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Tuesday, July 18, 2006 - ore 12:11


La prima moto ...
(categoria: " Pensieri ")


Nel mio perenne peregrinare per i blog di spritz.it sono capitato in quello di kasvince, si parlava di prima moto in un suo intervento.

Questa cosa mi ha dato l’ispirazione per dire il mio modestissimo parere sull’argomento.

Iniziamo con la premessa che sono un patito di motociclismo da quando avevo 14 anni, ma per vicissitudini varie, dal fatto che in famiglia sono stato boicottato in tutti i modi, ( per la serie "due ruote si, ma a pedali ), al fatto che mancava la pecunia, sono riuscito solo a più di trent’anni a comprarmi la MIA prima moto.
Quindi sono "fresco" di prima moto, conosco abbastanza bene il panorama motociclistico e ho quel "briciolo" di cervello che ci si aspetta da chi ha un piede negli anta.

L’argomento prima moto tira in ballo un po’ di variabili, iniziamo a vedere quali ...

1) Disponibilità economica

Ovviamente dobbiamo fare non solo un budget iniziale per vedere quanti soldi abbiamo, ma dobbiamo tenere conto sia delle spese di mantenimento, sia delle spese per il vestiario, quindi casco, giacca, pantalone e guanti. Torneremo sull’argomento vestiario poi.

2) Gusto personale

Il gusto personale per me è centrale, io ho aspettato tanto anche e sopratutto perchè non mi volevo accontentare di quello che trovavo, non mi interessava prendere una moto qualsiasi, ma volevo una Ducati e la volevo di classe Superbike. La moto è uno sfizio, una passione, non è come una macchina che la prendi in base alle esigenze e alla praticità d’utilizzo.

3) Età

L’età limita nel discorso della patente: la patente A Limitata è il massimo che un neo patentato di 18 anni può ottenere, consente di guidare moto con potenza non superiore ai 25 kw, solo dopo due anni dal conseguimento della patente o se si ha almeno 21 anni si può prendere la A senza limiti.

Iniziamo quindi a fare una stima di massima di cosa sia più "logico" mettere nel nostro "cestino dei desideri", cercando di tenere conto di queste variabili anche se solo in parte.

Primo passo da fare è identificare il tipo di moto che vogliamo.

Il mondo del motociclismo è caraterizzato da diverse tipologie di moto, dalla stradale alla superbike, dal quella da cross alla sua evoluzione ibrida da strada: il supermotard.

Personalmente penso che la prima moto "ideale" sia la classica "naked": una moto stradale scarenata, generalmente contenuta nelle dimensioni ha come pregi il fatto non indifferente di essere una classe di moto agile, spesso leggera e maneggevole, priva di carene, (quando si cade è una manna non dover pensare a quanti soldi vi costano le carene ... e cadrete ... magari piano ... magari da fermi ... ma cadrete mettetelo in bilancio), generalmente con cilindrate adatte ad un neofita (tra i 500 e i 750 cc) e costi di gestione relativamente bassi rispetto a moto più blasonate e corsaiole che necessitano di olii, pezzi di ricambio e componentistica più "sofisticati".

Prendiamo quindi in esame il panorama delle "naked", più avanti in un altro post parleremo delle altre "classi".

Attualmente le naked rappresentano poco più del 20% del mercato motociclistico italiano, sono quindi il segmento più venduto del settore due ruote, (escludendo maxi scooter e amenità simili: amio parere la moto è una cosa lo scooterone è un’altra).
In testa alle vendite questa primavera c’erano la Suzuki GSR-600 e la Honda CB600F detta "Hornet", seguite a breve distanza da Yamaha con la FZ-6 e dalla Kawasaki ER-6n.
Questo per quanto riguarda i dati di mercato, ma da bravo ducatista DOC, non posso non aggiungere l’ultimo nato a Borgo Panigale, il Monster 695.

A questo punto scatta la prima considerazione: quattro o due cilindri?

