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insieme a te non ci sto più guardo le nuvole lassùùùùù




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ORA VORREI TANTO...





STO STUDIANDO...

l’importante è cooome sto studiando!


OGGI IL MIO UMORE E'...






ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Rendersi conto di essere soli... Di aver avuto accanto un Angelo... E di averlo ucciso... Di aver sbagliato e di non poter tornare indietro... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura... Ogni giorno ti svegli e lei nn c'è... e così per sempre... ti svegli, ma in realta dormirai per sempre senza lei accanto... Vivi la vita con una maschera per nn far vedere a chi ti stai accanto che in realta sei morto... Ti circondi di persone che nn ti conoscono perché loro nn possono vedere che hai perso la felicità... Un giorno era venuto un angelo per me e io l'ho ucciso... Nn ti scorderò mai Piccola...

MERAVIGLIE


1) quando non pensi a nessuna paranoia...che meraviglia...
2) Carlo&Giorgio
3) Sentire che per qualcuno tu conti davvero



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Saturday, September 09, 2006 - ore 18:32


ANNI 80
(categoria: " Vita Quotidiana ")


tutti quelli nati all’ inizio degli ottanta
NOI DEGLI ANNI ’80
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere
giustizia a una generazione,
quella di noi nati agli inizi degli anni ’80
(anno più,anno meno),
quelli che vedono la casa acquistata allora dai
nostri
genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto,
e che pagheranno la propria
fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra,
né abbiamo
visto lo sbarco sulla luna,
non abbiamo vissuto gli anni di piombo,
né abbiamo votato
il referendum per l’aborto e
la nostra memoria storica comincia
coi Mondiali di Italia ’90.
Per non aver vissuto
direttamente il’68
ci dicono che
non abbiamo ideali,
mentre ne sappiamo di politica più
di quanto credono e
più di quanto sapranno mai
i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre
ci portava ciò che
chiedevamo,
però ci sentivamo dire,
e lo sentiamo ancora,
che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno
avuto tutto,
e nessuno glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che
ha imparato a
giocare
con le biglie,
a saltare la corda,
a giocare a lupo,
a un-due- tre-stella,
e allo stesso tempo i primi
ad aver giocatocoi
videogiochi,
ad essere andati ai parchi di divertimento
o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni
a campana,
a sigaretta,
a zampa di elefante e
con la cucitura storta;
la nostra prima tuta è stata blu
con bande bianche sulle maniche
e le nostre prime
scarpe da ginnastica di marca
le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola
quando il 1 novembre era il giorno dei Santi
e non Halloween,
quando ancora si veniva bocciati,
siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità
e i pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati
come
Generazione X e
abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e
i Visitors,
TwinPeaks e
Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso,
vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy,
ci siamo
innamorate dei fratelli di Georgie,
abbiamo riso con Spank,
ballato con Heather Parisi,
cantato con Cristina D’Avena e
imparato la mitologia
greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare
campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo
del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente
licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo,
come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato
che cos’è il terrorismo,
abbiamo visto cadere
il muro di Berlino, e
Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella
Stanza Ovale;
siamo state le più giovani vittime di Cernobyl;
quelli
della nostra
generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan,
Iraq, ecc.);
abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza
sapere molto
bene cosa significasse,
per poi capirlo di colpo
un 11 di settembre.
Abbiamo imparato
a programmare un videoregistratore
prima di chiunque altro,
abbiamo giocato a Pac-Man,
odiamo Bill Gates e
credevamo
che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di
Bim Bum Bam,
di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco
e del Drive-in.
Siamo la generazione che
andò al cinema a vedere i film
di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando
gli Europe e
Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo
emozionati con
Superman,
ET o
Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo
il Billy e
mangiavamo le Big Bubble,
ma neanche le Hubba Bubba erano male;
al supermercato le cassiere ci davano
le caramelline di zucchero
come resto.
Siamo la generazione di
CrystalBall ("con Crystal Ball ci
puoi giocare..."),
delle sorprese del Mulino Bianco,
dei mattoncini Lego a forma di mattoncino,
dei Puffi,
i Volutrons,
Magnum P.I.,
Holly e Benji,
Mimì Ayuara,
l’Incredibile
Hulk,
Poochie,
Yattaman,
Iridella,
He-Man,
Lamù,
Creamy,
Kiss Me Licia,
i Barbapapà,
i Mini-Pony,
le Micro-Machine,
Big Jim
e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora
si chiede se
Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione
che non ricorda l’Italia Mondiale ’82,
L’ultima generazione a vedere
il proprio padre caricare
il portapacchi della macchina all’inverosimile per
andare in vacanza 15 giorni.
L’ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci
indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina
senza cinture,
senza seggiolini speciali e
senza air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turistica.
Non avevamo porte con protezioni,
armadi o
flaconi di medicinali
con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta
senza casco
né protezioni per le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con
gli spigoli vivi e
il gioco delle penitenze
era bestiale.
Non c’erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di
libri e quaderni,
tutti infilati in una cartella che raramente aveva
gli spallacci
imbottiti,
e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e
bevevamo bibite con gas,
ma non eravamo obesi.
Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia
per bere e nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola,
cosa che le nostre madri
sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.
Non avevamo
Playstation,
Nintendo 64,
videogiochi,
99 canali televisivi,
dolby-surround,
cellulari,
computer e Internet,
però ce la spassavamo
tirandoci gavettoni e
rotolandoci per terra tirando su di tutto;
bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi,
acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano
inseguendole per toccar loro il sedere e
giocando al gioco
della bottiglia o
a quello della verità,
non in una chat dicendo
Abbiamo avuto
libertà,
fallimenti,
successi e
responsabilità
e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri?
Congratulazioni! Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la
fortuna
di crescere come bambini.





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