(questo BLOG è stato visitato 173254 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Tuesday, August 08, 2006 - ore 12:49
Just banging tunes and DJ sets and...Dirty dancefloors,and dreams of naughtiness
(categoria: " Viaggi ")
Per un attimo posso distaccarmi e vedere questi due terzi di 2006 da lontano, ma non
da un oblò. Non è decisamente l’anno della tecnologia, visti i due telefoni ingloriosamente distrutti, l’ibook ancora in assistenza, l’ipod che gentilmente mi fa notare che devo riformattarlo con le sue playlist di colpo vuote. Non è nemmeno, più di tanto, l’anno della piacevole attività fisica ma, parafrasando Pozzetto,
ho interessanti prospettive per il futuro.
E’però l’anno in cui il mio più grande amore non concavo, la musica, insomma, mi sta regalando soddisfazioni a profusione,
senza chiedere in cambio nulla. Se non qualche migliaio di miglia sotto i piedi, più o meno sollevati da terra. Concerti in quantità, poi Torino e Benicassim.
E, dopo una buona notizia sulla salute di colei che più mi sopporta da circa 28 anni, nasce naturale raggiungere il mio
compagno di redbull facendo volare la macchina da Verona a Bologna.
Destinazione: Urbino, Frequenze Disturbate.
Un programma
leggerissimo: Afterhours, Calla, Montecristo, Forward Russia, The Whitest Boy Alive, The Veils, Rother & Moebius, Non Voglio Che Clara, Tunng, Arab Strap, We Are Scientists.. Ah sì, manca
Cat Power.

Che però è in macchina con noi, ad affrontare il traffico del primo weekend di esodo di massa. Cantando le canzoni di
uno dei miei dischi preferiti a squarciagola, tanto da farci avere l’impressione di avere una Joni Mitchell in carne ed ossa accanto.

Ma abbiamo di più. Una bomba pronta ad esplodere da un momento all’altro, che ci fa piangere dal ridere e che, scesa per un caffè, sparisce all’interno di una merceria e ne esce con metà campionario.

Ed una reggia erroneamente chiamata albergo attende i nostri eroi, ritardatari ma sempre in tempo per il mio quarto concerto di un gruppo
a caso di questo 2006.

Con un Manuel che esce dalla tenda e saluta, una resa non impeccabile, soprattutto della batteria, ma una scaletta da brivido, con una
Come Vorrei mai sentita in una cornice così bella, quasi commovente.

E dei simpatici musici da rivedere con le loro espressioni "da calendario"


L’atmosfera è meravigliosa, ci sentiamo a casa, anzi, decisamente meglio.

A parte nel momento dei saluti ad una donna fantastica, nonostante un
momologos per dispetto.. e diletto.

Ma è tempo di pensare al paesaggio

Urbino spinge persone di varia natura ad atteggiamenti filo-bucolici

E l’essere bucolico mi spinge a dare il telefono ad un Keith a caso perché svegli una
bauschetta dai fumi dell’alcool.

Perché in 15 giorni due concerti dei We Are Scientists non annoiano di certo, anzi.

Un pezzo di Benicassim ci continua a seguire, un filo rosso che lega quei pazzi che, forse, da quell’aeroporto di Valencia non sono mai decollati, almeno con il cuore.

E, signori e signore, un gruppo dal live con quelle cose che in gergo si chiamano
controcoglioni, mi sembra. Arab Strap (and beers) on stage

E si conclude così un weekend lunghissimo ma pur sempre troppo breve.
Fatto di arrampicatori sociali

abat-jour di altri tempi

pranzi in agriturismi dove i due
forestieri bevitori diventano la più grande attrattiva del paese, dove tutti fanno a gara per offrir loro da bere o parlare del più e del meno. Fieno compreso. E poi
la gente sta male
E corse in macchina cantando a squarciagola gli Editors, con la testa fuori dal finestrino, i brutti pensieri distanti, bella gente da incontrare, nelle persone di Romina,

Cristina, Glenda, Giulia, Gaetano, Picchio e tutto il resto della DNA concerti (e famiglia), sigarette spente e sigarette che si riaccendono, stand del Velvet, sole, musica, pace, turbe, arrotolati, salite, discese, bancarelle di libri (di Hornby, of course), spritz da correggere, tartine vintage, bar che chiudono, weizen da passeggio.. Nonostante tutto ciò che, quando meno te l’aspetti, si ripropone a - provare a - disturbare.
Ed un ritorno in nottata, con le gambe che non ce la fanno più, 3 clienti che attendono ma, soprattutto, una serata passata da visioni e parole al Naviglio, visite alle case nuove di amici, pastasciutta alle due di notte nel tempio dei mondiali.. e tempo per pensare, tra una siesta ed un cliente ingordo da accontentare, uno di quelli che ti fa storcere il naso sul tuo lavoro. E’una sensazione diversa, diversa dall’odio, dal tedio, dall’astio verso il cliente strano, il cliente stronzo o chi altro capiti dalle mie parti. Ho clienti che curano fallimenti. Ho clienti falliti ed ho clienti sciacalli. Uno sciacallo legalizzato, gentile, vestito bene. uno sciacallo che ha un computer del penultimo grido, pagato come una stecca di sigarette per un poveretto che non lo ha più, per qualche calcolo fatto male, perché, chissà, è finito in galera, o i debitori lo cercano ovunque. E magari la donna l’ha lasciato a piangere solo da qualche parte. E non ha fatto nemmeno in tempo, quel poveretto, a cancellare quei file da quell’hard disk. Vedi la sua faccia ancora sorridente in una foto che appare al login. Vedi i suoi programmi per chattare e trovare una via di fu(i)ga in ufficio. Vedi la musica che ascolta e pensi "cazzo, quel fallito potrei essere io".
E ti chiedi quante volte hai fallito e quanto ti abbiano portato via, inculandoti con il sorriso.
Ho voglia di Roma, Amsterdam, Utrecht e Londra. Ma prima arriva Corfù,
3rd time.
HARD TO EXPLAIN - THE STROKES
Was an honest man
Asked me for the phone
Tried to take control
Oh I don’t see it that way
I don’t see it that way
We shared some ideas
All obsessed with fame
Says we’re all the same
I don’t see it that way
I don’t see it that way
Raised in Carolina
I’m not like that
Tryin’ to remind her
When we go back
I missed the last bus
I’ll take the next train
I try, but you see
It’s hard to explain
I said the right things
But act the wrong way
I like it right here
But I cannot stay
I watched the TV
Forget what I’m told
Well I am too young
And they are too old
The joke is on you
This place is a zoo
You’re right, it’s true
He said he can’t decide
I shake my head to say
Everythings just great
Oh I just can’t remember
I just can’t remember
Raised in Carolina (she says)
I’m not like that
Trying to remind her
When we go back
I say the right things
But act the wrong way
I like it right here
But I cannot stay
I watched the TV
Forget what I’m told
I am too young
And they are too old
I’ll make it you see
I’m ever so pleased
Pretend to be nice
So I can be mean
I missed the last bus
I’ll take the next train
I try, but you see
It’s hard to explain
LEGGI I COMMENTI (11)
PERMALINK