E’ la base di confronto storica tra le moto giapponesi e la Ducati, (se speravate in un articolo "super partes" siete cascati male: ovvio che parlo della rossa di Borgo Panigale), ci sono diverse filosofie di pensiero a riguardo: c’è chi dice che sia meglio l’uno o l’altro, io personalmente preferisco il bicilindrico per varie ragioni.

Innanzitutto cerco, nella mia ignoranza visto che non sono un tecnico, di spiegare la differenza sostanziale tra bicilindrici e quattro cilindri: l’erogazione della potenza innanzitutto.
Il quattro cilindri, sopratutto se si parla di moto più "esasperate" tende a non avere coppia, quindi cavalli che spingano, ai bassi regimi di rotazione, sotto i 10/11 mila giri per intenderci, poi una volta arrivato al numero di giri in cui il motore scarica a terra la sua potenza ti tira il cosiddetto "calcio in culo": una repentina e improvvisa accelerazione, maggiore è la cavalleria a disposizione, maggiore è la brutalità del calcio in culo.
Nel bicilindrico invece la coppia e quindi la potenza e i cavalli a disposizione, è ai medio bassi regimi, tra i tre e i dieci mila giri, ma senza nessun "calcio in culo", quindi l’erogazione è più lineare e costante.

Questa differenza ha creato due scuole di pensiero: quelli che dicono che sia meglio il 4 cilindri perchè sotto la soglia del "calcio in culo" è tranquillo e più facile da "gestire" rispetto al bicilindrico e quelli come me che dicono che è più facile il bicilindrico avendo un’erogazione di potenza lineare e costante senza "sbalzi" o "calci in culo" che potrebbero mettere in difficoltà un neofita.

Altro carattere distintivo del Monster è il telaio ... il telaio in traliccio di tubi d’acciaio lo rendono molto più maneggevole di una moto con telaio in alluminio come le naked giapponesi e quindi più comodo e rapido nei cambi di direzione.

La nota dolente arriva sul prezzo d’acquisto di un Monster e sui costi di gestione: le Ducati sono fatte da persone, non da robottini, questo alza molto i costi di produzione, sono fatte con pezzi di alta e altissima qualità (vedi ad esempio l’impianto frenante della Brembo) e tutto questo contribuisce da un lato a mettervi a disposizione un mezzo SICURAMENTE più pregiato, ma quindi anche più costoso.

Tutto questo discorso per poi dirvi "Fatevi i conti in tasca e vedete cosa riuscite a raccattare" ... hahaha ... scherzi a parte le moto giapponesi come Honda, Kawasaki, Suzuki, hanno dalla loro il prezzo dell’usato indubbiamente più basso: sono più diffuse, sono meno "pregiate" quindi costano di meno, ma è un’arma a doppio taglio: come voi le pagherete poco oggi, un domani quando la vorrete vendere varrà ancora di meno, mentre nel caso di una Ducati sapete che comunque ha un suo valore che la rende più costosa, ma che assicura una certa "stabilità" anche nella valutazione futura nel caso vogliate cambiarla.

Pensiero finale:

La scelta che moltissimi fanno è quella di iniziare con una moto come la Hornet per poi passare alle categorie superiori e fin qui nulla di strano o sbagliato, l’unica cosa che vi consiglio è che se avete come me il "tarlo della Ducati" in testa, non fatelo: è inutile iniziare con un quattro cilindri per poi passare al bicilindrico desmodromico: vi tocca ricominciare da capo, imparare a portare la moto come se fosse la prima, vista la differenza intrinseca tra 2 e 4 cilindri: piuttosto partite con un Monter 620 usato, (l’uscita sul mercato del 695 ha abbassato molto la quotazione dei 620), e poi "evolverete" su classi come la Super Sport o la Super Bike.

Aspetto eventuali commenti e critiche per "migliorare" questo piccolo pensiero sulla prima moto!

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