
Il_Nano, 22 anni
spritzino di Padova/Taranto
CHE FACCIO? Scienze dell'autoerotismo agonistico
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"Nasco, Cresco, Appassisco: la vita di merda di un fiorellino"
HO VISTO
una mucca riversare una montagna di merda su un fiorellino
STO ASCOLTANDO
un mio rutto che ha fatto tremare il fiorellino che ho nel vasetto qui difronte
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
camicia a fiori
ORA VORREI TANTO...
un fiorellino di donna... ammicco

STO STUDIANDO...
la psicologia congenita di alcuni casi patologici di fiorellini nati malati o semplicemente con qualche petalo di meno e che non riescono ad accettarsi
OGGI IL MIO UMORE E'...
floreale

ps: so che quelle sono foglie, ma non si può dire un umore "foglieale", quindi non rompete!
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Thursday, September 07, 2006 - ore 16:22
Il saputone... (pt.2)
(categoria: " Vita Quotidiana ")
[...]Mi alzai ed andai da lui. Lungo il tragitto passai in rassegna tutte le frasi banali che potevo dire per farmi rivelare cosaveva. Come se non lo sapessi. "Come stai?", "che mi dici?", "ti va un goccio di birra? magari ti leva quel culo che ti sei messo in faccia!". Non ce nera una che non mi lasciasse un retrogusto di banalità in bocca. Prima ancora di trovare la giusta combinazione di parole mi misi a sedere affianco a lui allargando il cerchio attorno al fuoco. Non feci in tempo a dire qualsiasi cosa che venni subito investito da una vampata di caldo impressionante. Il fuoco bruciava la pelle e seccava la bocca. Cercai di non pensarci. Mi voltai verso Peppe. Aveva ancora lo sguardo fisso sulla sabbia che spostava con una mano e la sua canna nellaltra.
"Ei, come va?" - il gusto di scontatezza bruciava sulla mia lingua.
"Una favola!" - mi rispose lui tenendo fermo il suo sguardo. E ancora spostava la sabbia.
"Senti, ci crederai se ti dico che so come stai, vero?" - lo guardai in silenzio -
"sai che stavo così anche io! no?". Continuavo a guardarlo in attesa di una risposta. Non arrivò mai. Mi chiedevo se si fosse accorto che io fossi ancora lì.
"So che è dura" - continuai facendo finta che mi avesse risposto.
"Io ero morto dentro. Mi sentivo strappato della mia metà. E andandosene ha portato via la metà di tutto il resto. Ogni cosa, ogni situazione, ogni emozione la vivevo a metà. E non potevo far nulla. Laltra parte ce laveva lei. Pensavo di poter vivere completamente ogni cosa, me compreso, solo standole accanto, unendo le nostre due metà. Ma non potevo. Ti senti incompleto. Tutto perde senso. Tutto ti sembra vuoto. Anche il futuro perde ogni significato. E senza futuro il presente risulta inutile. E vivere nel passato ti può solo uccidere." - presi anche io a muovere la sabbia e a guardar fisso per terra. La mia ferita si stava riaprendo, ma non potevo permettermi di farla sanguinare ancora. Continuai subito il discorso, per non sprofondare in quel silenzio che ti fa pensare, che ti fa ricordare, che ti fa male.
"Poi ti rendi conto che ci sono altre mille cose al mondo e che nascosta tra queste potrai trovare unaltra metà, magari che combaci in modo migliore con la tua. Sai benissimo che non sarà stasera, non domani e magari neanche tra un mese o un anno. Ma arriverà. E se continui a guardare la sabbia ti passerà accanto senza che tu te ne renda conto." - avevo staccato anche io gli occhi dal terreno e lanciato un rapido sguardo al fuoco che mi stava facendo sudare. Sfregavo le mani tra di loro per togliere la sabbia umida che vi si era attaccata. Poi continuai
"A volte fa bene anche stare da soli. Dipingere il mondo con i tuoi colori. Prendere quello che viene come e quando vuoi tu. E solo per te. Delle cose, delle persone, delle situazioni e delle emozioni prendi solo la parte che tu vuoi prendere. Poco importa se non è completa! Tu puoi scegliere di prenderne il pezzo che più ti piace e tenerlo per te. Equesto quello che ti completa sul serio." - ancora silenzio. Ancora lui che fissava a terra. Sembrava vuoto dentro. Sembrava un automa che con qualche meccanismo muoveva solo il braccio per spostare della sabbia...
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