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Thursday, August 24, 2006 - ore 23:48
(categoria: " Riflessioni ")
...e questo sarebbe uno speedy...
RICEVUTO DA: freud
TITOLO: Senza Titolo
ORA: 24/08 - 23:41
MESSAGGIO:
La piazza virtuale….
L’incontro nella piazza virtuale è tra due entità avulse dalla realtà effettuale.
E’ una relazione interpersonale che esiste solo in potenza e non è ancora in atto, che può avere, ma non ha realizzazione o manifestazione concreta, compatibile solo con i vincoli immaginari ma con la realtà.
“L incontro nella piazza virtuale” traspira generalmente ansia di voler comunicare.
Il semplice comunicare è autentico del nostro “sentire”, le nostre forti emozioni della conoscenza, dell’amicizia, dell’amore.
Solo l’amore è comunicazione vera, conoscenza intima, ovvero traslazione dei valori.
Nell’amore la sessualità è uno strumento finalizzato soprattutto alla relazione interpersonale, alla conoscenza e al dialogo.
La sessualità è biologia, è l’affermazione dell’istinto della vita sull’istinto della morte. Per fortuna è qualcosa di piacevole.
L’evoluzione della società ha fatto affermare il concetto dell’amore, che non è altro stima, dialogo, traslazione di valori e di conoscenza…
La sessualità è meccanismo, per fortuna piacevole, che, oltre a garantire la sopravvivenza della specie umana, è strumento di conoscenza.
Di per sé la sessualità è banale; il desiderio è direttamente in correlazione alla nostra capacità di sapersi rapportare con il nostro compagno di vita. Non c’è più rapporto emozionale se non c’è più neppure interesse alla sessualità.
Allora, ecco perché non credo si all’amore…crediamo alla capacità di sapersi rapportare con la persona, di saper comunicare, di saper traslare i valori, le conoscenze…fino a coinvolgere l’intimità...un corpo semanticamente nell’altro…il massimo della comunicazione!!!
Ed è significativo che quando in un rapporto di coppia non c’è comunicazione, non dialogo, non stima, non c’è l’interesse alla sessualità.
Il contatto fisico, dare una pacca sulla spalla ad un amico, abbracciare gli amici, è comunicazione.
L’intimità nell’amore rappresenta il massimo livello di comunicatività del rapporto interpersonale di coppia.
A parte ogni considerazione in merito, c’è la convinzione che noi siamo in un sistema cosmico con cui siamo in correlazione...la luna influenza le maree e il ciclo femminile; poi con la luna crescente il vino travasato va in fermentazione, mentre con la luna calante la semina ha fatica a germogliare...Il sole con le tempeste magnetiche influenza i disturbi cardiaci. E’ stato osservato che c’è una correlazione tra tempeste magnetiche solari e morti per collassi cardiocircolatori...Tutto ciò sono frutto delle osservazioni e dell’empirismo. In linea di principio sono convinto che noi interagiamo con il sistema cosmico...però stabilire le cosiddette influenze è ancora tutto da scoprire.
Noi siamo energia ne ci creiamo ne ci distruggiamo, ma sempre ci trasformiamo.
La comunicazione nella piazza virtuale è arida e lasciarsi prendere da tale strumento tecnologico che ci “spersonalizza” e ci devia dalla conoscenza dei veri valori umani, è misero; la vera conoscenza si realizza solo in complessi processi di relazioni interpersonali.
La virtualità è forse strumento, anzi meccanismo inconscio di difesa del proprio “io” attraverso la proiezione e l’identificazione con la realtà virtuale; ossia l’individuo si proietta o s’identifica nel fantasma dell’immaginario virtuale con le proprie fobie, con i conflitti esistenziali o le proprie esigenze gratificanti.
Il comunicare virtuale denota generalmente profonda crisi nei rapporti umani.
Non pensiamo del tutto che la piazza virtuale in sé sia arida, misera e spersonalizzante, anzi in essa si può riflette la nostra personalità e la possibilità di dialogo e di relazione.
Non dobbiamo demonizzare questo strumento che, pur avendo delle forti limitazioni, ci permette di entrare in contatto con persone che altrimenti non potremmo conoscere.
Per noi non è sostitutivo della relazione reale, anzi, è solo un approccio alle persone, migliore certamente di quello che si ha in un locale pubblico, rispetto a diverse modalità della vita reale.
La conoscenza delle persone però è un processo complesso e talvolta inesauribile.
Amiamo tutti i mezzi di comunicazione, prediligo lo sguardo, la voce, e la gestualità, gli odori, come dici anche tu, per me sono fondamentali; in questo i rapporti internettiani sono carenti, ma hanno il grande pregio di far conoscere le persone dal punto di vista emotivo ed intellettivo, a prescindere dall’aspetto esteriore e dalla loro fisicità.
Le parole, sono sempre un mistero d’interpretazione semantica, ed in questo senso ci affascinano: chat e mail sono parole, sono i segni profondi che hanno le parole; triste poi rendersi conto che il castello costruito con queste parole è fantasmagorico, ossia è immagine creata dalla fantasia che non ha alcuna corrispondenza precisa alla realtà dei fatti; è allucinazione ed illusione che rievoca la fantasia, che eccitano l’immaginazione. Spettacolo sfarzoso e fantastico: la piazza virtuale è tutta una fantasmagoria di luci e bagliori.
