
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Monday, September 11, 2006 - ore 16:17
5 anni fa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
A volte ci ripenso. E mi ricordo tutto perfettamente, ricordo com’ero vestita, ricordo ogni passo che ho fatto dalla stazione all’appartamento, con la borsa in spalla perchè non avevo ancora il trolley. Ricordo i miei amici che camminavano davanti e dietro di me, tutti di corsa, e poi le scale anche quelle di corsa, e aprire la porta di corsa, e tutti davanti alla TV. Ricordo chi c’era, ricordo le telefonate incredule, ricordo gli sms frettolosi. Pochi altri momenti sono così indelebili nella mia mente, così perfettamente chiari. E poche altre volte avrei preferito non assistere, non sapere niente.
Noi che non c’eravamo con le guerre, con la Resistenza, con il terrorismo rosso e nero, noi che siamo sempre stati la generazione che non aveva vissuto l’orrore, quelli per cui tutto era facile, e si aveva paura solo delle proprie paure.
Sono passati già 5 anni, e mi ricordo tutto come fosse successo l’altro ieri. Guardo foto di 5 anni fa e sembra che non sia passato del tempo, mi sento ancora davanti a un telegiornale, in un monolocale di Bologna, 8 persone, 8 amici con gli occhi lucidi che stringono i pugni. E ogni tanto qualcuno sussurra
non è possibile dai è un montaggio è un film non ci credo... dai ragazzi non può essere vero...Sentirsi uniti, piccoli. E grandi.

C’è un buco che non dovrebbe esserci, lì in mezzo. Non dovrebbe esserci. Mi ero detta, davanti a quel buco di macerie, la prossima volta che verrò a New York sarà diverso, sarà di nuovo un centro vitale, frenetico, vivo, pieno. E invece non sarà così, sarà ancora un buco immenso, un buco che fa male, fa piangere sempre. E’ un dolore che unisce ancora.
LEGGI I COMMENTI (3)
PERMALINK