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![]() galvan, 36 anni spritzino di buona volontà CHE FACCIO? do i numeri a spizzichi e Bocconi Sono sistemato [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO e non voglio dimenticare. STO ASCOLTANDO L’integrale delle opere per organo di Bach suonate da Simon Preston. ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... eh, cazzo, sì. STO STUDIANDO... Appunti per lezioni, libri adottati e collaterali, e-mail di allievi e di colleghi, regolamenti di condominio e estratti conto. OGGI IL MIO UMORE E'... ![]() ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Dimenticare 2) veder morire la goliardia 3) Essere beccati dall'autovelox due volte nella stessa sera!!! 4) i siti ottimizzati per explorer MERAVIGLIE 1) insegnare 2) ...Trovare il semaforo verde alla Stanga 3) Svegliarsi con la convinzione che sia ora di alzarsi, guardare la sveglia ed accorgersi che invece mancano due ore... 4) la sicurezza che c'è qualcuno sempre disposto a ascoltarti e crederti. 5) vedere attorno a te le persone a cui vuoi bene che ti guardano con ammirazione... e sapere di aver fatto tutto quello che potevi per meritartela |
Friday, August 18, 2006 - ore 13:25 Hrpfpfpfpfffff... Quante cose ci sarebbero da dire, poffarre! Epperò non vedo ragioni plausibili per farlo. Di fatto, una preoccupante percentuale di frequentatori di questo sito e, purtroppo, anche di questo blog, mi ha insegnato una cosa fondamentale: mai fare nomi, mai esporsi, mai comunicare direttamente i propri pensieri. Non si creda ch’io non ne abbia sgamato la ragione: tra le altre, si tratta del modo più semplice per non avere responsabilità, in nessun caso e davanti a nessuno. Se chiamati a rispondere delle proprie accuse (specie se infondate), infatti, si può sempre dire con l’aria più innocente del mondo: ma non hai capito una fava, non mi riferivo a te, ma purtroppo non ti posso dire a chi mi riferivo per ragioni di riservatezza perché io non son mica uno che va in giro a raccontare i cazzi altrui, vero. Siccui, diciamo in perfetto spritz style che mi dolgo nel constatare che, purtroppo, nemmeno farmi i cazzi miei riesce a salvarmi dalla sporadica e immeritata omogeneizzazione dei miei poveri marroni. Ci rido su, perché (come dice mio zio, e forse ha ragione) ho un senso dell’umorismo abbastanza sviluppato, ma mi pare che così non vada proprio benissimo. Qualcuno, qui, continua a sbagliare valutazioni. Qualcuno continua a non capire un cazzo di quello che penso, eppure pensa di averci capito tutto. Qualcuno continua a non immaginare quanto io abbia capito, eppure insiste a convincersi che io non abbia capito un cazzo. Qualcuno, in virtù di questa erronea valutazione della disparità di comprensione, continua a pontificare da un’inesistente (e, se anche esistesse, comunque immeritata) cattedra grandi lezioni di stile, non sapendo dove stanno di casa non solo lo stile, ma neanche l’onestà, la correttezza, la sincerità e la coerenza. Forse ciò dipende dal fatto che qualcuno ha una notevole coda di paglia, che il tempo non è ancora riuscito (come pure, detto sinceramente tra noi, avrei tanto sperato) a far cadere e marcire in qualche caneson. Forse dipende, più semplicemente, da altre cose, che continuerò signorilmente a fingere di non aver capito e di non sospettare nemmeno. Ma, per favore, basta così. La dignità impone di scegliere tra due strade: o ignorarmi totalmente e convincersi che ogni riferimento si possa intravvedere in ciò che scrivo è assolutamente autoinventato, oppure comunicare i propri sospetti e i propri fastidi direttamente a me senza maldestre ironie, nello spirito di un’amicizia che non ricordo di aver negato di mia iniziativa a qualcuno che io abbia conosciuto. Qualsiasi altra via è troppo inutilmente complicata, per non dire assurda e insulsa: in particolare, mi rifiuto categoricamente di dovermi autocensurare per non rischiare di urtare la sensibilità di qualcuno con il quale non ho a che fare da mesi e di conseguenza, legittimamente, in moltissimi momenti non è più nemmeno un ricordo. Ovviamente, se qualcuno si è sentito chiamato in causa da ciò che ho scritto, sappia che non mi riferivo al suo caso, ma purtroppo non posso dire a chi mi riferivo per ragioni di riservatezza perché io non son mica uno che va in giro a raccontare i cazzi altrui, vero. Pace e bene e buona giornata a tutti. P.S.: parlando col sempre ottimo Gelida, ieri sera, abbiamo concordato che la mia traduzione della cosa di Brecht era decisamente migliorabile. L’ho pertanto riaggiustata. Ancora BuGaT. LEGGI I COMMENTI (13) PERMALINK |
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