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Tuesday, July 18, 2006 - ore 13:17
Cambiano i tempi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Da Il Gazzettino (
articolo) leggo:
"Febbraio, andiamo è tempo di... migrare". Sembrerebbero questi i versi più indicati per dare laddio a una delle più vecchie attività che da sempre luomo ha coltivato e di cui a Tezze ci sono due degni rappresentanti.
Si tratta dei fratelli Antonio e Bruno Geremia, "Menta" per tutti, il primo 77 anni e il secondo 67, abitanti a Stroppari, che hanno deciso di mettere la parola fine alla loro attività di pastori. Al momento hanno ancora 450 pecore, della razza "Biellese" da carne, ma da domenica 12 febbraio 2007 non ne avranno più una, saranno tutte vendute, con ogni probabilità nella zona di Pescara.
«Ho sempre fatto il pastore - confessa "Toni Menta" - ho cominciato a 6-7 anni seguendo il mio papà, ma già a 13 ero da solo in Val di Fiemme con le mie 90 pecore. Quando passavo per la strada ero fiero di loro, perché per me erano le più belle pecore che esistessero, erano anche allora della razza Biellese, grandi, maestose. Gli anni sono passati in fretta, siamo arrivati fino a 700 capi, sono arrivato con loro fino a Castelmonte, vicino al confine con la Slovenia. Ho sempre vissuto con loro, le conoscevo una ad una, dormivo in mezzo a loro e quando pioveva, se avevo la fortuna di trovare un ponte, quello era un albergo a 5 stelle». «Negli anni 80 - ammette Bruno - si prendeva bene, noi producevamo agnelli che andavano venduti sotto Pasqua, allora si vendeva bene anche qualche pecora. Ora invece i prezzi sono crollati, si parla di 50-60 euro per una pecora, una miseria... Della lana poi non si parla, nessuno la vuole. Cè anche un piccolo contributo europeo di 15 euro circa per bestia, è poco ma nel mucchio vanno bene anche questi».
Come mai avete deciso di vendere tutto?
«È sempre più difficile fare il pastore - aggiunge Toni - i pascoli in campagna sono sempre meno, la gente non vuole le pecore nella propria proprietà, ha paura delle zecche, che rovinino le piante. Noi che siamo del posto siamo attenti a queste cose, teniamo sotto controllo le nostre bestie, ma ci sono quelli che scendono dal Trentino, che ci rovinano la piazza, dove passano loro resta terra bruciata e la gente si ricorda di questo. Ci sono inoltre dei Comuni che hanno vietato il passaggio delle greggi nel loro territorio. È sempre stato un lavoro duro, ma ora è diventato impossibile».
«Mi si stringe il cuore - confessa Apollonia Lago, moglie di Bruno - a dover dire basta. Venerdì telefonerò al Comune di Seren del Grappa per avvertirli che rinunciamo alla malga in Val dei Lebi su in Grappa; ci siamo andati per 40 anni, una vita, ma purtroppo non si può più continuare. Ora ci godremo la pensione».
È un lavoro che consiglia ai giovani?
«Oggi è da matti fare il pastore - spiega Antonio - non è redditizio e poi è una vita piena di sacrifici, anche se è cambiata molto. Io non riesco nemmeno dormire la notte, sono due anni che vogliamo venderle, ma nessuno si è fatto vivo, ora sembra che sia arrivato il momento ma il prezzo lhanno fatto loro. Valgono molto gli spiedini, ma per noi i soldi sono contati».
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