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Tuesday, July 18, 2006 - ore 14:02
DIAPOSITIVA DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
In piedi davanti al fuoco avvolto in un asciugamano, dopo un bagno frizzante nelle scure acque dell’Adriatico, sento i capelli bagnati sulla fronte e mi godo il calore che si appoggia sulla mia pelle solleticandola. Attorno a me un mondo di ombre cinesi, di cocktail variopinti, di suoni elettronici, di canti e risa, di fumi di varia origine (…) che si intrecciano in un’unica magica spirale. Qualcuno ha fatto 30 (ancora tanti auguri Fil!), qualcuna appena conosciuta ha fatto 20 (auguri Claudia, ti chiami così vero?), un tipo mooolto ubriaco continua a intonare incessantemente il tormentone dei White Stripes (ma chi diavolo l’ha invitato alla festa???), qualcun altro in maniera loschissima ruba birre dal frighetto di Fosco e le usa per ubriacare una tipa che riuscirà poi a circuire. Continuo a riscaldarmi davanti al fuoco, in silenzio, sorseggiando l’ennesima Heineken e osservando ciò che succede attorno a me: sembra proprio che tutti si stiano divertendo, un falò ben riuscito, non c’è che dire. Guardo Fosco, iperattivo come al solito, perfetto nella sua floreale camicia hawaiana, fare
contemporaneamente le seguenti cose: aggiungere un po’ di legna per alzare le fiamme, raccogliere le bottiglie vuote, suonare la chitarra, e borbottare tra sé e sé cose indicibili all’indirizzo di Xyxy ‘il losco’. Ora sul piatto gira la hit di Gnarls Barkley, e non mi stupisco affatto di sentire la voce di Juras trasformarsi in un acutissimo “Craaaaaazyyyyyyy….I think you are craaaaazyyyyyy….” mettendo gioiosamente a rischio le proprie corde vocali e i timpani di chi gli sta accanto. Piccole impudenti faville mi saltano ad intermittenza sulle gambe allo scopo di bruciacchiarmi qualche pelo, sorrido perché sono felice, mi sento vivo e soprattutto perché vedo mio cugino inciampare nella cassetta della legna (e tirare 3-4 saracche) rischiando di cadere nel fuoco. Fil continua a distribuire bibite di colore rosso aventi strane etichette sulla bottiglia: una di esse reca la scritta “BOMBA”, e l’espressione irripetibile che assume il mio cuginastro (appena ripresosi dallo spavento causato dal tentato suicidio) dopo averne sorseggiato un po’ mi fa capire che il tasso alcolico di quella bevanda è decisamente elevato. Quante diverse situazioni, quante vite si stanno mescolando in questo piccolo spicchio di spiaggia (Fosco, sempre lui, ne conterà ben 85), e ognuna mette sul piatto la propria voglia di divertirsi, di star bene, di conoscere gente nuova e di ridere sotto le stelle. I problemi quotidiani, le preoccupazioni e i pensieri tristi non sono stati invitati alla festa, sono rimasti dall’altra parte, nel mondo degli adulti. Un incessante vento caldo alimenta il fuoco e lo spirito di aggregazione, solleva un po’ di sabbia e qualche asciugamano. Qualcuno sta uscendo dall’acqua infreddolito, altri invece si sono appena tolti la maglietta e stanno correndo a farsi abbracciare da Nettuno, piacevolmente sorpreso dall’insolito mix di movimento e rumore che disturba le sue acque notturne. Sono asciutto e ho finito la birra. Incrocio lo sguardo di qualcuno che ho conosciuto proprio qui, su questa stessa spiaggia, ad un falò di qualche anno fa..quante cose sono cambiate da allora.. I suoi occhi però sono gli stessi, anche se hanno ancora impresse le immagini degli ultimi 9 mesi vissuti a Madrid; si avvicina e mi chiede qualcosa, le rispondo e mi sembra di tornare indietro di 3 anni, quando ancora non avevo commesso certi errori e abbracciavo la vita con maggiore entusiasmo e ottimismo rispetto ad ora. Ma in fin dei conti non ho rimpianti, solo un po’ di nostalgia per le cose belle che non ci sono più. Parlare con lei è sempre piacevole, e mi accorgo che in questa notte di mezza estate non c’è davvero nulla che può turbare la mia serenità.
Un brindisi alle stelle e ad altre mille notti come questa.
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