativa, che non è reale, ma che si para potente di fronte agli occhi, uomo dei suo tempo, che però vive in un non-tempo per sfuggire alle brutture della società, padre amorevole, scriteriato e assente, marito e compagno impossibile, alcolizzato, pazzo, maledetto… a mio avviso il più grande poeta del ‘900…
DYLAN THOMAS
(1914–1953)


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