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Thursday, August 24, 2006 - ore 14:38
Corfù 2006 - waitin’for photos (momo@allagrandissima.com)
(categoria: " Viaggi ")
Spiegare cosa comporti essere tornati da Corfù questa volta sembra essere difficile come il far capire agli altri il trasporto fatto di gesti, accento, sguardi di intesa tra estimatori verso una canzone di Morrissey.
Due facce amiche si guardano sconsolate anche in mezzo al Naviglio del mercoledì, l’unica isola felice di una Padova resa ancora più smorta dal ricordo di una simile esperienza. Ed è impossibile spiegare agli altri che non si tratta di nostalgia di vacanza, non è astio verso il lavoro già ricominciato, non è nemmeno
un congegno che si spegne da sé.
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Una partenza titubante, dubbi, poche aspettative.. ed una realtà fantastica da scoprire, un gruppo amalgamatosi in modo anomalo, pur senza una casa comune o comuni orari di sveglia, senza adesioni plebiscitarie alle gite, ma momenti, voci, odori, suoni, immagini fisse dentro la testa che faticheranno ad andarsene, un po’come quel pullman che a fatica è partito per il porto, quasi un segno della poca voglia di partire.
Animatori e guide

Posti per me già visti e rivisti, problemi con il popolo locale, che considera ogni italiano un napoletano, già vissuti negli anni passati, spiagge conosciute al centimetro e vicoli dove ancora perdersi, giornate sulle quali azzeccheresti ogni pronostico del mattino ed altre che prendono pieghe indesiderate, segni nella testa, nel cuore e sul corpo sotto forma di ferite, botte, vestiti sdruciti.
Ed è bello ripensare a quelle cinquanta persone per le quali ogni giorno ti sei alzato presto, nonostante il bisogno di dormire dopo un periodo in cui di certo non c’era stato riposo in senso stretto, chi ti faceva mille domande, chi appariva magicamente dopo qualche giorno, ed a tarda ora quasi non ricordavi averlo mai visto nemmeno alla partenza, chi ti invitava a unirsi al suo gruppo per un po’, chi si "confessava", chi saltava a ritmo dopo una "doccia" di acqua ossigenata greca, chi cercava Imodium come valesse oro..
Ogni volta che vedo un singolo luogo di quell’isola scatta qualcosa in me, che solitamente mi fa rivivere momenti passati. Credo questo viaggio sarà il nuovo metro di paragone, visto che in alcuni momenti non c’era tempo per il passato, solo voglia di vivere appieno ciò che mi capitava intorno, come vedere un posto per la prima volta.

