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Wednesday, September 06, 2006 - ore 03:08
FiloFax - un’agenda che vale un tesoro
(categoria: " Riflessioni ")
Recitava il titolo di un vecchio film con James Belushi.
Il segno inequivocabile del passaggio tra adolescenza ed età adulta è lo
stile del bisogno. Bevande alcoliche, sostanze stupefacenti, sagre paesane e gastrite mutano le necessità della persona.
Da giovane, senti un impellente bisogno di mettere per iscritto solo le stronzate, da "grande" OGNI stronzata necessita traccia. Un po’per sbadataggine, un po’per memoria, un po’me l’aspettavo.
Da giovane chiami il tuo giornale di bordo "
diario", da "grande" lo chiami "
agenda".
I più grandi studiosi di agende al mondo suddividono le suddette in tre macrocategorie:
-
agenda tascabileLa sua aspettativa di vita si aggira tra i 3 ed i 9 mesi. L’agenda tascabile viene per lo più utilizzata come rubrica telefonica, appoggio per frasi carine da colleghi, amici, scippatori ed
appoggiabicchiere d’emergenza.
-
agendona da tavoloAspettativa di vita: da 1 a 5 anni. Con il rischio di ripresentarsi ad ogni 2 febbraio dal dentista, domeniche e colpi di Stato compresi, o riscoprire una rinnovata fede cristiana nel festeggiare il Natale tre giorni prima.
-
agenda, e che cazzoFiloFax, Mont Blanc, Lidl, Cassa di Risparmio di Orbetello e Mezzolara. Aspettativa di vita intorno ai 4 mesi. Poi
ci si rompe i coglioni.
C’hanno provato, i signori dell’elettronica. Hanno inventato gli organizer prima, i palmari poi, le agende per cellulare come "contentino". Nulla, però, può sostituire un’agenda cartacea, almeno
in appoggio. Nemmeno un palmare in carbonio sincronizzato con il computer, il decoder del digitale terrestre, il ciclo mestruale della moglie, un gruppo di beoni monaci trappisti e gli orologi della propria banda di teppisti.
Nella propria borsa, sul proprio tavolo da lavoro, in mezzo ai fotomontaggi osceni ed ai libri di Harry Potter non può mancare un’agenda, fedele compagna di vita, memoria sostitutiva, fonte di ricordi felici e non negli anni futuri, utile aiuto al RIS o per gli amici di Grissom se un giorno verrete coinvolti in un fatto di sangue.
Non c’è spazio, in un agenda, per i testi delle canzoni. Quelle lasciamole alle Smemo, ai diari (cfr apposito
blog celebrativo), ai muri dei bagni pubblici, ai blog di strani personaggi in cerca di editore.
Nelle agende stanno le cose serie. Quelle che, per decisione di qualcuno, sembra debbano per forza svolgersi tra le 8 e le 22. Le restanti ore sono spesso righe bianche, inquadrabili nell’orario solo da note da scrivere di proprio pugno. L’alternativa garantista, per chi ha un’agenda, è il
coprifuoco tra le 22 e le 8, promosso da una bizzarra
setta di adoratori delle Agende dell’Ulss di Padova negli anni ’80.
Ogni appuntamento, dalla
piega da Ugo&Sabrino, alla
consegna di codici di lancio per missili nucleari a Georgy Porgy, al
cliente depravato delle cinque viene documentato, indicato con assoluta
improbabile certezza temporale. Nel senso che piove sempre.
Parafrasando le leggi di Murphy, ogni orario viene indicato in anticipo in una agenda per essere più facilmente soggetto a slittamento.
Gli orari non indicati corrispondono spesso ad appuntamenti persi, dimenticati, ignoti, come in un vecchio pezzo di
Josè Feliciano, che cantato dalla brunetta dei Ricchi e Poveri aveva tutto un altro fascino, sia inteso.
L’uomo, però, è un eterno bambino. Fonti molto vicine all’Istat rivelano che la durata media della serietà sull’agenda si attesta tra i due ed i tre mesi. Passati i quali, generalmente, iniziano a farsi vedere sulle pagine i primi segni di cedimento.
