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fiordiluna, 23 anni spritzina di Padova CHE FACCIO? psico clinica Sono middle [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO harry potter 3 HO VISTO la magia dell’aurora boreale STO ASCOLTANDO i can be your hero baby ABBIGLIAMENTO del GIORNO sprotivo andante ORA VORREI TANTO... corbi STO STUDIANDO... qualcosa di attinente alla psicologia credo OGGI IL MIO UMORE E'... calmo ma non tanto ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) la vera meraviglia...è trovare l'amore vero...riconoscerlo con uno sguardo...e morire nel perderlo... 2) Svegliarsi alle 2 di notte e scoprire k puoi dormire x altre 5 ore...la cosa + bella! 3) riuscire ad apprezzare la solitudine, conoscere se stessi e riuscire a descrivere in modo semplice ed elegante i miei pensieri |
mercoledì 6 settembre 2006 - ore 14:40 INVERNO Un bel giorno d’inverno, una ragazza dalla pelle color dell’ebano vestita soltanto con un lungo mantello argento, camminava coi piedi nudi affonfati in trenta centimetri di neve. L’aria gelida formava le nuvolette di condensa ad ogni minimo respiro e le mani ben curate erano irrigidite dal freddo. Dal cielo grosse nuvole facevano cadere ininterrottamente cristalli di ghiacchi di grosse dimensioni e il paesaggio boscoso somigliava ad una scena da film. Bianco, candore, purezza. La ragazza era allo stremo delle forze, erano giorni che marciava alla ricerca di suo figlio. Era un bimbo di tre anni che da solo era uscito a giocare e non aveva più fatto ritorno alla baita. Non era un bambino normale, forse x il fatto che fin dalla nascita era affetto da autismo ma aveva un dono, il sorriso. Sorrideva sempre e la casa era in costante allegria. Ma da quando non c’era, la neve non smetteva di cadere. La ragazza col viso rigato di lacrime non si dava pace e ogni passo col passare del tempo diventava sempre più pesante e senza fine. Ad un tratto scorse tra il candore abbagliante un corpicino nero, come il suo, e un guantino giallo, lo stesso che portava il suo bambino. Ed eccolo, disteso a terra, privo di vita. Un urlo di dolore squarciò il cielo ed in un attimo smise di nevicare. La ragazza si tolse il mantello argentato e vi avvolse il figlio. Lo prese in braccio e riprese la strada verso casa. Nessuno dei due raggiunse la baita. Li tovarono sul finire dell’inverno tra gli alti alberi del bosco, a terra, senza vita ma entrambi avevano dipinto sul volto un sorriso di gioia. LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK |
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