Tre deficienti che hanno cercato di indirizzare le altre persone verso il meglio che conoscevano, o le hanno seguite nel loro modo di fare vacanza, dimenticando il lavoro di ogni giorno per una parentesi difficile a chiudersi.
Ogni singolo momento, dall’arrivo al porto di Venezia al ritorno nello stesso posto è registrato come in una scatola nera, senza resoconti cartacei, senza un programma scritto ed appuntato, senza briglie tenute strette o indicazioni limitanti, e sembra scorrere come le note di un clavicembalo in una vecchia ballad di Liverpool al solo badare a quella gran parte del cuore che pensa al film di questi dieci giorni.
Il mio fegato invoca pietà, per quella regola non scritta che, per seguire i suoi "protetti", una guida deve brindare all’incirca 4-5 volte più degli altri. Con facilmente immaginabili risultati il mattino seguente, visti fin dal primo risveglio sull’isola dopo una pesante notte allo Shooters.
E ricostruisco la vacanza partendo da pochi momenti, da quelle foto che la mia Nikon caduta a terra non ha scattato e non avrebbe mai potuto scattare così nitide nemmeno con milioni di megapixel.
E mi viene in mente Christian che, tra un dubbio e una chiacchera, ti offre da bere ancora prima tu finisca il bicchiere che hai in mano, Fabio che si preoccupa di averti scroccato benzina da trasportato, Giada in pena per i ritardatari in scooter che ti prega di rallentare, Alessia che si siede a terra al King Size e, sorridendo, non comprende la differenza tra bukkake e cavallo, Patrik e la sua espressione in pizzeria dopo una dura tornata di aperitivi e con la voglia di riscattare la notte precedente in giro per locali, Flavio premiato l’ultimo giorno da un vento favorevole al kitesurfing dopo una settimana di infruttuose peregrinazioni, Giulio e la sua playlist per la gita in barca così vicina alla nostra "Rockscene" padovana, Christian ed il suo amore per la ex-jugoslavia (soprattutto per le sue "figlie"), gli amanti del Jack Daniel’s, Vespa con salti ed urla connessi, Gigi "il bomber" che fatica a comprendere le regole dell’
otto e diventa bersaglio di schiacciate in acqua, "Ballo" in grande spolvero e a colloquio con "Cesare", Fabio compagno di sfoghi durante il tragitto in scooter, Laura e Caterina che credono ai Negramaro a Corfù e ne fanno comunicati stampa, Mauro che ci invita a fare festa ed ascolta gran musica, Bronza incurante dei cavalli, Ingrid che balla e canticchia un pezzo dei Five in un Whispers deserto ma accogliente, Anna e Cinzia che offrono Tequila, i compagni di spiaggia in notturna che con me assistono all’ormai consueto sexy-show orgiastico spontaneo, per questo 2006 addizionato di vecchi maniaci che toccano e filmano i protagonisti, le ovazioni per Zebra, ragazza sul cui viso, comunque, è passato un ferro da stiro...

In spiaggia, poi, ci sono anche delle quasi-miss Italia. Ciao, Silvia. Ci vediamo presto, magari giocando a pallavolo. Salutami Colleferro.

Strano anche conoscere
Valentina su un’isola greca quando già ci si "conosceva". Meno strano conoscerla bevendo
vokarè e rivederla ieri sera bevendo Tokio, a Padova, però. Un saluto pure a
Alessia, che dormiva nel campeggio dove mi sono innamorato di Corfù, nel ’97.
Ed un grazie a Sana. Una collega con cui si può parlare davvero di ciò che proviamo. Di quanto sia a volte così facile fare mattina con le persone, senza sentirne il peso, senza fingere di sorridere. E di come in tante altre occasioni, invece, ci siamo allenati ad essere finti ed a mentire prima di tutto a noi stessi, quando abbiamo mandato giù brutti gesti dei clienti, quando le cose non andavano e dovevamo mantenere una bella faccia, quando.. non era come questa volta.
E come mi capita per le persone, mi piace abbinare certi momenti a canzoni. Ed alcune meritano, forse, pubblica esposizione
1. Venezia - Kerkyra:
INXS - Heaven sentDon’t burn the library
Till you’ve read all the books
Sometimes in life
You get a second look2. Rooming in Ipsos:
Aqualung - GentleThis is the time for the rest
Just let it go
You know its for the best3. 1st night @ Shooters:
Marlene Kuntz - OverflashDicono che in vita sia su e giù,
così ci pensi ad una qualche mobilità.
Ma da una certa data la mia vita si è coricata senza fiato
e non si muove più.4. Glyfada:
Raffaella Carrà (Lou Colombo) - MaracaiboMaracaibo
finito il Barracuda
fini’ col ballar nuda
za’ za’5. Night @ Belluno garden:
Pearl Jam - GoneThe lights of the city
they only look good when I’m speeding
I wanna leave’em all behind me
because this time I’m gone6. Paleokastritsa:
Me First and the Gimme Gimmes (Prince) - Nothing compares 2 UAll the flowers that you planted, mama
In the back yard
All died when you went away7. 1st day in Sidari:
Arctic Monkeys - When the sun goes downI said who’s that girl there?
I wonder what went wrong
So that she had to roam the streets8. Gita in barca:
Maximo Park - The coast is always changingIt won’t be long before you’ve gone,
I can’t imagine leaving
We look out upon the sea,
The coast is always changing,
I’ll bring my camera out to sea,
My heart is always changing9. Night @ Kerkyra:
Dresden Dolls - Coin operated boycan you extract me from my plastic fantasy
i didnt think so but im still convinceable
will you persist even after i bet you
a billion dollars that i’ll never love you
will you persist even after i kiss you
goodbye for the last time
will you keep on trying to prove it?10. 2nd day in Sidari: Royksopp -
What else is thereI don’t know what more to ask for
I was given just one wish
It’s about you and the sun
A morning run
The story of my maker
What I have and what I ache for11. Cena @ Peppino:
Steve Rogers Band - Hey man (la tua donna mi fa impazzireCosa fa? Dove va di sera? In quale bar?12. Shooters/Whispers/Ipsos "sexy" beach @ night:
The Libertines - Time for heroesDid you see the stylish kids in the riot
We were shovelled up like muck
Set the night on fire
Wombles bleed truncheons and shields
You know I cherish you my love13. Morning @ Barbati:
The Polyphonic Spree - Diamonds devolution to MajestyDon’t fall in love with diamond rings or tragedy
will somehow find its way in all that you hold true.
Keep them amazed with your mild devotion to majesty
in some ill quoted phase in all that you hold true.
What would ya do
if it all came up to you and love had a new place to play?14. Afternoon @ Kerkyra:
Train - Drops of JupiterTell me did the wind sweep you off your feet
Did you finally get the chance to dance along the light of day
And head back to the Milky Way
And tell me, did Venus blow your mind
Was it everything you wanted to find
And did you miss me while you were looking for yourself out there15. Last night @ Ipsos beach:
Club11 - Orange DrunkWe’re havin’a party in front of the ocean
All the people I like are here
I don’t want to leave but time here’s over!16. Kerkyra - Venezia:
Counting Crows - ColorblindI am covered in skin
No one gets to come in
Pull me out from inside
I am folded, and unfolded, and unfolding
I am
colorblind
Coffee black and egg white
Pull me out from insideE grazie a Yel e Max per la compagnia appena rientrato, e ai signori al nostro tavolo presenti.. un tale Andrea, o Innesto, o Cucchia, boh..

