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Monday, July 31, 2006 - ore 15:14
COMICI SUL "COMICI"
(categoria: " Sport ")
Non sento più le gambe ma ne è valsa la pena..splendida gita domenicale nel Comelico, 7 ore di scarpinata (tra andata e ritorno) partendo da Moso nella val Fiscalina per raggiungere prima il rifugio "Comici" (che era la nostra meta iniziale, scelta quasi esclusivamente per il nome..) e poi anche il rifugio "Pian di Cengia", a 2528 metri s.l.m.
Sotto un cielo limpido con una tonalità di blu che non vedevo da tempo, io e gli altri sfigati del gruppo abbiamo zompettato allegramente per sentieri impervi e salite ai limiti delle possibilità umane, guidati dal capo-cordata Juras-Calboni, che solo ieri abbiamo scoperto essere niente popò di meno che l’uomo da 6 milioni di dollari dotato di potentissime gambe bioniche. L’abbiamo capito strada facendo: aveva un andatura che nessun essere umano sarebbe in grado di sostenere, appariva sempre fresco e riposato, non aveva bisogno di bere né di mangiare, portava dei pantaloni lunghi che servivano certamente a nascondere la natura meccanica delle sue gambe, ogni tanto il suo fondo schiena emetteva dei suoni che nessuno al mondo potrebbe mai produrre. Eccolo in uno dei rari momenti di pausa, a lui necessari per mettere sotto carica le gambe bioniche:
Io, Thomas e Giulio abbiamo stoicamente inseguito Juras, sfrecciando accanto a decine di crucchi super-attrezzati, salutandoli educatamente per poi deriderli una volta raggiunta una distanza di sicurezza inneggiando il POOO-PO-PO-PO-PO-POOO-POOOOO e affidando all’eco delle montagne la telecronaca dei gol di Grosso e Del Piero in Italia-Germania…che soddisfazione!!!
Raggiunta la vetta finalmente un po’ di relax, a goderci la temperatura mite e l’aria fresca, mentre il sole bellunese ci bruciava giustamente la faccia non cosparsa di creme protettive. Adoro la montagna! Adoro il senso di comunione con la Natura, la pace e la serenità interiore che solo la vista di paesaggi meravigliosi ti sanno dare, l’ascesa faticosa e l’appagante soddisfazione di raggiungere la meta, che ti fa dimenticare i morsi delle vipere, le infezioni intestinali, le cadute nei burroni, gli attacchi degli avvoltoi, le punture di insetti rari, i pestaggi subiti dai crucchi più permalosi..
Vorrei essere ancora lì, a 2 metri dal cielo e pochi centimetri da un dirupo, a mettere speck e Asiago dentro a un panino, a salutare le caprette che fanno “ciao” e imprecare contro quelle che non salutano, a sorridere alle adolescenti tedesche in shorts e ridere dei suoni disumani provenienti dal corpo di Juras..e invece sono chiuso in un ufficio davanti a un pc, con manuali da completare, carte da archiviare, ordini da evadere ed evasi da nascondere. Ma non riesco a smettere di chiedermi come diavolo facesse la borraccia di Juras ad essere ancora CONGELATA anche dopo 7 ore di cammino..
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