STO LEGGENDO
niente.
HO VISTO
STO ASCOLTANDO
mille giorni di te e di me.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
jeans tennis e qualcosa di comodo. Detesto pensare di continuo: si vedono gli slip, si vede il segno, si vede il rotolino adiposo ...
ORA VORREI TANTO...
avere una bacchetta magica!!!
La mia è consunta!
STO STUDIANDO...
Le emozioni. Quando come e perchè.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Decisamente normale...per quanto lo possa essere
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Friday, August 11, 2006 - ore 23:30
Buonanotte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ancora presa sulle riflessioni della giornata...lultima volta sono stata una settimana sulla differenza su opinione e giudizio (vero Galvan?

)quindi sono nella normalità.
Vi racconto questa storia.
Tanto tempo fa uscivo con un ragazzo. Lo chiameremo Mr. G..
Mr.G. era uno sportivo, non un bellissimo ragazzo ma molto carismatico, una persona intelligente, simpatica e innamoratissima di me. Con lui io ci stavo bene. Era di compagnia e trovavo le mie uscite con lui molto rilassanti e piacevoli. Eppure mancava qualcosa.
Sentivo che con lui qualcosa in me non era stimolata ( e al primo che fa una battuta su sta frase gli do dei calci nel di dietro fino a raggiungere Gandals!). Agli inizi davo la colpa al fatto che non ero tanto innamorata (con gli anni poi ho capito che non esiste ununità di misura per lamore, o lo si è o non lo si è). Poi ho capito che con lui non potevo parlare di nullaltro che di calcio, di lavoro, di musica leggera. Non mi bastava. Ripeto, su questo non centra unacca lintelligenza. Lintelligenza è una cosa, gli interessi in comune sono tuttaltra cosa.
Quando gli ho spiegato il motivo per cui lo lasciavo credo che mi abbia presa per matta. Mi si è stretto il cuore quando fra le lacrime mi ha detto che non cera problema. Avrebbe letto i libri che leggevo io e ascoltato la musica che piaceva a me. Che con il mio aiuto avrebbe potuto essere più adatto alle mie esigenze.
In quel momento non ero pronta ad affrontare la cosa. Ero troppo presa nella ricerca del mio Io per aiutare qualcunaltro. E poi...era giusto? Sarebbe stato felice? Sarebbe stato migliore per se stesso o solo per mio uso e consumo?
Lo lasciai.
E feci la cosa giusta.
Lo stesso problema mi si presentò 6 anni dopo. Questa volta ci ho provato. Cosa ho ottenuto? Una persona cambiata sicuramente. Migliore lo lascio decidere a lui. Non mi va di giudicarlo. Più consapevole di se stesso? Si. Adatto a me? No.
E divorziai.
E feci la cosa giusta.
Ora dovrei darvi la buonanotte...ma non ho sonno. Vengo a farmi un giro nei vostri blog
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