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Sunday, August 13, 2006 - ore 18:59
1977 chiude un mito
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"Carosello" nasce il 3 febbraio del 1957 come teatrino pubblicitario.
È il primo spazio televisivo dedicato alla pubblicità e deve perciò rispondere a regole molto precise perché è concepito come un teatrino in cui i vari brani sono "solo" presentati da un prodotto commerciale. Regole essenziali sono perciò:
1) Ogni filmato dura (a seconda del periodo) da 1 minuto e 45 secondi a 2 minuti e 15 secondi.
2) Di questo tempo solo 35 secondi possono essere dedicati alla pubblicità vera e propria (codino pubblicitario)
3) Il resto del tempo è dedicato a una scenetta, un filmato, un cartone animato o altro che deve essere assolutamente slegato dal prodotto che viene pubblicizzato. La pubblicità deve essere presente perciò solo nel codino.
4) Assolutamente vietati i riferimenti a: sesso, adulterio, lusso eccessivo, oggetti superflui e odio di classe. Non deve creare troppi desideri e non deve fare uso di parole "indecenti" come sudore, mutande, reggiseno ecc. Bisogna insomma dare una giustificazione artistica a una forma di comunicazione commerciale, e il risultato è piuttosto positivo.
Gli spot che mi ricordo:
"Le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di Negroni, vuol dire qualità"
"Con la ricetta della nonnina, zucchero, latte, fior di farina, son fabbricati i biscotti Doria, un nome da imparare a memoria"

"....e adesso aspettano un Philco!"
"Contro il logorio della vita moderna...."
"Non è vero che tutto fa brodo, è Lombardi il vero buon brodo!"
"Basta la parola!"
"Ti mette un fiore in bocca"
"Ho detto qualcosa che non va?". Qui parte la pubblicità del dentifricio: "Con quella bocca può dire ciò che vuole!"
La biondissima svedese Solvi Stubing pubblicizza la birra:
"Chiamami Peroni: sarò la tua birra"
Jo Condor (un avvoltoio vestito da militare, con un mirino sulla punta del becco), insieme con il fedele Secondor, disturba la vita della Valle Felice, distruggendo cose amate da tutti gli abitanti. Alla fine i bambini chiedono
aiuto al Gigante cantando
"Gigante, pensaci tu!". Interviene allora il Gigante Amico che riporta la pace e punisce "quel briccone di Jo Condor". Jo Condor dice la battuta
"E che c’ho scritto Jo Condor?"; Il Gigante lo prende per la coda e lo butta via mentre il condor grida "Ma mi lasci... non c’ho la mutua!".Pubblicità delle merendine Ferrero
Un uomo sogna di essere obeso, si sveglia ed è felice perché
"La pancia non c’è più" (olio sasso)

"Nella Pampa sconfinata, dove le pistole dettano legge, va il Caballero misterioso in cerca della bellissima donna che ha visto sul giornale. S’ode un grido nella Pampa: Carmencita abita qui?" Il Caballero alla fine conquista la sua bella e le dice ’Carmencita, sei già mia, chiudi il gas e vieni via’. (caffè Paulista)
"Cimabue, Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due" e lui reagisce:
"Eh, che cagnara, sbagliando si impara!" (Dom Bairo)
La macchinetta per il caffè Bialetti è pubblicizzata dall’omino con i baffi. La sua bocca prende la forma delle lettere che pronuncia. le sue storie si concludono sempre con la frase: "Eh sì sì... sembra facile (fare un buon caffè)!"
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Calimero, il pulcino nero, è maltrattato da tutti: ’Uh, che maniere!...Qui fanno sempre così perché loro sono grandi e io sono piccolo e nero... è un’ ingiustizia però!" ’No Calimero, tu non sei nero, sei solo sporco....’. Calimero viene immerso in una tinozza di acqua saponata e: "Uh Ava, come lava!". Pubblicità del detersivo della Mira Lanza.
"Il cavallo è un mestieraccio, io ero nato per vincere quella corsa... il coso... come si chiama... vitaccia cavallina, me scappa sempre la parolina..." (succhi di frutta Derby)
"Voglio la caramella che mi piace tanto e che fa du du du du Dufour"

La linea (lui cerca Lagostina!) disegnata da Osvaldo Cavandoli rende popolare il marchio Lagostina.
Il personaggio è costruito sulla stessa linea della terra su cui cammina: il disegnatore gli crea via via le situazioni e gli oggetti con cui dovrà confrontarsi.
La macchinetta per il caffè Bialetti è pubblicizzata dall’omino con i baffi. La sua bocca prende la forma delle lettere che pronuncia. le sue storie si concludono sempre con la frase:
"Eh sì sì... sembra facile (fare un buon caffè)!"
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