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Tuesday, September 05, 2006 - ore 14:08
Seconda Parte... *
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Terzo Giorno
Arriviamo al porto di Dublino verso le sei e mezza di mattina e una volta compiute le manovre di attracco e sbarco, scendiamo
sul suolo irlandese, un cielo grigio macchiato di crepuscolo dellalba copriva la capitale e il grigiore del porto, sebbene spruzzato
dagli pur smorti colori dei container, non metteva di buonumore... Inoltre una pioggerellina leggera tirava a lucido asfalto e
selciato e ponti della strada lungo il Liffey... Dopo aver vagato circa unoretta per trovare un albergo (senza fortuna), ci fermiamo
ad un distributore per fare benzina, e notiamo già il prezzo decisamente più basso del combustibile nostrano, anzi allinizio
credevamo che fosse espressa in sterline, poi si è capito che erano centesimi di euro... Compriamo un indispensabile stradario,
e troviamo un albergo leggermente lussuoso: 120 euri a persona, non era il caso... Nel parcheggio dellalbergo, cera però un
tassista, e dopo che ci siamo fatti capire, ci ha indicato una via dove cera una notevole presenza di bed&breakfast... Arriviamo
a Gardener Street Lower, perpendicolare al fiume e parallela alla grande O Colonnel Street, dalla quale si erge il Millenium Spire,
la più alta scultura del mondo, con i suoi 124 metri daltezza... praticamente è unantenna con una base di 2,5 metri di diametro,
"finemente" istoriata con delle screpolature cromate, non sono riuscito a darle un senso... Verso le dieci di mattina troviamo il
posto per la notte, e decidiamo di pranzare in un ristorante irlandese, qualora ne avessimo trovato uno... Usciamo a vedere la
splendida e controversa Baile Atha Cliath, e vediamo le due facce di una città: la parte commerciale e gli uffici che riguardano il
giorno, e i pub e i ristoranti che riguardano il giorno e la notte (verso le quattro già si vedono i primi ubriachi). Giriamo per Temple
Bar, il quartiere del centro pieno di pub e ristoranti, e si capisce fin da subito che non sarà un impresa facile quella di trovare un
ristorante tipico, tra la molteplice presenza delle catene "schifose" tipo McDonald, Burger King e via dicendo e per lobbrobriosa
presenza di un vasto numero di ristoranti pseudo-italiani, con i nomi più banali: "Bella Napoli", "Boccaccios" e così via...
Finalmente troviamo un ristorante irlandese, in pieno Temple: "Gallaghers" (a qualcunA suonerà strano...

) un bel posto,
una Boxty House... Finalmente ci sediamo, e noto che anche le cameriere a Dublino sono notevoli

(sarà la fame?), come
prima cosa ci portano da bere, finalmente mi bevo una nera, dato che bere di mattina non se ne parla, ma era una Murphy, non
una Guinness come pensavo, però dopo averle assaggiate entrambe riconosco che anche la Murphy è uno spettacolo, è leggermente
più amarognola della più famosa omologa... Io prendo come antipasto i classici "puddings" neri e bianchi, i neri sono dei
sanguinacci, i bianchi ancora sto cercando di capire dove cazzo avevo già sentito quel sapore, il tutto era adagiato su un letto di
cipolle bollite nellaceto e con una montagna di burro montato a neve al quale era stato aggiunto del prezzemolo (ogni cucchiaino
era un pugno stile Tyson sullo stomaco), mio cugino prende un antipasto di mare, dal quale spiccava unostrica che facendo schifo
a tutti e due, è rimasta lì a spiccare in mezzo ai cocci... Per secondo prendiamo una boxty, cioè una specie di crepe arrotolata e
imbottita di sto mondo e quellaltro, comunque in entrambe cera una specie di stufato, molto buono ma dopo il burro prezzemolato
era dura continuare (e se voo dico io!

). SI ritorna in albergo dopo aver fatto una passeggiata digestiva (?) tra i conigli di Dublino,
che a volte pogano, a volte so seduti, a volte stanno sulle incudini (credo che siano un altro vanto nazionale)... Pisolino e ci si alza
verso le sei e mezza per uscire unaltra volta... Ovviamente il pasto era molto buono, ma MOLTO pesante, e infatti stavamo con lo
stomaco a pezzi tutti e due, allora optiamo per bere qualcosa che ci faccia stare meglio, lui un tè caldo, io una media di Guinness
(sembrerà strano, ma me sò ripiato da paura, du rutti e via...

). Stanchi per aver dormito cinque ore in due giorni riandiamo verso
lalbergo dove era tassativamente vietato fumare ad inaugurare il fumo...

