"Mentre venivo quassù a scriverti questa lettera, ho incontrato il nostro comune amico don Marco Pozza, il quale mi ha chiesto dove stessi andando su per i monti con le ciabatte. Una risposta piuttosto banale è uscita dalla mia bocca: "Sto andando più su...". La conversazione si è conclusa con un sorriso e ho ripreso a camminare verso l’ato. Più camminavo e più mi ripetevo che la risposta corretta sarebbe stata: "sto andando più vicino alla Francesca...". Mi piace pensare, in montagna, che più si salga in alto più si arrivi vicino a Dio, e di conseguenza ai suoi angeli. Si, "angelo", non saprei in che altro modo definirti. Perchè?
Te lo spiego subito.
Il tuo strano percorso è durato 9 anni, nove anni di purissima limpidezza! Come altro definirti se non "angelo". E un angelo non è altro che quello che sei tu. L’angelo cutode di don Marco e, purtroppo per te, anche il mio a partire da ieri sera. Eh già... mi hai addomesticato alla grande... mi sono innamorato di te, cara bambina di nove anni, e spero che tu ti voglia prendere cura del bambino di nove anni che sta dentro di me e che ha paura di affondare, ma che è molto più forte di quanto credessi. E’ bastata una tua foto, un cielo stellato, qualche lumino acceso ed un canto a farlo uscire dalla corazza di "forte 17enne" che lo rinchiudeva.
Non ho mai avuto, a dir la verità, non ho mai nemmeno pensato ad avere un angelo custode. Ma da ieri sera, tra le stelle, che da stupido "uomo d’affari" - come mi definirebbe Antoine de Saint-Exupery - contavo nel cielo, se ne è accesa una che nuova che splende più di tutte. So che mi aiuterà a riconoscere la via migliore per raggiungere la meta del mio
strano percorso. E per questo ti ringrazio già, Francesca! Come unica garanzia ti posso solo promettere che ogni volta che guarderò il cielo e individuerò la mia stella, quell’unica che ride, ti ringrazierò d’avermi addomesticato e mi metterò a ridere con te perchè i tuoi occhi mi hanno fatto capire
"com’è straordinaria la vita.
Concludo questa lettera con una frase tratta dal nostro "quinto vangelo" ("l piccolo principe"): prendila come vuoi. Io, appena l’ho letta, ho pensato al tuo volto e ogni colta che guarderò il cielo, ogni volta che guarderò la mia stella, mi verranno in mente quei caratteri stampati sulla pagina del libro che sembrano essere stati scritti per te:
"Le stelle sono belle per un fiore che non si vede" .
Grazie, Francesca.
Con tanto affetto... il tuo nuovo ragazzo che da lassù devi proteggere!"