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Friday, July 28, 2006 - ore 22:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
L’energia che spinge a cambiare
Una delle battagliere protagoniste del film Il club delle prime mogli, che racconta la storia di tre donne abbandonate dai rispettivi mariti, dice a proposito dell’ex: «Io amo Morty, profondamente. Non voglio vederlo soffrire. Però voglio vederlo scaricato da quella piccola miss Poppelia! Davanti agli occhi di tutto l’emisfero occidentale! Sul notiziario della sera!». In questo sfogo c’è sicuramente un desiderio di vendetta, ma nel corso del film si capisce come dal rancore possa nascere ben altro: una sferzata di energia che spinge al cambiamento. Le tre donne (interpretate da Bette Midler, Goldie Hawn e Diane Keaton) decidono di reagire, si coalizzano e ottengono una rivincita personale che le farà uscire dalla crisi. «Sulla spinta del risentimento si possono compiere azioni di cui non ci saremmo immaginati capaci» spiega Marco Pacori, psicologo. «Chi prova rancore, infatti, conosce meno degli altri la paura quando decide di passare all’azione. Questa forma di ostilità, quindi, può essere una leva straordinaria per superare, se ce n’è bisogno, ostacoli e difficoltà». A una condizione, però. «Il rancore può essere utile, e positivo, se viene messo a frutto nel breve periodo» continua lo psicologo. «Va bene, quindi, se dà la forza di andare via per chiudere con il passato, per esempio dopo aver scoperto il tradimento del partner. Ma diventa devastante se costringe a rimuginare per sempre sul passato».
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