Quarto giorno
Ci spostiamo dalla capitale per andare nellaltra capitale dellisola, facente parte del maledetto regno britannico, una cittadina grande
circa come Monterotondo, abbiamo beccato una mezza giornata di sole (?!) e arrivati abbiamo subito beccato i murales del quartiere
ghetto irlandese, dove spiccavano i ritratti di gentaglia come Bush sovrastato dalla scritta "world number one terrorist", non mi fermo
decido di fermarmi al ritorno, per fotografare quegli splendide opere darte... Andiamo in centro città, uno sputo, con il suo finto Big Ben,
e col municipio, con un edificio non ben specificato, con i suoi bislacchi e pochi murales e con le multe contro linciviltà: fino a 150
sterline per aver gettato il mozzicone per terra o fino a 50 sterline per buttare il chewingum per terra... Veri segni di inciviltà, dove cè
un cestino ogni dieci metri, solo che le multe, man mano che ci si allontanava dal centro vero e proprio calavano, arrivavano al massimo
a 50 sterline... Cosa vuol dire? che cè persino la monnezza è de serie A e B? Roba da matti... Dopo il breve e "intenso" giro per Belfast,
dove si può notare lumanità del quartiere irlandese, con un pub o un banco dei pegni o un bookmaker per angolo di strada e con i colorati
muri rossi del quartiere irlandese, e col perfezionismo occidentale tipico del centro di Londra, e le maglie delle squadre di calcio inglesi
e i parcheggi del centro Belfast... Ci lasciamo alle spalle la succursale dellimpero di Buckingham Palace e proseguiamo verso nord,
verso la "Giants Causeway", un sito geologico di importanza mondiale, del quale avevo sentito parlare ed avevo visto le immagini, dovevo
vederlo, era uno dei motivi della mia visita sullIsola Verde... Non ne parlerò tanto, posto solo le foto, che non rendono neanche tanto,
tale e tanto è lo stupore per le creazioni della natura e del tempo, si narra che il gigante Mc Flinn fosse solito passare il tempo in questa
valle, e come in ogni guida turistica che si rispetti, ci si sofferma sulla bocca del gigante, sul piede del gigante e cazzate varie del genere...
Non mi è mai piaciuto vedere le cose che dicevano gli altri, è come sentire un sommelier decantare le doti un vino o di un olio, gli occhi
ce lho, il cervello anche, decido io cosa vedo in quelle cose...
Voglio spendere due parole sul cambio euro-sterlina: la sterlina vale circa un euro e mezzo, il parcheggio era di 5 sterline, quanto fa?
esatto 7 euri e mezzo, perchè allora ci ha fatto pagare 10? Bastardo filo-inglese...
Verso la sera decidiamo di arrivare a Derry, per gli inglesi Londonderry, la città dove ci fu il bagno di sangue della Bloody Sunday,
dove la polizia inglese sparò ad altezza duomo contro una pacifica manifestazione contro il trattamento dei vari Blocchi H delle
prigioni inglesi, dove vengono detenuti i SOSPETTATI di far parte dellIrish Republican Army (IRA), morirono alcuni giovani, ricordati
sulle case del ghetto irlandese, che però è notevolmente migliore del centro molto più inglese, grigio e squallido...
A Derry ci sono una quantità innumerevole di parcheggi, dei quali non ho capito il significato, visto che cè un semplice lungolago e
solo i resti di quel fatto di sangue da vedere... Solito tran tran per trovare un posto da dormire, e come al solito sbattiamo nel posto
più caro che ci spara 90 sterline a cranio per notte, anzi per la verità era pieno (solo per noi), ci aveva squadrato e ci aveva mandato
in un albergo più centrale e più economico, e per la modica (stavolta senza ironia) cifra di 50 sterle passiamo la notte in un tre stelle,
tendente alle quattro... Ci accomodiamo e subito scendiamo a bere nel pub sottostante, pieno di irlandesi (del nord, ma pur sempre irlandesi),
a Dublino come ho detto è stato più facile sentire un accento siculo... Io mi sparo una media di un liquido che non capivo bene cosera,
sembrava sidro, così mi rifaccio la bocca con due medie di Guinness, passiamo i due enormi e immancabili buttafuori e andiamo in
albergo a mangiare quel che restava delle provviste, cannone e poi una bella dormita... Il giorno dopo prima di partire siamo andati a fare un giro
per fare qualche foto alla Free Derry... Commentate voi...
Quinto giorno
Non volendo spendere altri cinquecento euro e due giorni per i traghetti, decidiamo di andare a Rosslare, nella punta sud-est dellIrlanda,
perchè avevamo guardato su internet la possibilità di arrivare addirittura in Francia, e visto che costava di meno e ci mettevamo
diciotto ore (ci sono volute dieci ore per attraversare lInghilterra in macchina)... Attraversiamo lIsola e arriviamo alla reception del porto,
compriamo i biglietti e facciamo tappa verso Corcaigh, dove arriviamo col buio... Ora, so che il compare Pogues non si troverà
daccordo con me, ma non mi è piaciuta Cork, anzi... Mi è sembrata una cittadina sviluppata a causa del porto, piena di ragazzini
stranieri in viaggio di studio e immersa nella più totale anonimità delle città del continente... Ci concediamo una pizza "standard"
(nome di merda per la margherita), da "Ginos", faceva schifo ma ce la siamo cercata... In città abbiamo visto molte persone
distrutte, anzi le prime due che abbiamo incontrate erano desfi dallalcol... Non è bello vedere una persona bere da sola, tantomeno
una donna... Sarà che Dublino è talmente turistica che non si vedono scene del genere, la Garda pensa a "ripulire" le strade dai beoni...
Però non mi è piaciuto, mi ha intristito... Ci vediamo un pezzo di Nemico Pubblico con Will Smith e ci addormiamo, dopo lennesimo
cannone... A sto punto potrei anche fermarmi, me so rotto li cojoni de scrivere, e voi sicuramente di più a leggere, ammesso che leggiate
questa frase, vi basti sapere che dopo una breve capatina a Limerick, si ritorna alla volta di Dublino, e passiamo la serata lì...
Il giorno dopo partiamo per il porto e salpati alle tre di pomeriggio arriviamo in Francia, verso le undici e mezza del giorno dopo...
Da lì è stata tutta una tirata fino ad Aosta, passando per Caen, Paris, Lione e Ginevra, ma me ne sono guardato bene dallattraversarle,
la mia voglia di fuga era quasi al termine e adesso come adesso, queste città non mi interessano... Ad Aosta cedo la guida al cugino,
che ci porta a Lecco, verso luna e mezza di notte... Il giorno dopo, visita al parentado e riposo assoluto in giro per Lecco...
Il giorno dopo ancora non lo descrivo adesso, ve lho detto che me so rotto il cazzo de schiacciare tasti, e comunque merita un post a sè...
Ultima cosa, è bello superare le Testarossa sullA1 allaltezza MUGELLO...

