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...ma di altre sensazioni
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io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Tuesday, August 29, 2006 - ore 14:11


Un giorno di ordinaria Padova
(categoria: " Vita Quotidiana ")





Ci vuole disciplina anche con le pecore... o come dice il sole, soprattutto con le pecore...



Siediti, su, un attimo, il tempo di prender fiato...

-Cosa vuole?-
(Una parte di me lo guarda rapita dal micidiale senso di non comunanza e quasi fastidio per l’intromissione, quello che t’installano i genitori la prima volta che ti dicono "non accettare caramelle dagli sconosciuti!", s’intende. L’altra parte, quella incline all’empatia congenita, mi rapisce e mi contagia, mi costringe a fermarmi e a sedermi con un sorriso misto a stupore e lacrime -le lacrime sono solo pozzanghere, basta non andarci dentro..o non farsi schizzare da uno di quegli automobilisti che sembrano divertirsi a mutilare la tristezza delle tue piste giormaliere.)
A chiusura della parentesi mi siedo sulla panchina, accanto a lui insomma. (Eh...che volete farci...La parte congenita è una malattia difficile da estirpare).
-Padova ti piace, come ti sono piaciuti tutti i tuoi uomini, vero?-
-E tu i fatti tuoi ti sono piaciuti sempre meno come le tue donne, vero?...si...ha ragione...mi scusi ma quando qualcuno ci azzecca divento reazionaria...in attesa della rivoluzione. Mi dica, e poi? Mi convinca a risorgere-
-Niente…lavoro…cerchi anche lavoro, vero? Si vede…cioè ti ho osservata prima…mentre uscivi da quell’agenzia. Lo sai benissimo…ci vuole stile anche nei gironi di merda come i tuoi. E tu ti muovi come una modella in mezzo ad una sfilata di sfortunati eventi, in equilibrio perfetto…corri tu che puoi, corri nel tuo campo minato, corri e continua ad esercitarti con la chitarra che in fondo, anche con quel tuo iniziale plin plin, ti vuole bene.-

Oggi va così…

"Penso che tutti i miei ricordi sono legati alla musica. Ricordo di quando baciai per la prima volta una ragazza. Era ad una festa di compleanno. Peter Frampton cantava "Baby I love your way". Ricordo di quando andavo a casa di Tom ad ascoltare i Ramones a tutto volume. Ricordo di quando feci l’amore per la prima volta con "Perfect Day" di Lou Reed che accompagnava il mio primo amplesso. David Bowie non fa che ricordarmi Tony e i suoi periodi berlinesi. La mia vita è come un infinita compilation. Nella mia testa una lunghissima partitura dei Led Zeppelin.
Forse il vero problema sono io, non la musica. Sono io che da piccolo chiudevo a chiave la porta della mia camera per saltare sul letto con una matita in mano. Ero Roger Daltrey.
Sono io che da ragazzo chiudevo a chiave la porta della mia camera per saltare sul letto con la scopa in mano. Ero Jimmy Page.
Sono io che da uomo uso le bacchette del ristorante cinese per fracassare i timpani dei miei vicini battendole con violenza sul bordo del tavolo della cucina.
L’unica differenza è che non devo chiudere la porta a chiave.
Il problema è che non sono riuscito, con gli anni, a far crescere dentro di me una sorta di personalità propria. Sono una specie di ibrido. Sono uno Zelig. Soffro di nomadismo acuto nonché di identità multiple. Forse sono pazzo, ma, dopotutto, se lo fossi non starei qui a parlarvene.
Io, sostanzialmente, sono la musica che amo...sono Lou Reed. Sono i romanzi che leggo...sono Kerouac. Sono i film che vedo...sono Woody Allen."
Tutto qua.




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