E’ un simulacro di ciò che dovrebbe essere, di facile costruzione e di facile distruzione.
Ma restano poi i segni di interpretazione …
I rapporti in internet sono veloci, tutto si crea e si distrugge in brevissimo tempo.
Perciò occorre non essere ingenui, perché nella piazza virtuale si possono nascondere esperienze negative e ciò dovrebbe indurci ad una maggiore diffidenza.
Così le asserzioni, le dichiarazione coscientemente false e contrarie alla verità costituiscono la ritualità della virtualità; questo mi spaventa.
Così ci deve spaventare la poligamia nel gestire contemporaneamente tanti mp con tante entità virtuali differenziati; ciò rende la comunicazione solo banale e convenzionale, formale ed insignificante emotivamente, mediocre ai fini di una gratificazione personale.
Poi si assiste all’atto e all’effetto dell’esibire, un vero e proprio pervertimento del proprio del proprio Io che spinge a mostrare una realtà che non ci appartiene.
Ma dobbiamo rimanere tuttora curiosi della vita e delle persone, anche se dobbiamo ignorare i segnali, le proiezioni personali al dì la della facile lusinga delle parole e dei pericolo della virtualità…
Dobbiamo essere convinti che ora possiamo incominciare a discutere delle patologie umane dovuto ad un uso non appropriata della piazza virtuale.
La virtualità è dipendenza.
Si perviene così ad una condizione di drogato dalla virtualità, un vero e proprio virtualmania che porta ad una dipendenza, con il rischio di non percepire più la concreta realtà.
Poi nella pratica della cosiddetta sessualità virtuale siamo veramente al limite…; ciò tuttavia potrebbe trovare solo una giustificazione, come nell’autoerotismo dovuto all’astinenza “forzata”, oppure nei casi di crisi nei rapporti interpersonali di coppia.
Dobbiamo amare lo psicodramma e il sociodramma della vita in cui ognuno di noi è attore della propria condizione umana, psicologica e sociale.
Poi alla scientificità della vita guardiamo anche alla sua irrazionalità…però apprezziamo il frutto quotidiano…
Se le persone quando si incontrano nella piazza virtuale rimaniamo coerenti con la nostra vera identità allora quei nick diventano persone, sono reali, si materializzano poi come voci e poi anche come presenze fisiche, e questi rapporti sono più duraturi di quelli tra persone mentoniere…anche se dobbiamo dire che quando uno sceglie un nick sceglie anche l’identità e la personalità che vorrebbe realizzare anche nella realtà. Spesso molte persone hanno molti nick per svariati motivi, particolarmente perché ci vuole 3 ore per scegliere un nick e 5 minuti per “sputtanarlo” quindi sono costrette a cambiarlo. Ma dobbiamo essere convinti che molte persone posseggano una pluralità di identità una sorta di schizofrenia non patologica che hanno la possibilità di esprimere nella ludicità dell’incontro nella piazza virtuale.
Molte persone si sentono oppresse dal ruolo reale che spesso sono costrette ad interpretare e trovano libero sfogo in questo mondo virtuale sperando, a volte, che qualcosa lo renda reale: un sms sul cellulare, una voce calda, gentile, complimentosa, sensuale, un incontro clandestino, un bacio rubato, il fascino della trasgressione…cambiando e variando i nick si ottiene un’identità flessibile, si migliora di volta in volta quello che del profilo precedentemente non andava bene, affilano gli strumenti che ci aiutano a fare più colpo, a stupire di più…e non è poi così difficile in un impero di mammalucchi curiosi più delle scimmie, assetati di affetto ma ancor più solo di squallido sesso. dico squallido perché la sessualità fra due persone viene a mancare quando non c’è stima reciproca…, mentre i cittadini di Atlantide particolarmente fanno pratiche sessuali con persone totalmente sconosciute, solo immaginate e idealizzate, che sono solo proiezioni dei loro sogni, dei loro bisogni e delle loro aspettative. In questo senso la comunicazione virtuale è arida ma questo può essere solo il preludio, un piccola premessa ai passi successivi, si può far svanire il virtuale e farlo diventare reale… basta dare al nick un nome, una voce, un’immagine, un volto, e poi con un incontro rendere reale anche la fisicità e tutto può accadere...!
Ci devono annoiare le conversazioni convenzionali, sempre le stesse frasi fatte ecc.
Chattare dà, come dicevo, dipendenza…È come l’ultima sigaretta “fumo l’ultima e poi smetto” ma fumi per il resto della tua vita, così “altri 5 minuti e poi chiudo” e passano 3 ore e sei sempre in chat, e ogni giorno non puoi fare a meno di collegarti per vedere chi c’è collegato, se c’è quello che tu cerchi o quello che detesti….
La realtà quotidiana viene messa in secondo piano perché hai la testa piena di tutte le identità che ti trovi a gestire e con tutte le identità con cui ti trovi ad interagire.Non mancano però momenti idilliaci in cui vagheggi su una nuvoletta rosa e momenti di depressione, delusione, in cui ti senti dentro una cappa nera.
E sì! Capita sempre di “innamorarsi” in chat... questi sono i casi in cui la virtualità non può diventare realtà e ti porta a commettere falsi passi...o a ricevere delusioni.
La virtualità strumento che ti pone in relazione con le persone nella loro interezza; quale strumento fine a se stesso è “droga”, è dipendenza…è patologia.!!!
...ma la cosa più bella è che lho letto tutto!!!
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