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![]() ZIETTA, ** anni spritzina di PADOVA CHE FACCIO? sono un prodotto di nicchia Sono sistemato [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO SONO MEDIAMENTE METEOROPATICA E CICLOTIMICA!!! HO VISTO STO ASCOLTANDO ![]() DI DONNA ...Le infuocate carezze l’invidiabile savoir faire dolce intenso e brutale ah! Quanta nobile poesia padre, amante, padrone nel tuo conto corrente ah! In salute ed in malattia finché morti non ci separi Vorticosa passione o mia belva insaziabile nel tuo caldo e accogliente harem In salute ed in malattia finché morte non ci separi Fai di me la tua geisha fai di me la tua umile serva... CARMEN CONSOLI CONFUSA E FELICE Sai benissimo che una goccia inonda il cielo È così piccolo il mondo che ci osserva Sai benissimo che non chiedo tanto adesso È così limpido il mare che ci ascolta che ci addormenta Rit. Vorrei tentare Vorrei offrirti le mie mani Vorrei tentare Vorrei difendere questo momento E penso di sentirmi confusa e felice E penso di sentirmi… Sai benissimo che sto tremando e non c’è freddo e sono vittima di questa gioia immensa Sai benissimo che nulla può scalfirci adesso È così fragile il mondo che ci aspetta, che ci spaventa.... CARMEN CONSOLI ABBIGLIAMENTO del GIORNO ![]() ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO...
PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) CARPE DIEM! 2) la libertà sempre e comunque |
giovedì 14 settembre 2006 - ore 13:16 DAL PAZZESCO BLOG DI ORSAROSSA missis strangelove lo trascino’ nell’ombra del portone che gia’ era sfatta l’alba e il suo passo morbido. lui vomito’ sangue e diamanti dentro i gerani . sulle vetrine di" peruzzi" lascio’ un’impronta di mano e una zingara ci lesse cataclismi stellari. si arrese subito al mantello notturno dei suoi capelli , alla bocca famelica aperta sull’ inguine la percorse in vertigine di dita come fosse un pianoforte a coda la percosse in parole ma in pianto la sciolse e si lascio’ fare l’amore piu’ dolce si lascio’ condurre oltretomba si lascio’ adorare in remissione dei suoi peccati , a lei che era la candida madre di tutti i suoi figli perduti, la bestia l’incanto il trafitto angelo dell’intemperanza e del gelo. fu una risata argentina nel fondo dell’iride come un guizzo di pesci dorati e un cesto di frutta stracolmo e chicci d’uva a rotolare sui fianchi la sospinse la spinse non la respinse mai. si fece fare l’amore . arrendevole e cupo come lupo alla catena la lascio’giocare con la sua fame e il suo sangue. i loro occhi furono altrove. i loro cuori meringhe vuote e tremanti. le mani un’unico frutto di carne. le loro menti, una piovra. LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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