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Chiudo gli occhi e li tengo stretti, spaventato da quel che porta il mattino, aspettando un domani che non arriva mai. Nel profondo di me, ciò che mi lascia la notte è la sensazione del vuoto, e tre ragazzi immaginari che cantano nel mio sonno dolce di bambino. THE CURE, Three Imaginary Boys

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Incubus, Queen of the Stone Age, Peeeearl Jaaam..E molti altri..(Claudio Bluesman!)



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ORA VORREI TANTO...

Se solo fossimo capaci di amarci e vivere il più a lungo possibile nell’onestà, invece di recitare dei ruoli sulla base dell’idea che ci siamo fatti di come dovrebbe essere una relazione perfetta. non mentire mai. poterci sedere uno di fronte all’altra, guardarci negli occhi e dare voce liberamente ai nostri pensieri.Guardare l’altro con obbiettività e non giudicarlo unicamente rispetto a noi stessi.



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OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Sunday, July 30, 2006 - ore 18:30


FEEDBACK ENTERTAINMENT
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Basta pensare ai giorni andati, è tempo di fare qualcosa di grande.
Thom Yorke – Atoms for Peace – The Eraser


Le risposte che non vorrei mai sentire in genere arrivano sempre nel preciso istante in cui tutti i rumori in sottofondo salgono sul carro dei vincenti per la grande coalizione che porta inevitabilmente sulla strade battute e polverose delle giuste frequenze. Quell’attimo, spigoloso e ben definito, è proprio quello durante il quale il tutto circostante e sovrastante assume le sembianze di un acutissimo ed assordante feedback. La scuola è solo un ricordo vago e sbiadito e per la tragedia di settembre impersonata dagli zaini nuovi di zecca c’è ancora un bel po’ di tempo. Di rimando le anziane signore che amano trascorrere la calde notti di luglio sui balconi a conversare o a contemplare il cielo cercando invano l’Orsa maggiore e qualche stella incandescente in mezzo alle violente ed invadenti luci della città, accennano qualcosa riguardo la bastarda e beata gioventù che non tornerà mai più. Nel frattempo Lou Reed attacca il giro di chitarra di I’m waiting for the man e le pale del ventilatore blu fanno talmente rumore che sarebbero capaci di segare la grata di metallo e di finirmi addosso. Quel rumore e la sua monotona cadenza sostanzialmente mi distruggono ed insieme mi distraggono. Però poi all’improvviso e come d’incanto arriva sempre l’attimo in cui tutte le voci cominciano ad affievolirsi. L’orgoglio è una bestia fottuta ed io ne ho abbastanza. Delle cose non dette. Dell’ironia sbagliata. Dei gesti rinfacciati. Di tutto quello che giace sulla scrivania senza alcun senso. Così osservo il me stesso più giovane sorprendendomi del fatto di aver finalmente trovato il tempo di rinnovare la mia identità. Però se mi guardo bene sembro decisamente più vecchio nella fototessera di cinque anni fa. Ero anche più pallido a ben vedere. D’altronde avevo addosso un fardello niente male.Allora ero pieno di stoltezza perché credevo nell’amore eterno e nell’amicizia inossidabile. Ora che tutto sembra sull’orlo di un precipizio, ciò che pare sopravvivere e contare più di ogni altra cosa è la lucidità. La lucidità di ciò che siamo e di ciò che stiamo facendo. Tanto sbaglieremo sempre qualunque cosa faremo. Syd Barrett per esempio era un genio fragile e visionario ed è morto murato vivo. Un “diamante pazzo” che se ne è andato con la mente a pezzi. Non male come fine. Anche se credo che sia sempre meglio rendersi conto che tutto quanto tende ad andarsene alla malora con una certa regolarità: affetti, oggetti e vicende. il nuovo disco di Thom Yorke a fare da colonna sonora alla vita reale e l’antologia di Spoon River da consultare prima che arrivi il nuovo giorno. Quelle infauste è che bisogna mettersi il cuore in pace perché tanto la vita è molto più forte degli uomini che si illudono di controllarla. Soprattutto perchè le cose più temute succedono lo stesso così come i sogni più desiderati si avverano sempre.

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