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Thursday, July 27, 2006 - ore 16:43
ANIME TASCABILI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Mi piace osservare la gente, studiare le situazioni, analizzare quello che succede attorno a me. Lo faccio da sempre, non è semplice curiosità, lo definirei piuttosto spirito di osservazione. Mi è capitato spesso di sedermi su una panchina ad osservare le persone che invadono l’isola pedonale del centro cittadino, ognuna trascinando il proprio carico di pensieri, idee, preoccupazioni. Rubavo qualche frase, qualche sguardo, immaginavo provenienze e mete, coglievo particolari grotteschi o curiosi. Sì mi piace osservare, ma non come fanno tanti, che guardano le cose senza vederle; cerco di guardare oltre, al di là della siepe ben curata. Ma è nel campo dei rapporti interpersonali che concentro maggiormente la mia attenzione, e negli ultimi anni ho visto davvero di tutto. La cosa che mi rattrista di più è vedere persone intrappolate in storie senza senso, come martiri con una bella spada di Damocle sulla testa. Persone che per mancanza di coraggio o per comodità continuano a portare avanti relazioni già finite da tempo, strascichi di vite passate assieme che son state spremute fino a buttar fuori tutto quello che si poteva sperare di ottenere, e che lasciano ormai spazio soltanto a patetiche forme di ipocrisie coniugali e grottesche rappresentazioni di sé. Spesso è semplicemente la paura di restare da soli che spinge qualcuno a restare avvinghiato alla vita di un’altra persona, fingendo che sia amore ciò che è soltanto affetto, spacciando per necessità ciò che è soltanto abitudine, mentendo ad entrambi, continuamente. Che tristezza infinita. Mi sconforta vedere queste anime chiuse in una scatola, una scatola vuota, dove sopravvivono soltanto l’eco di bellissimi momenti vissuti assieme e il ricordo sfuocato di un amore ormai spento. Anime soffocate, sospese nel limbo dell’indecisione repressa, aquile che ora son diventate aquiloni. Una gabbia, se pur dorata, resta sempre una gabbia. Sorrido amaramente pensando al tempo sprecato, alle vite sacrificate, alle occasioni gettate. E mi rallegro pensando a quanto sono fortunato, perché so con certezza che non commetterò mai i loro errori.
L’aquila
(Battisti-Mogol)
Il fiume va
guardo più in là
un’automobile corre
e lascia dietro sé
del fumo grigio e me
e questo verde mondo
indifferente perché
da troppo tempo ormai
apre le braccia a nessuno
come me che ho bisogno
di qualche cosa di più
che non puoi darmi tu
un’auto che va
basta già a farmi chiedere se io vivo
Mezz’ora fa
mostravi a me
la tua bandiera d’amore
che amore poi non è
e mi dicevi che
che io dovrei cambiare
per diventare come te
che ami solo me
ma come un’aquila può
diventare aquilone
che sia legata oppure no
non sarà mai di cartone no
cosa son io non so
ma un’auto che va
basta già a farmi chiedere se io vivo
basta già a farmi chiedere se io vivo
Il fiume va sa dove andare
guardo più in là in cerca d’amore
un’automobile corre non ci son nuove terre
e lascia dietro sé
del fumo grigio e me
e questo verde mondo nel quale mi confondo
indifferente perché
da troppo tempo ormai
apre le braccia a nessuno
come me che ho bisogno
di qualche cosa di più
che non puoi darmi tu
un’auto che va basta già a farmi chiedere se io vivo
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