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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
CHE FACCIO? Azzeccagarbugli
Sono sistemato
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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mercoledì 26 luglio 2006 - ore 13:09
COSI’ SARA’!
(categoria: " Riflessioni ")
Ainsi sera, groigne qui groigne
[Così sarà, mormori chi vuole: motto araldico di Anna Bolena d’Inghilterra]DIALETTICA Dal lat. dialectica(m), che è dal gr. dialektiké (téchnì) ’(arte) della discussione’.
S. f. 1 Arte della discussione, della disputa, del dialogo | (estens.) capacità di sostenere un discorso logico e convincente.
2 (filos.) Processo logico col quale si cerca di raggiungere il vero, contrapponendo concetti antitetici o diversi, oppure articolando i concetti a vari livelli in modo che quelli più particolari o meno complessi rimandino a quelli più generali o più complessi, e viceversa | dialettica trascendentale, in Kant, processo attraverso cui il pensiero tenta di determinare la natura dell’anima, del mondo e di Dio, oltrepassando l’esperienza e dando luogo a ragionamenti fallaci e antinomie | nell’idealismo (spec. hegeliano) e nel materialismo storico, la realtà nel suo continuo divenire, cioè come passaggio da un momento o grado a un altro: dialettica degli opposti, in Hegel, processo per cui dal rapporto tra una realtà iniziale (tesi) e un’altra che le si oppone (antitesi) si sviluppa una nuova realtà più alta e complessa (sintesi); dialettica dei distinti, in Croce, continua transizione circolare da una ad altra forma di attività spirituale (vitalità, arte, logica, eticità). [Garzanti Linguistica]
POLITICA Dal gr. politiké (téchnì) ’(arte) politica’.
S. f. 1 Teoria e pratica che hanno per oggetto l’organizzazione e il governo dello stato; insieme dei fini cui tende uno stato e dei mezzi impiegati per raggiungerli | politica interna, attività di governo che si esercita entro i confini dello stato; politica estera, attività di governo che si esercita nei rapporti con altri stati sovrani; politica economica, insieme di misure (di un governo nazionale, di un’autorità sovranazionale, di un ente regionale ecc.) che influiscono sulle condizioni in cui avviene l’attività economica; politica industriale, aspetto della politica economica che incide sulle condizioni in cui opera il sistema industriale di uno stato; politica dei redditi, regolazione della dinamica dei salari e degli altri redditi, messa in atto specialmente per controllare l’inflazione; politica fiscale, manovra discrezionale del bilancio pubblico; politica monetaria, controllo della massa monetaria in circolazione e dei tassi d’interesse.
2 L’attività di chi prende parte alla vita pubblica; modo di governare, di gestire: la politica di Cavour; politica saggia, onesta; fare della politica; darsi alla politica; ritirarsi dalla politica; politica sindacale, aziendale.
3 (estens.) Tutto ciò che riguarda la vita pubblica: parlare, intendersi di politica.
4 (fig.) Comportamento abile e astuto per raggiungere un determinato fine; accortezza o diplomazia nell’agire, nel parlare: ci vuole un po’ di politica; è un uomo che ha molta politica; ho dovuto parlare con un po’ di politica, per non dire in pubblico i fatti miei (Manzoni, Promessi Sposi, XIV). [Garzanti Linguistica]

[
Socrate]
Tutti fanno un gran parlare di
confronto, dialogo, di come sia
costruttivo parlare e parlarsi, soprattutto su argomenti importanti come la
politica, la
religione, l’
etica (e
Socrate si rivolta nella tomba): alla fin fine però ognuno è
sordo alle ragioni della controparte (soprattutto se questa la pensa in
maniera diametralmente opposta: destra vs. sinistra, credente vs. ateo, legalista vs. libertario, ecc.)e spesso e volentieri si arriva a
prendersi a male parole e/o a
litigare furiosamente … E quindi mi domando:
ma non si potrebbe, quando ci si ritrova insieme, onestamente evitare di parlare di certe tematiche, visto che tanto nessuno si sposta di un millimetro dalla propria posizione? Mi pare
ipocrita stare lì a
cianciare del vero significato del termine “
politica” e della portata del concetto di “
dialettica” oppure ragionare sull’esistenza di una “
società pluralista”! Nessuno si pone veramente in
posizione di ascolto dell’altro! Ognuno pensa che la
sua sia la
posizione giusta! Che la
ragione sia dalla
sua parte! E questo è
umano e lo capisco:
anch’io sono intransigente su moltissimi argomenti e
difendo con forza le mie opinioni! Allora però io dico: cerchiamo di essere
onesti reciprocamente e
certi argomenti evitiamoli, se sappiamo di non essere in sintonia! Mi sembra un
comportamento più civile e più maturo!
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