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Monday, July 17, 2006 - ore 19:14
I francesi non sanno perdere (ma bisogna capirli)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
I francesi non sanno perdere, ma dobbiamo capirli, non è facile nascere francese, la storia non li aiuta. Ancora bambini scoprono che il simbolo architettonico del loro paese è una specie di metallico obelisco con una punta inquietante. Vanno a scuola e capiscono che Asterix e Obelix sono una presa in giro, erano i romani a pestare i galli e non viceversa. Provano a consolarsi con Carlo Magno salvo poi leggere che il di lui padre era della stirpe dei Pipinidi e si chiamava Pipino il Breve (e come fai a parlare di grandeur con dei nomi così). Arrivano orgogliosi a Napoleone e si accorgono che il Buonaparte era corso e quindi mezzo italiano, saltano alle guerre mondiali e magari qualche professore onesto gli spiega che senza i disprezzati americani e gli odiati inglesi a quest’ora studierebbero Goethe e non Voltaire...dai, non è bello. Cercano di consolarsi con l’arte, vanno al Louvre e sono costretti ad ammettere che la gente fa la coda per vedere un ritratto di una donna italiana dipinto da un italiano. Passano alla musica e dopo aver ascoltato un paio delle loro canzoni si chiedono se chi le ha composte abbia mai sorriso in vita sua. Onusti di patriottismo decidono di seguire la carriera militare e devono fare i conti col fatto che il loro corpo più famoso è la Legione STRANIERA. Qualcuno urla disperato "Però abbiamo fatto la Rivoluzione!" e qualcun altro fa notare che assieme alla Rivoluzione si sono inventati anche la ghigliottina, non un granchè di cui andare fieri. Passano allo sport, cominciano col rugby e lì si gasano, ma già sul calcio hanno qualche problema, si fanno due conti, l’Uruguay ha vinto più della loro nazionale e Gattuso parecchio più di Platini, non c’è da stare allegri. Sugli altri sport di squadra prendono coscienza del fatto che quei maledetti italiani di solito li bastonano (dal basket alla pallavolo, dalle bocce alla scherma, sulla pallanuoto poi non c’è davvero partita). A quel punto la rivelazione è acclarata, capiscono che essere francese vuol dire rassegnarsi a pensare di essere i migliori pur rendendosi conto di non esserlo. Per questo dico che li dobbiamo capire se non sanno perdere con stile, anche perché questo ci autorizza a vincere altrettanto privi dello stile medesimo e a prenderli in giro per almeno altri quattro anni, il che, lasciatemelo dire, è bellissimo! Grazie azzurri!
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