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Sunday, September 10, 2006 - ore 04:53
See me falling cold as ice, the love inside me turned to ice. Afterhours @ Asolo
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Sarà più giusto dire chilometri o kilometri? Ci sarà forse una componente marxista nella "k", agli occhi di chi legge? O sembrerà forse al subconscio del lettore uno slang adolescenziale da sms?
Poco importa. Il numero di "quella cosa lì" è cresciuto notevolmente negli ultimi due giorni. E i miracoli ed i ritardi "fisiologici" organizzativi hanno voluto che arrivassi comunque puntuale anche a questo tanto atteso appuntamento.
Asolo free festival atto 2: Afterhours carichi, con un suono imponente, una scaletta sulla scia di quella di Urbino, ma.. un altro gruppo sul palco. Forse il più bel concerto degli Afterhours che abbia visto negli ultimi.. 7 anni? Ho perso il conto, ma non
il gusto. Un set troppo breve, per me. Nella realtà, il più lungo concerto a cui abbia assistito.
Ma troppo bello, troppo intenso perché il tempo non volasse. Il gruppo felice per un pubblico "adatto", il gruppo che torna sul palco una, due, tre volte, compresa una
The long and winding road con Manuel al piano da fare accapponare la pelle. Come del resto, ma sono di parte, una inaspettata
Cose semplici e banali ed una "vecchia"
Icebox.
E ci sono cose che fanno piacere, quando il signor Agnelli cambia direzione evitando sguaiati fan che gli urlano qualcosa tra l’italiano ed il veneto stretto per chiedere un autografo ed avvicinandosi a te, a far due parole su concerto, amicizie comuni, neo
vicine di casa. Mentre una felpa Carlsberg rapisce l’attenzione, fino a quando la chiave gira nel blocchetto, teletrasportandomi in Golena, dove
every picture tells a story, dove ogni faccia sembra ricordartene un’altra dell’anno scorso. Come in una crittografia di persone, quando ogni singola persona "vissuta" lì, tra il Piovego e le vecchie mura della tua città, è diventata davvero simbolo, simbolo di qualcosa a cui ripensi, quasi sempre con un sorriso, spesso nostalgico.
E’incredibile come una stessa, lunga, strada possa sembrare così diversa, da un giorno all’altro. Quella d’asfalto o la tua.
L’ELEFANTE BIANCO - AREA
Corri forte ragazzo corri
La gente dice sei stato tu
Ombre bianche vecchi poteri
Il mondo copre senza pudore
Vecchie immagini santi stupidi
Tutto lascian così com’è
Guarda avanti non ci pensare
La storia viaggia insieme a te
Prendi tutto non ti fermare
Il fuoco brucia la tua virtù
Alza il pugno senza tremare
Guarda in viso la tua realtà
Guarda avanti non ci pensare
La storia viaggia insieme a te
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