un altro tal Tedeschi ed un Claudio "Gallo" Golinelli

Ma potrebbe esserci anche Vasco in persona al tavolo, e venirti comunque voglia di andare via, perché la testa è altrove. Forse è rimasta sulla nave. O da qualche parte, comunque, di là del mare. La troverò qui intorno, un giorno. Nel frattempo, mi manca.
LA CANZONE CHE SCRIVO PER TE - MARLENE KUNTZ & SKIN
Non c’è contatto di mucosa con mucosa
eppur mi infetto di te,
che arrivi e porti desideri e capogiri
in versi appassionati e indirizzati a me;
e porgi in dono la tua essenza misteriosa,
che fu un brillio fugace qualche notte fa;
e fanno presto a farsi vivi i miei sospiri
che alle pareti vanno a dire "ti vorrei qua".
Questa è la canzone che scrivo per te:
l’ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
prima che ti conoscessi.
Pure frigid waters from these eyes that always miss you
Nothing but violence from my empty gun
I’m using silver to light up these blackheart faces
blinding your fingers with my skin that burns for you
Questa è la canzone che scrivo per te:
l’ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Sì che ci sei,
proprio mentre ti conosco.
This song is for me
I listen like I promised you
I can see me in your words from hell
that you write for me
E ho le tue mani da lasciarmi accarezzare il cuore
immune da difese che non servono.
Ma ora ho in testa il viso di qualcuno più speciale di me,
che sa cantare ma ha più stemmi da lustrare di me
...e questo è il tuo svago.
Per quel che mi riguarda sei un continente obliato.
Per quel che ho visto in fondo mi è piaciuto.
Don’t, don’t tell me. What you want from me
No, don’t tell me. I don’t wanna hear. Don’t tell me
Questa è la canzone che scrivo per te:
l’ho promessa ed eccola.
Riesci a scorgerti? Non ci sei più,
dopo che ti ho conosciuta
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