La top five dei simboli più frequenti nelle agende, classificati per generi
5
emoticons e frecce verso l’alto o il bassoTutti abbiamo sognato, per almeno un secondo nella vita, di essere un astrologo famoso. Chi di noi non ha mai fantasticato di sapere fare i bioritmi con il solo pensiero? Nella nostra agenda ci è concesso tutto. Nessuno ci punirà se prevediamo il nostro umore "del giorno" con un ritardo di una settimana. E quando smetteremo di farlo potremmo smetterla con quelle pillole colorate e le voci nella nostra mente che ci implorano di uccidere i lavavetri.
4
piccole caricatureHai capito che qualche figlio di puttana legge la tua agenda? Hai un amico col doppio mento? Un’amica procace? Bene. Nessun nome parla meglio di un segno di riconoscimento. E tra tre anni anche tu bestemmierai copiosamente, cercando di ricordare chi fosse la misteriosa tritette.
3
disegni di cibiUtili al calcolo delle calorie e
al lavoro del tuo dentista, sono anche molto comodi per capire quante cazzate si segnino sulle agende dopo un paio d’anni, quando si procede ad una nostalgica
ripassata degli anni trascorsi.
2
simboli fallici od oppostiQuale miglior modo di ricordare un amplesso (o un
ci sono andato vicino!) con un ideogramma? Il ritorno allo stato primitivo (di Manduria) è uno dei primi segni di schizofrenia. O, comunque, di schizzo.
1
palloncini rossiEbbene sì, la più votata tra le allegorie da agenda è proprio lei. Osannata da uno spot televisivo che l’ha consacrata regina indiscussa delle agende, si presenta per brevi periodi, con cadenza più o meno regolare.
Forse un lungo compleanno, si chiedono le aquile spione. Iniziate a preoccuparvi quando la voglia di gavettoni sembra svanire. Dall’agenda, si intende.
Diffidate, inoltre, delle agende con ricambi. Oltre al costo medio di un semplice ricambio, collocabile nella fascia di prezzo di una
rètina usata ma tenuta bene, dovete considerare il fattore P, come ’pigrizia’.
Fattore per il quale comprerete il ricambio "settegiorni" (mutuato da
The Ring) solo ad estate inoltrata. Cercando, tra l’angoscia e le imprecazioni, di ricordarvi che cazzo abbiate combinato nei sei mesi precedenti.
Scusate, ma ho un impegno. E’da dieci anni che mi aspettano per il tagliando allo scooter, non credo sia il caso di farli aspettare oltre. Domattina voglio proprio essere il primo ad arrivare all’officina.
Del resto, sono sulla loro agenda. Nera.
I WANT YOU TO STAY - MAXIMO PARK
I rewrite my life beneath the moonlight,
Please hold me now till my breath runs out,
There are many things that I am not,
But there’s one thing that I cant deny
A double bluff you fed me lines,
The shortest cut you’re searching for,
A mesh of tones surround your eyes,
I wish I knew how it came to this
I always said you could rely on me,
Now it seems that I was wrong,
I want you to stay,
I want you to stay with me
Cos nothing works round here,
Where cranes collect the sky,
I long for the neon signs of night,
Cos nothing works round here,
You know the way I feel,
Can you remember what we had?
Why do you think I over take?
I speak to you and you say no,
A camera runs just to collect,
I wish I knew how it came to this
The lies we tell are bound on film,
And you start to push your lips to mine,
Outside my room you closed your eyes,
And in the end it came to this
I always said you could rely on me,
Now it seems that I was wrong,
I want you to stay,
I want you to stay with me
Cos nothing works round here,
Where cranes collect the sky,
I think of your face at night,
Cos nothing works round here
You know the way I feel
Can you remember what we had?
As time gets more compressed,
You’re always my reminder,
A lifetime disappears,
Can you remember what we had?
As time gets more compressed,
You’re always my reminder,
You’re always my reminder
You know the way I feel,
You know the way I feel
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