Bellissime vacanzissime in quel della costissima croata con amicissimi e camperissimo; tutto troppo yeah da poter pensare di poterlo descrivere con le diecimila fotissime che ho scattato e che non posto solo per dispettissimo e smacco a tutti voi che avete avuto la sfighissima di non poterle vivere.
Ben ciò.

Mai visto una così inistito, demoniaco, rutilante vortice di sfiga. Sfiga in tutti i sensi. Penso che, nella fattispecie, la giornata di ieri sia stata la più stressante e sfigata di tutti i miei oramai 23 anni di vita. Lascio al
Centipede l’accurata cronaca dei (mis)fatti accaduti. Per quando mi riguarda, mi limito a rendere l’idea col fatto che ieri, in un momento di estrema disperazione e debolezza, ho bestemmiato anch’io. Per la seconda volta in vita mia, credo.
Oltre a ciò, le mie sincere ma tristi teorie sull’effettiva consistenza del mio destino prendono sempre più tetro e paradossale corpo, disegandomi come persona obbligata da un Dio minore ad una vita dai contorni sempre più grottescamente tragicomici.
Mah...
E poi magari c’è gente che ha vacanze stupende, bellissime fidanzate, amici a frotte, indipendenza economica e tanti bei soldini e ha pure un muso lungo fino a terra. Io, invece, non riesco nemmeno a lamentarmi bene. Sono così malato da pensare che nel travolgente vortice di sfiga che ci ha investito sono stato pure fortunato a riportare la pellaccia a casa, e che forse tutte quelle disgrazie non valevano quanto la fortuna di vedere il sole tuffarsi in mare dalle coste di Premantura.
Tuttavia, anche se mi rendo lucidamente conto che non posso vincere perchè c’è qualcosa che rema contro - posso solo sperare di pareggiare -, almeno qualche porco, magari silenzioso, magari solo dentro di me, almeno quello, ogni tanto, mi concedo.
DIO YEAH!
E lunedì test di ingresso al master in giornalismo a Padova. Se manco anche quello, tanto vale ritirarsi per sempre a vita monastica; lontano da tutto.
P.S. Nonostante tutto ciò, onore e rispetto a Livio, Alessandro, Vanessa, Bruno, Marco, Chiara e Filippo, che forse non capiscono - o forse sì - ma almeno sono sopravvisuti con - quasi - il sorriso sulle labbra. E c’è da stimarli.