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Friday, September 01, 2006 - ore 16:26
A proposito di... il mestiere più antico del mondo!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Nellantica Roma la prostituzione ha sempre prosperato, alimentata dagli appetiti famelici dei suoi cittadini, uomini e donne. Secondo uno studioso degli anni 20, W. C. Firebaugh - che si pensa abbia coniato lespressione
"mestiere più antico del mondo" - a Roma la prostituzione era regolata da un complesso sistema per gradi, e le donne che praticavano la prostituzione appartenevano senza dubbio ai livelli inferiori della società.
Al grado più alto cerano le
delicatae, mantenute di uomini benestanti ed eminenti, le dirette equvalenti delle
hetaìrai grache. Seguivano le
famosae, figlie o anche mogli appartenenti a famiglie benestanti, che semplicemente amavano godersi il sesso fine a se stesso. Veniva poi la rispettata
meretrix, la prostituta di carriera, a pagamento. Le
prosedae attiravano i passanti davanti ai bordelli. Cerano poi le
nonariae, passeggiatrici notturne a cui era vietato farsi vedere prima dellora nona, le
mimae, attrici di mimo e quindi invariabilmente un po prostitute, e infine le
cymbalistriae (suonatrici di cembalo), le
ambubiae (cantanti) e le
citharistriae (arpiste), che come secondo lavoro si prostituivano.
Ancora più in basso si trovavano la
scortum, definita da Firebaugh una "comune adultera", le
scorta erratica, adultere peripatetiche che percorrevano le strade, le
busturiae, che si aggiravano per i funerali per assistere le prefiche, le
copae, cameriere che potevano essere ingaggiate dai viaggiatori come compagne di letto di una notte e dalle quali è derivato il verbo
"copulare", le
doris, prostitute di particolare bellezza che lavoravano nude, le
lupae, conosciute per il loro ululato particolare, simile a quello dei lupi, che emettevano quando raggiungevano, o fingevano di raggiungere, lorgasmo, o anche per la loro perizia con la lingua (a ricordo della lupa che leccò e nutrì Romolo e Remo).
Al gradino più basso di questa imponente collezione erano le
aelicariae, le ragazze delle panetterie, generalmente considerate come dei bordelli, in particolare quelle che vendevano dolci a forma di falli ( le
aelicariae attiravano i clienti quando il pane era in forno,
fornix, e da quì deriva lespressione
"fornicare"), le
noctiluae, un altro tipo di passeggiatrici notturne, le
blitidae, ragazze da taverna di classe inferiore, il cui nome deriva da una bevanda scadente venduta nei locali dove lavoravano, le
forarae, ragazze di campagna che frequentavano le strade maestre, le
gallinae, prostitute propense a rubare il portamonete dei clienti (e così chiamate per la loro inclinazione a prendere e a spargere tutto, come le galline), le
diobolares, ragazze che facevano sesso in cambio di due soli oboli, le
amasiae, amatrici entusiaste la cui ricompensa era il solo piacere sessuale, e per finire, al livello più infimo, cera il "reparto occasioni" della categoria rappresentato dalle
quadrantariae, le cui grazie non erano più tanto mercanteggiabili.
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