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Monday, September 04, 2006 - ore 09:18


Strabordando con arrogante ineleganza
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Eccolo qui. Monsieur Bertin. Anno 1833. Oggi si direbbe: era un boss dei media. Padrone del Journal des Dèbats, voce della borghesia affaristica francese. Uomo affermato, famoso, potente. La borghesia ottocentesca nell’epoca del suo trionfo. Lo so che, a una prima occhiata, noterete soprattutto quelle mani ad artiglio, e la mole soddisfatta, e lo sguardo apparentemente cinico, sordamente cattivo. Ma le cose non stanno esattamente così. Ingres (il formidabile autore del quadro) studiò a lungo in che posa ritrarlo, e stava quasi per arrendersi quando un giorno lo vide mentre, seduto in poltrona, partecipava a una discussione.

Eccolo lì, pensò. E in effetti se voi adesso riguardate il ritratto e lo collocate in quella discussione, ecco che capite meglio. Lo sguardo è quello di uno che ascolta attentamente e nello stesso tempo ha già in mente cosa obbietare, e sta proprio per farlo, quasi sui blocchi di partenza per scattare con la velocità della sua intelligenza, le mani un po’ nervose che aspettano l’istante per rimettersi in movimento, la schiena lontana dallo schienale, pronta a proiettare Monsieur Bertin nel cuore dello scontro dialettico. Sembrava un bolso riccone, ed è invece un lottatore, destinato a vincere. E la luce? Tre macchie chiare, la testa e le due mani: il pensiero e l’azione: si può essere più sintetici di così? I vestiti eleganti e l’orologio d’oro certificano una ricchezza che la mole del corpo conferma, strabordando con arrogante ineleganza dal panciotto e dai pantaloni. Ricchi senza vergogna di esserlo. E il viso, che se gli tirate un riga verticale dalla fronte al mento, a destra vi guarda in cagnesco e a sinistra vi sorride , il labbro all’insù, il sopracciglio inarcato? E i capelli, infine, mal pettinati, come di chi non avesse tempo per simili smancerie da aristocratico, sicuri di sé e del proprio disordine: c’è da chiedersi se sarebbero stati così se la criniera leonina di Beethoven non avesse sdoganato per sempre la trasandatezza sprezzante di chi aveva fatto fuori le parrucche (e qui ha il suo momento di importanza il famoso frack verde, ve lo ricordate? Era importante anche il look, oh com’era importante).

Eccolo lì. L’uomo borghese per cui furono perfezionate le idee di anima e di spiritualità romantica, quelle che noi ancora oggi difendiamo. Non le sfoggia apertamente perché non ne ha più bisogno: ha vinto ormai, e può farsi ritrarre senza armi. Ma solo una ventina d’anni prima l’avreste visto molto più preoccupato dei suoi mezzi, e bisognoso di spiegarsi, e timoroso nel rinunciare al pettine. Lo volete vedere? Domani, sempre su questa pagina, sempre ritratto dalla mano formidabile di Ingres.
testo testo
(11 agosto 2006 - A. Baricco - www.repubblica.it)

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