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Thursday, September 07, 2006 - ore 12:59
(categoria: " Vita Quotidiana ")
per non pensare, la cosa migliore è tenersi occupati.
sto facendo pseudo pulizia nel pc di casa, per liberare memoria, dato che a giorni arriva finalmente Alice. ah, la cosa bella è che il papino quando si mette fa le cose in grande, e installa anche il ( o la?) wireless!
ANGOLO DELLA CURIOSITA’:
la musica di odissea nello spazio (che conoscono tutti, la conosco persino io che non ho mai visto il film) è tratta dalle opere di Gustav Mahler, morto nel 1911.
il nome di questo musicista giungerà alle vostre orecchie quasi sicuramente sconosciuto, tuttavia al suo tempo era piuttosto conosciuto e apprezzato; la prova sta nella Morte a Venezia. Thomas Mann infatti chiamò il personaggio principale Gustav proprio per commemorare l’amico appena scomparso.
Luchino Visconti, il regista del film omonimo tratto dall’opera di Mann, a conoscenza di questo fatto rese a sua volta ulteriore omaggio al Komponist: infatti Gustav von Aschenbach nel film è un musicista/compositore e non uno scrittore come nel "romanzo".
nel film sono presenti dei flashback tratti dalla vita di Gustav Mahler.
si ringrazia:
la Perghem
la memoria
la relazione in tedesco fatta agli amici crukki, che con tutta la fatica necessaria per prepararla ha avuto come contropartita il fatto che mi ricordo ancora tutto!
tutto questo mi è venuto in mente perchè vagando nella memoria del pc ho trovato la relazione preparata per i crukki.
la allego così potrete divertirvi a leggere e sbellicarvi per gli errori =P
Thomas Mann beschreibt in seiner Novelle die letzten Monate des Schriftstellers Gustav Aschenbach, bis zu seinem plötzlichen "Tod in Venedig"
Aschenbach, anerkannter und erfolgreicher Schriftsteller, der erschöpft ist, von jahrelanger intensiver Arbeit, entschließt sich zu einer Reise nach Venedig.
Aber schon kurz nach seiner Ankunft will der sensible Autor, die Insel und sein Hotel wieder verlassen. Venedig offenbart sich ihm trüb, es scheint keine Sonne und über der sonst so schönen Stadt hängt eine Dunstglocke.
Aschenbach ist enttäuscht. Schlagartig ändert sich aber die Stimmung des Schreibers.
Er, der schon auf seinen Koffern für die Rückreise sitzt, begegnet den Blicken des jungen Knaben Tatzio.
Tatzio ist der 14 jährige Sohn einer polnischen Familie, die ebenfalls in dem Hotel ihren Sommerurlaub verbringt.
Fortan wird der junge Tatzio, zum Blickfang des alternden Mannes.
Aschenbach sieht den Jungen als vollkommenes, schönes und gottesähnliches Bild, und dessen Lächeln ist das Lächeln des Narziss. Der Autor ist gefangen von seiner Leidenschaft zu Tatzio, aber er versucht diese Liebe als platonische Liebe, ja als Künstlerliebe zu rechtfertigen.
Die dunstigen Witterungsverhältnisse in Venedig finden kein Ende.
Trotzdem kann sich der Schriftsteller nicht aufraffen die Stadt, mit ihren ungesunden Klima, zu verlassen.
Auch nicht, als er erfährt, dass die Cholera in der Stadt herrscht.
Aschenbach bleibt in Venedig, mit ihm die polnische Familie, die er absichtlich nicht vor der schlimmen Seuche warnt, damit er nicht den Knaben verliert.
Der Autor wird am Ende ein Opfer der Seuche und seiner Liebe.
Er stirbt mit einem letzten Blick auf den Knaben am Strand von Venedig.
Thomas Mann beschreibt in seiner Novelle sehr gefühlsvoll, die Liebe eines alternden Mannes zu einem jungen Knaben.
Aus einer anfangs ästhetischen Künstlerliebe wird Leidenschaft.
Aus einem anerkannten Autor wird ein würdeloser Mensch, der selbst die Gefahr des Todes nicht mehr scheut.
Der Tod in Venedig ist eine der schönsten Novellen von Thomas Mann.
Die Novelle ist eine moderne Version des ewigen Themas "Der platonischen Liebe".
Thomas Mann erzählt die Geschichte, wie auch seine anderen, immer aus der Perspektive, als wenn er sich selbst in der Handlung bewegt, er versenkt sich leidenschaftlich in den Vorgang, die Person, die Seelenlage, dabei zieht er uns mit hinein und lässt uns nicht mehr los. Infine, visto che ho tempo da perdere, e pensieri da non pensare, vi schiaffo qui un bellllllllissimo brano tratto dalla Morte a Venezia, davvero chiarificatore riguardo il tema e il clima del libro, ma soprattutto sehr interessant.
Nulla è più strano, nulla è più scabroso del rapporto fra persone che si conoscono solo con gli occhi - che ogni giorno e ogni ora si incontrano, si osservano, e tuttavia son costrette, o per costume o per capriccio personale, a mantenere la finzione di una estraneità indifferente, non scambiando nè parola nè saluto.
V’è fra loro inquitudine e curiosità esasperata, l’isterismo di un bisogno insoddisfatto e innaturalmente represso di conoscenza e di commercio, e, soprattutto, una specie di teso riguardo.
Giacchè l’uomo ama e onora l’uomo finchè non gli è dato giudicarlo, e il desiderio struggente è il frutto di una conoscenza imperfetta. qual’è il vero messaggio che trapela da queste righe?!!!
MENO PARANOIE !!!
PERMALINK