Diciamola tutta: il mese di agosto non si sta rivelando troppo esaltante. Un po’ per le condizioni atmosferiche, d’accordo, e un po’ perché quest’anno non ci sono occasioni o locali, al contrario del 2005, dove poter trascorrere qualche sera, conoscere gente nuova e ascoltare buona musica. Qualche novità c’è: come avevo accennato in qualche post precedente, ho iniziato il 16 un tirocinio nella redazione di Newsline, che si occupa di informazione nelle regioni del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e del Trentino-Alto Adige. L’esordio è abbastanza positivo, non mi fanno perdere tempo e, anzi, mi hanno già spiegato come si fa il "giro di cronaca" alla mattina (ovvero, telefonare alle forze dell’ordine delle varie province venete per recuperare notizie) e messo al lavoro con i testi. Chi mi conosce già sa qual’è il mio solito taglio: non ho uno spiccato dono della sintesi, e quando si lavora per le notizie del telegiornale, inevitabilmente, è opportuno abbracciare uno stile più conciso, meno arzigogolato, che possa essere compreso da un pubblico più vasto possibile, dal professore alla signora che parla solo in dialetto. La redazione è ancora semideserta, alcuni devono ancora tornare dalle ferie, ma già ho avuto modo di fare conoscenze al suo interno, quasi tutte molto buone. Una perplessità: spero di non fare troppo il segretario, ultimamente mi fanno
ricompilare indirizzari ed elenchi telefonici, e la responsabile degli stage dell’Università di Padova, per la facoltà di Lettere e Filosofia, è stata prontamente avvertita. Non so dunque se credere a quello che gli
a-ha cantavano ventun anni fa (ecco il perché del titolo del post) ma è certo che ci saranno altri aggiornamenti sulla mia permanenza.

Non vedo l’ora di potermi avvicinare al montaggio audio e video digitale, e di poter girare con la troupe come mi è stato promesso durante il colloquio avuto alla fine dello scorso mese. Peccato però che mi sia ritrovato con un collega stagista con cui non riesco proprio a legare: ci conosciamo da dieci anni, ha fatto teatro a scuola con me, poi ci siamo ritrovati all’Università e nel gruppo teatrale con cui ho collaborato fino all’anno scorso. Viviamo pure nello stesso quartiere... Eppure c’è qualcosa in lui che continua a non convincermi, è un punto interrogativo sotto molti aspetti; mi domando per tutto il tempo se "ci è o ci fa". Per fortuna non sarò in sua compagnia per l’intero tirocinio: spero che a sostituirlo venga qualcuno con cui si potranno fare due simpatiche chiacchiere e, perché no, anche amicizia. Tutto questo renderebbe assai più piacevole un’esperienza che già si rivela promettente e che mi suscita ogni giorno una curiosità nuova. Ho visto "Notte prima degli esami" poche sere fa - lo avevo perso durante la scorsa stagione - e l’ho trovato molto meno stupido e scontato di quanto pensassi; domani sera, tempo permettendo, sarà la volta di "Memorie di una Geisha". Per ora è tutto, tornerò con la recensione del mio disco dell’estate, "The Great Western" di
James Dean Bradfield, cantante dei Manic Street Preachers.