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Wednesday, September 06, 2006 - ore 18:19
L’inquietudine del vorrei..
(categoria: " Riflessioni ")
-INQUIETUDINE-
Sono inquieta. Attenzione, ho detto inquieta, che non è sinonimo di triste.
Sì, sono inquieta. Vorrei fare troppe cose.. troppe troppe troppeeeeeeeeeeeeeeee!! Ragazzi, è un’inquietudine che non riesco a frenare.. Che ora cercherò di arginare ruggendo a tutti quello che adesso scriverò.
Vorrei sollevare il mondo, farlo girare nel senso opposto, dargli un calcio, palleggiarci, usarlo come una pallina antistress, deformarlo, fargli mutare colore, spostare la tettonica a zolle e scambiare di posto i continenti.
Vorrei ridipingere tutto il cielo, cancellare ogni nuvola a furia di soffiare, lanciare gli uccellini, potare ogni albero sulla terra, ritagliare le foglie della forma che mi pare, scavare dentro le cavità in cerca di scoiattoli e regalargli un sacchetto di noccioline a ciascuno di loro.
Vorrei incontrare ogni pazzo della terra e dirgli che è una bugia, bugia, bugia, che non è pazzo, anzi, e che la pazzia come la normalità è relativa.
Vorrei mettermi un camice candido addosso, entrare in ospedale e affermare a tutti che sono un medico, fermarmi ad ogni letto di ogni reparto, sorridere a ciascun malato e con quel sorriso guarire il male dilagante.
Vorrei tingermi i capelli di rosso o di nero e farli crescere più velocemente, lunghi lunghi lunghissimi e ancora più ricci di come già ce li ho.
Vorrei fermare ogni persona che incontro, prenderla per mano, maschio e femmina che sia, e confessargli “ti amo”, perché è giusto che tutti provino il brivido indescrivibile di sentirselo dire almeno una volta nella vita, trasformarmi per un momento in un principe (o in una principessa a seconda del sesso dell’interessato) e regalare il primo bacio a chi lo attende trepidamente.
Vorrei cambiare la mia situazione a casa, vorrei gridare in faccia a chi mi ha generato di credermi, di fidarsi di nuovo di me, che non ho fatto nulla di male e di irreversibile, che sono una brava ragazza porcaputtana, che escano dalla loro convinzione basata da un’errata apparenza.
Vorrei abbracciare il mio ragazzo forte forte, affondare la faccia sul suo torace come faccio sempre e riuscire ad esprimere quanto tengo a lui, quanto gli sono grata per tutto ciò che fa per me ogni istante, quanto è fondamentale e importante per me.
Vorrei conoscere gente nuova, confrontarmi con chi non ha idea di chi io sia, che non sa nulla della mia vita.
Vorrei che la prossima settimana fosse Halloween, e che tra due settimane iniziasse l’Avvento e che quest’ultimo continuasse fino al 25 gennaio, vorrei che nevicasse, che facesse tanto freddo.
Vorrei mettermi una canottiera, sopra una maglietta di cotone, e ancora sopra un maglione pesante, e poi una felpa, un fiocco rosso tra i capelli, un bracciale a pendagli, la promessa scout al collo e un gonnellone lungo di velluto dai mille colori.
Vorrei andare all’università, dividere un appartamento con amici, divertirmi come una matta, essere autonoma e indipendente.
Vorrei passare una serata a mangiare schifezze, a ridere, chiacchierare e a guardare film con le mie amiche.
Vorrei fare tante domande a Dio, e ricevere delle risposte, ma senza morire per esaudire ciò.
Vorrei prendere a pugni certe persone e prendere per il collo un’altra e chiarire una volta per tutte.
Vorrei in periodo scolastico riuscire a fare tanto sport, dedicarmi con tutta me stessa al volontariato, aiutare ogni amico in difficoltà e risolvere tutti i loro problemi, lavorare, scrivere ogni volta che ne sento il bisogno, leggere sempre sotto le coperte per ore, passare le giornate in appartamento da Giacomo, cucinare insieme e poi coccolarci..
Vorrei vedere più spesso Daniele, Cix e Daria, e tutte le persone a me care che pur abitando vicine riesco a vedere raramente.
Vorrei fare ascoltare a tutti certe canzoni che cullano e accompagnano il mio cammino.
Vorrei scrivere io stessa una canzone e dedicarla a te che stai leggendo.
Vorrei potermi teletrasportare da un posto all’altro solo col pensiero, vedere nella mente delle persone e capire i loro punti di vista.
E adesso vorrei correre, urlare e ancora urlare, e urlare, e urlare e urlare. E piangere. E ridere.
Urlare a tutto il mondo che.. vorrei vorrei vorrei. Vorrei tante cose ma che mi sento terribilmente impotente e inquieta.
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