e comunque Padova Sud-Roma Nord 3 ore e quaranta...
Ma ormai ero da solo... Ultimo post scriptum, leggete e andate in pace, se ne avete voglia...

* Era necessario dividere il racconto in due parti, visto che il viaggio si è diviso in due tronconi ben separati, e dopo quache
giorno posso descriverli un po meglio, o peggio, a seconda dei punti di vista...
Nella prima parte del viaggio ho sentito come limpulso di scappare, di lasciarmi alle spalle tutto e tutti, di cercare un briciolo
di libertà che SENTIVO di possedere... Sentivo di avere un mostro, un qualcosa alle mie spalle, che mi spingeva a correre e a
non voltarmi, dovevo liberarmene, dovevo liberarmi di orari, pregiudizi, cattivi pensieri e patemi danimo... Non è stata lIrlanda,
non sono stati i chilometri che sono passati sotto le gomme, non è stato qualche abitante del piccolo popolo a darmi quella
boccata di anarchia che mi necessita per continuare a campare sta cazzo di vita... Ho visto dei bei posti, ho conosciuto della
bella gente, ho riincontrato delle belle persone... Ho viaggiato e lunico rimpianto che ho è che il viaggio sia durato così poco,
ma ci vogliono tempo e soldi, per poter viaggiare... Passo molto tempo a pensare alle persone e a come vivono, e gli irlandesi
hanno ben poco da raccontarmi... Sembra unidiozia (ogni popolo ha qualcosa da dire e in concreta dose anche gli irlandesi) ma
la comunità che mi ha visto nascere e crescere non è tanto diversa dagli irlandesi: gli italiani sono considerati la feccia dellEuropa,
così come gli irlandesi, non è un caso che a Dublino verso ora di cena, è più facile sentire un dialetto italiano anzichè il gaelico
irlandese... Gli italiani e gli irlandesi hanno in comune un passato da oppressi, entrambi i paesi sono stati terra di conquista, e
hanno ricevuto usi e costumi da altri popoli, assai lontani... Hanno in comune lestrema caparbietà e il rispetto delle proprie
origini, hanno in comune la capacità di non sopravvalutarsi, ci accettiamo per quello che siamo, con i nostri pregi ed i nostri difetti...
Hanno in comune un passato recente da "invasori", da immigrati, soprattutto verso il paese despota di questo periodo storico:
basti pensare a Giuliani sindaco di New York e Kennedy presidente degli USA... Sono popoli che hanno sempre costituito i
bassifondi della società, il marcio, la feccia, appunto... Hanno le stesse bruciature sul cuore, le stesse ferite, alcune rimarginate,
alcune troppo recenti per non fare ancora male (stazione di Bologna, Bloody Sunday). Gli irlandesi, come gli italiani, sono un
gran popolo, comandato da persone che fanno i propri interessi, che tagliano le radici da cui provengono...
Non ho visto le isole Aran, la costa nord-ovest e non ho conosciuto bene neanche le città, ci sarà tempo di tornare su quella
splendida terra, ma in questo viaggio avevo solo voglia di scappare...
i murales di Derry





Il municipio di Belfast

Il falso Big Ben

Le foto alla Giants Causeway...












Foto varie del viaggio





Se mi dovesse tornare la voglia, potrei anche postarne altre... Devo pure piamme quelle del cugino...
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