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Una dedica speciale


Morning comes too early
and nighttime falls too late
And sometimes all I want to do
is wait
The shadow Ive been hiding
in has fled from me today

I know its easier to walk away than look it in the eye
But I will raise a shelter to the sky
And beneath this
Star tonight Ill lie
She will slowly yield the light
As I awaken from the longest night

Dreams are shaking
Set sirens waking up tired eyes
With the light memories all rush into his head

By a candle stands a mirror
Of his heart and soul she dances
She was dancing through the night above his bed

And walking to the window
He throws the shutters out
Against the wall
And from an ivory tower
hears her call
let the light surround you

Its been a long, long time
Hes had awhile to hink it over
In the end he only sees the change
Light to dark
Dark to light
Light to dark
Dark to light

Heaven must be more than this
When angels waken with a kiss
Sacred hearts wont take the pain
But mine will never be the same

He stands before the window
His shadow slowly fading
from the wall
And from an ivory tower
he hears her call
let the light surround you

Once lost but I was found
When I heard the stained glass shatter all around me
I sent the spirits tumbling
down the hill
But I will hold this one on high above me still
I once could see but now at last
Im blind

I know its easier to walk away
than look it in the eye
But I had given all than I could take
And now Ive only habits
left to break
Tonight Ill still be lying here
Surrounded in all the light


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Monday, July 24, 2006 - ore 20:54


2 week later
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Altre 2 settimane di lavoro e poi ferie.
Come l’anno scorso vado in Grecia, ma stavolta con qualke variante per ciò ke riguarda l’itinerario.
E CON QUESTO COSA VOLEVO DIRE????
Era per introdurre questa folgorante canzone di Bisio, scritta a 4 mani con Rocco Tanica nel lontano ’91... ke all’epoca conoscevo pure a memoria

RAPPUT

Solai solai solai - ferrovia
Solai solai solai - grano
Solai solai solai - campo
Solai solai solai - profano
Alle falde del Kilimangiaro
Paraponziponzipò.

E quella volta, una domenica d’Ottobre,
già l’autunno ci moriva addosso,
io fumavo sigarette amare,
tu, come uno specchio rotto,
riflettevi quell’immagine sbiadita
del ricordo del frammento di un brandello
del prufumo di quell’angolo d’estate
e mi dicesti: "Voglio vivere la vita
come un alito di vento nell’aurora
che, inseguita dalla notte, già racchiude
le speranze di un domani tutto mio
che mi appartenga e, come donna, accarezzare
nuovi scampoli d’assenza", io dicevo:
"Sì capisco, vuoi gli scampoli d’assenza"
ma pensavo: "PUTTANA!"

Che ne sai tu di un campo di grano?

Così pensasti, decidesti e mi annunciasti:
"Quest’estate vado in Grecia con Giovanna
e mi preparo a accarezzare nuovi scampoli
d’assenza", io ti dissi: "Scusa cara,
cosa cazzo ti prepari per l’estate?
Siamo a Ottobre, è quantomeno prematuro!";
tu piangesti tutta notte ed al mattino
ti svegliasti, gli occhi pesti ripiangesti
e mi dicesti: "Siamo onesti, vuoi che resti
per tarpare le mie ali ed impedirmi
di volare e come donna accarezzare
nuovi scampoli d’assenza", io ti dissi:
"No, prudenza, non potrei vederti senza
coi tuoi scampoli d’assenza,
io rispetto le tue scelte!", questo dissi,
ma pensavo dentro me che tu e Giovanna in Grecia
ci andavate solo per sentirvi...

Che ne sai della nostra ferrovia che trafigge i solai.
Che ne sai?

PUTTANA.
No, dai basta, su adesso...
PUTTANA!
Grano.

Poi sei tornata dalla Grecia,
io fingevo che non m’importava niente,
ti chiedevo le notizie più banali,
tipo chissà quanta gente avrai trovato,
che bordello di turisti, tu negavi
ed affermavi: "No, no, no, no, no, no, no, no,
no, no, no, no, no, no, no, no, eravamo solamente
io e Giovanna sopra un’isola deserta
insomma tipo ci hai presente
due chilometri di spiaggia tutta vuota,
dormivamo in un capanno in riva al mare
ed ogni sera i pescatori ci portavano del pesce,
facevamo le grigliate sulla spiaggia
e cantavamo a squarciagola le canzoni di Battisti
fino all’alba, tanto l’isola è deserta!"
mi dicevi e io pensavo: "Ma che cazzo,
tutti quelli che ritornan dalla Grecia
sono stati sopra un’isola deserta
tipo ci ho presente due chilometri di spiaggia vuota
col capanno e i pescatori,
ma contando tutti quelli che mi dicono sta cosa
io mi chiedo quante cazzo di isolacce
deve averci questa merda di una Grecia,
poi ’sti pescatori greci non potrebbero
pescare in alto mare ed impiccarsi con le reti,
senza andare a importunare le ragazze come te
che normalmente sono brave ma travolte dagli eventi
non disdegnano di fare la PUTTANA?"

Solai, grano, solai, campo, ferrovia.

E adesso tu mi chiedi come mai
son così pallido e patito,
mentre tu sei tanto sana,
la risposta è tra le righe
di quest’aria che ti canto,
che nel mentre che tu stavi
sopra l’isola deserta

strafogandoti di cozze
con Giovanna e i pescatori
io da solo chiuso in casa
non potevo fare a meno
di pensare a te lontana
già da qualche settimana
e comporti una canzana
praticando una gimcana
che mi ha fatto alfin capire
che tu sei, saresti stata,
eri, fosti, sarai sempre
e dillo pure anche a Giovana...

PUTTANA

Il mio amore, sì il mio amore,
nonostante qualche dissapore.
Come una libellula selvaggia,
io sorvolerei, però
dimmi cos’hai fatto con il greco sulla spiaggia!

Senza fiato, senza bronco,
tu sei ritornata ma ti stronco,
se ti lascio in faccia i segni del saldatore
so che capirai: io non ti serberò rancore.

Umorismo e simpatia
cum conctractio vaginalis.
Paraponziponzipò
Ferrovia.
Alle falde del Kilimangiaro
Paraponziponzipò
Alle falde del Kilimangiaro
Paraponziponzipo
Solai.
No, dai, basta così.




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