
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Saturday, July 29, 2006 - ore 15:30
Estatismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Sembra che l’estate dia alla testa. Le madri impazziscono, i padri perdono le facoltà intellettive, i fratelli si rincoglioniscono.
Nel frattempo gli amici partono, la città si svuota, i locali del centro diventano covi di gentaglia che sfoga sull’alcol la frustrazione di ferie già terminate, impossibili da racattare o economicamente improponibili. Tra i quali mi schiero coraggiosamente.
Gli esami sono un vecchio ricordo, ma sono anche il più tetro dei presagi che si annidano sul glorioso settembre che speravo essere più sereno. Ma ci ripenseremo da metà agosto, fingendo di non essere indietro come il fango.
Dopo aver divorato in 4 giorni (contando i vari impegni che mi trascinavano fuori casa con il sole che sembrava allo zenit) un interessantissimo regalo librario della sempre impeccabile Ceres, mi crogiolo nel mio ultimo acquisto letterario.

Si prospetta un preserale all’insegna dell’aperitivo con amiche, una cena a casa per sfruttare la quantità immane di cibo che la mamma mi ha lasciato quando sono partiti per le vacanze, una serata tranquilla con un buon film sotto il bocchettone dell’aria condizionata a casa del mio stacanovista morosetto - riesco a preferire un piumino che mi copra dal freddo piuttosto che crepare dall’afa che si annida tra le mura domestiche.
A proposito di genitori che partono per il mare, la donna che chiamo mamma mi ha lasciato una cambusa degna di un reparto di fanteria. Ha addirittura scongelato "così non lo devi fare tu", mi ha premurosamente comunicato. Grazie mammina, ma so scongelare i filetti di merluzzo, mi sono laureata in scongelamento ad aprile. Poi mi ha lasciato il polpettone. Che di solito mangiamo in 5 per due giorni, e adesso sono a casa da sola con mio fratello. Mamma, quanto credi ci metteremo io e Marco a mangiare quello che mi hai lasciato in frigo? Almeno in freezer la roba si conserva, e la posso tirare fuori all’occorrenza. La mia signora madre è un angelo del focolare, ma non riesce a rendersi conto che quando loro sono via io ceno fuori in piazza con stuzzichini e happyhour, e invece così mi costringe a tornare a casa per non dover buttare via il polpettone. Che insidia il mio frigorifero e mi sorride ogni volta che apro lo sportello: sai che sono qui e ti aspetto, vero Silvietta? E’ un mostro di sarcasmo e cinismo, quel polpettone. Un mostro bellissimo e speziato, ma diabolico.

Che poi, quand’è estate, solitamente cerco di rifuggire i fornelli. In questo modo invece devo adottarli, affezionarmici quasi. E’ una costrizione che mi sta stretta, mi opprime.
Riesco a criticare anche le premure della mamma, che solitamente mi rendono orgogliosa di far parte della sua progenie.
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