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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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sabato 15 luglio 2006 - ore 14:07
DAI SOSPIRI NASCE QUALCOSA
(categoria: " Poesia ")
Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato
Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
Scorda e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.
Dopo siffatta lotta, come il più debole sa,
C’è di più che il morire;
Lascia i grandi dolori o tampona la piaga,
Ancora a lungo egli dovrà soffrire,
E non per il rimpianto di lasciare una donna in attesa
Del suo soldato sporco di parole
Che spargono un sangue così acre.
Se ciò bastasse, se ciò bastasse a dar sollievo al male,
Il provar rimpianto quando quello è perduto
Che mi rendeva felice nel sole,
Quanto felice il tempo che durava,
Se ambiguità bastassero e abbondanza di dolci menzogne
Potrebbero le vacue parole sostenere tutta la sofferenza
E guarirmi dai mali.
Se ciò bastasse, osso tendine, sangue,
Il cervello attorcigliato, i lombi ben fatti,
Cercando a tastoni la materia sotto la ciotola del cane,
L’uomo potrebbe guarire dal cimurro.
Chè tutto quel che va dato, io l’offro:
Briciole, stalla, e cavezza.]
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Una poesia che parla di me, una poesia che mi colpisce nel profondo, una poesia che descrive i moti della mia anima … parole come macigni, parole quasi mistiche, parole di un iniziato, di chi vede o, meglio, intravede, quello che molti altri nemmeno capiscono…

Immenso, immaginifico mago della parola, poeta e bardo, abitante solitario di un mondo onirico creato dalla sua mente per dare sfogo alle sue inquietudini, alla sua allucinata e allucinante visione del mondo, filtratore della realtà, costruttore di immagini fatte di ossa, sangue, frattaglie, immagini fatte di mare e vento, di una Natura mistica ed evocativa, che non è reale, ma che si para potente di fronte agli occhi, uomo dei suo tempo, che però vive in un non-tempo per sfuggire alle brutture della società, padre amorevole, scriteriato e assente, marito e compagno impossibile, alcolizzato, pazzo, maledetto… a mio avviso il più grande poeta del ‘900…
DYLAN THOMAS
(1914–1953)
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