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![]() Vitto, 5 anni spritzina di Paperopoli, ma periferia. CHE FACCIO? essere minchia, però con laurea. Sono middle [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Francesco TRENTO, Aureliano AMADEI, VENTI SIGARETTE A NASSIRYA HO VISTO ho visto nascere il Torelli Sudati Rugby Club. e scusate se è poco. STO ASCOLTANDO PIXIES, DE ANDRE’ ABBIGLIAMENTO del GIORNO La felpa del Torelli Sudati Rugby Club ORA VORREI TANTO... Un passaporto malese. E chiamarmi Yanez. STO STUDIANDO... Sono alla ricerca di me stesso. Oh...eccomi! ero sotto al comò. OGGI IL MIO UMORE E'... non so dove sia. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: JOHNTRENT MARILESA MIKNESIAC MRSTRENT THELMA RAC SPUATCH JANE_D LAFLETCHER ICY83 BEATRIX_K CHICKFIT ODUM VIOLANTE DRAMAQUEEN SHAULA BOPPE KILLERCOKE CERES SABRY8 APINA HARLOK CATEYE MENTIRA MIRò CHOBIN DANKO ZILVIO VAMPINA DI0 CRUSCA CARAVITA SQUALONOIR BAJI LAH ADEMARKI AZURA TELETE TEMPORALE OSHùN FECK-U DRAUEN ANDREA1000 MATAN TWILIGHT UèUè BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Monday, January 26, 2004 - ore 00:56 NIKOLAEVKA, 26/1/1943 Neve, tanta. Paura, ormai poca. Era subentrata la disperazione. Circa 100.000 uomini in ritirata da dieci giorni nella steppa. Poche persone della nostra età conoscono la tragedia dell'ARMIR. Io l'ho studiata abbastanza bene, la storia degli italiani in russia nella seconda guerra mondiale. Una storia di cui frega quasi niente a nessuno. E' più comodo ignorarla, e concentrarsi su qualcosa di meno scomodo, evidentemente...! Non so. Il ventisei di gennaio del 1943, davanti a Nikolaevka, paesone ell steppa russa, la colonna composta dagli alpini italiani, da sbandati rumeni, tedeschi e ungheresi, si trovò di fronte allo sbarramento di tre divisioni sovietiche. Gli alpini italiani, che per dieci giorni avevano marciato e combattuto a temperature proibitive, senza viveri e senza quasi più munizioni, presero il paese dopo un giorno di scontri durissimi. Sul ciglione della ferrovia, ultima linea di difesa sovietica, ultimo ostacolo per uscire dalla sacca, caddero circa duemila alpini. La marcia riprese il giorno dopo. Uomini che si gettavano a lato della pista, cantando a squarciagola, pazzi in una guerra di folli. Nessuno dei reduci dimentiò mai la campagna di Russia. Pochi di loro, tornando a casa nei vagoni piombati, chiusi come delle bestie perchè gli italiani non li vedessero, riuscirono a perdonare chi li mandò a morire. Nella loro rabbia si dovrebbe misurare la tragedia di chi ha subito il fascismo. NIkolaevka. Per non dimenticare. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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