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Monday, September 04, 2006 - ore 13:18


SISTEMANDO ALCUNI LIBRI...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Sistemando alcuni libri in camera mia (la polvere mi stava sommergendo, visto la mia solita svogliatezza per i lavori domestici), mi è capitato tra le mani una raccolta di poesie d’amore di Pablo Neruda, che era di mia madre e che ormai è in casa da quasi 30 anni: dopo poco mi sono ritrovata seduta sul letto a rileggere quei versi così forti, così pieni di sentimento e di sensualità …
Ho sempre amato la poesia, fin da quando ero poco più che adolescente e il mio professore di IV ginnasio mi consigliò L’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters: allora scoprii di avere una passione per le composizioni in versi e questo mio illuminato insegnante mi nominò moltissimi altri autori, schiudendomi un mondo bellissimo. Neruda lo trovai allora, per caso, in mezzo ai libri di mia madre …
Alcune poesie sono legate a momenti indimenticabili della mia vita, a persone che hanno lasciato un segno su di me, un segno non sempre positivo, ma che comunque mi ha portato ad essere quello che sono in questo momento: a Neruda sono legati, poco o tanto, tutti i miei amori, tutti i miei legami … L’ho scoperto a 14 anni e non mi ha più abbandonato: ogni volta che il mio cuore spasimava per qualcuno, Neruda mi ricompariva fra le mani e in esso trovavo una descrizione perfetta del sentimento che provavo in quel momento. Ogni amore è diverso dal precedente e in Neruda l’amore ha molte sfaccettature, pur con un tratto comune: è un sentimento assoluto, che porta due esseri ad un momento di totale comunione, ad un momento in cui si diventa uno solo …


Pablo Neruda (1904-1973) è lo pseudonimo di Neftali Ricardo Reyes y Basoalto, poeta cileno considerato uno dei maggiori poeti del XX secolo. Neruda nacque a Parral in Cile da famiglia modesta e cominciò a scrivere le prime poesie da giovanissimo per poi laurearsi e diventare insegnante. Nel 1924 il suo Viente poemas de amor y una canción desesperada (Venti poesie d’amore e una canzone disperata) fu un bestseller, facendolo diventare uno dei più noti e giovani poeti latinoamericani.
Neruda, genio immaginativo dalla forza espressiva impressionante, cominciò come simbolista, diventò surrealista e infine realista, abbandonando la struttura poetica tradizionale a favore di una espressività più semplice e diretta. La sua influenza sulla poesia in lingua spagnola è stata enorme e tuttavia la sua reputazione internazionale è andata molto oltre i confini linguistici, soprattutto a causa del suo forte impegno politico. Come politico radicale fu una figura di spicco del partito comunista cileno, diventando senatore dal 1945 al 1948. Nel 1970 venne anche candidato dal suo partito per la presidenza della repubblica e dal 1970 al 1972 fu nominato ambasciatore cileno in Francia. Nel 1971 ha vinto il premio Nobel per la letteratura e il premio Lenin per la Pace.
Neruda è morto di leucemia a Santiago il 23 settembre 1973. La sua morte è stata accelerata probabilmente dal colpo di stato di Pinochet avvenuto ai primi del mese.
Durante la sua lunga carriera letteraria Neruda ha prodotto più di quaranta libri di poesia, traduzioni e teatro in versi.


Qui di seguito ho riportato alcune delle poesie di Neruda che più preferisco, quelle che hanno segnato i momenti cruciali della mia vita sentimentale …

SAPRAI CHE NON T’AMO E CHE T’AMO
Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
 Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo

XVII SONETTO
Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.

T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

PERCHÈ TU POSSA ASCOLTARMI...
Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole
si fanno sottili, a volte,
come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

Collana, sonaglio ebbro
per le tue mani dolci come l’uva.

E le vedo ormai lontane le mie parole.
Più che mie sono tue.
Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

Così si aggrappano alle pareti umide.
E’ tua la colpa di questo gioco cruento.

Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
e più di te sono abituate alla mia tristezza.

Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

Il vento dell’angoscia può ancora travolgerle.
Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
Seguimi, compagna, su quest’onda di angoscia.

Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
Tutto ti prendi tu, tutto.

E io le intreccio tutte in una collana infinita
per le tue mani bianche, dolci come l’uva.

ORMAI SEI MIA
Ormai sei mia. Riposa coi tuo sonno nel mio sonno.
Amore, dolore, affanni, ora devono dormire.
Gira la notte sulle sue ruote invisibili
presso me sei pura come l’ambra addormentata.
Nessuna più, amore, dormirà con i miei sogni.
Andrai, andremo insieme per le acque del tempo.
Nessuna viaggerà per l’ombra con me,
solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna.
Ormai le tue mani aprirono i pugni delicati
e lasciarono cadere dolci segni senza rotta,
i tuoi occhi si chiusero come due ali grige,
mentr’io seguo l’acqua che porti e che mi porta:
la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino,
e senza te ormai non sono che il tuo sogno solo.

MI PIACI QUANDO TACI
Mi piaci quando taci perché sei come assente,
e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
Sembra che gli occhi ti sian volati via
e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

Poiché tutte le cose son piene della mia anima
emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
e rassomigli alla parola malinconia.

Mi piaci quando taci e sei come distante.
E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
lascia che io taccia col tuo silenzio.

Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
chiaro come una lampada, semplice come un anello.
Sei come la notte, silenziosa e costellata.
Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

Mi piaci quando taci perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Allora una parola, un sorriso bastano.
E son felice, felice che non sia così.


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