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Tuesday, September 12, 2006 - ore 19:32
Muso duro e bareta fracà. La caduta di Morfeo.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E dei sogni che porta.
La tristezza spesso e volentieri mi invade e mi fermo a riflettere sul fatto che non c’è piu spazio per niente. Solo cinismo estremo, egoismo e ambizione spietata.
Cosa fare per sopravvivere a questo mondo modermo? Adeguarsi e stringere i denti è l’unica cosa che possono fare tutti. Perchè niente piu va bene, nulla è piu stabile. Non si puo piu stare tranquilli e non si è piu sicuri di niente.
Le poche certezze son volate via anche quelle e non c’è piu spazio per nessuna debolezza, tutti devono solo essere forti e tenere botta agli urti violenti del quotidiano tran tran. Ma è vivere questo? Sopportare tutti i giorni tutto cio che non ci va? Dover tirare avanti storcendo la bocca e il naso, facendosi andare bene ogni cosa, rendersi conti che non si puo, non si puo mai cedere a debolezze, illudersi un attimo, sognare su quello che vorresti che tanto non sarà mai come vorresti tu.......
Certo ogni tanto poi la vita ti sorprende e ti fa capitare cose che non ti aspetti minimamente, spesso anche belle, questo è una delle poche cose che è rimasta intoccata, l’instabilità del caso. Piccola oasi innanzi alle disastrose chimere di angoscia esistenziale.
E qualsiasi cosa sia the show must go on, un po come uno spettacolo disastroso che cmq giunge al suo termine costi quel che costi.
Mi domando se sia sempre stato cosi per tutti o se sia la nostra generazione a pagare lo scotto di un eccessivo benessere, un benessere che porta all’appiattimento dei valori di tutti gli ideali, che porta a un surplus di ogni cosa, alla saturazione di tutte le situazioni, all’appagamento maniacale, al bisogno indotto di tutto cio che normalmente non vorremmo.
Se dovessi andare a monte del mio ragionamento sicuramente dovrei guardare all’imperfezione della natura umana, all’insoddisfazione che permea il nostro essere sin dall’alba dei tempi, a quel mai accontentarsi di quello che si ha e che credo sia la molla piu importante che ci ha portato dove siamo (insieme al pollice opponibile)... siamo arrivati in qualche posto bello? Mbah chi lo sa... tutti invidiano quello che hanno gli altri e nessuno guarda al suo.
Ma tutto cio è sola e banale retorica, trita e ritrita, le parole stantie che escono dalla bocca di vecchiacci troppo annoiati e fermi sulle loro vetuste posizioni.
I dati di fatto sono semplicemente che noi giovani ci troviamo a doverci scontrare con un mondo che è sazio di ogni cosa, un mondo dove conquistarsi il proprio spazio è diventato un’odissea, un mondo che ci vorrebbe tutti robottini schiavi dell’oligopolio capitalista e che maledizione a lui ci sta riuscendo eccome. E l’altro dato scottante è che non c’è piu spazio per i buoni sentimenti, solo per un cinismo marcato e una razionalità fin troppo sopra le righe, solo per la disillusione, solo per il prepararsi al peggio e all’incertezza nebulosa perpetua. Questi sono i veri guai della nostra generazione.
E poi c’è la magra consolazione che ritrovo ogni volta in una frase detta dal mio datore di lavoro Ermanno tempo fa. Se lanci uno dalla torre si puo sfracellare, ma allo stesso modo puo farsi male e poi rialzarsi.
Egoismo e fastidio.
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