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Cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire... (beh, speremo de no) (?)


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1) Trovare troppo merito nella virtù e troppa colpa nelle errore.
2) Entrare in letto e trovarci Aldo Busi e Solange.
3) L'allenamento quotidiano per riuscire, quando arriva il momento giusto, a sorridere alla morte. Pur sapendo che non ci riusciremo.
4) Convincere ogni giorno te stesso che vali di più di quanto non pensi.

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1) Svegliarsi una mattina di uno splendore che fa male. Andare alla finestra. Guardare la bellezza del Mondo. Andare a letto. Guardare la bellezza di chi ami. E scoprire che non c'è differenza.
2) Il vento in faccia in uno spazio apertissimo
3) spalancara le finestre della camera in una soleggiata mattina d'inverno e restare a godersi il calduccio sotto il piumone
4) La dolce illusione di non avere rimpianti.
5) Arrivare all'altare con il sorriso sulle labbra...
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Friday, September 15, 2006 - ore 00:52


Dinamiche dell’approccio di coppia
(categoria: " Vita Quotidiana ")


D’accordo, d’accordo. Non sono la persona più indicata per parlare di codesti argomenti. Eppure, complice una simpatica ma sciocca commediola che ho visto su Sky due sere fa - Hitch - e un divertente libro .- Alta Fedeltà - in questo periodo mi sto facendo un sacco di domande sui misteri delle dinamiche dei rapporti di coppia in generale, e sono arrivato ad alcune conclusioni interessanti.

Interessanti e forse completamente sballate, ma tant’è: questo non è un trattato di antropologia. Sono solo stupide considerazioni fini a sè stesse, e se le troverete sballate, non c’è da stupirsi.

Proviamo a seguire il percorso di una potenziale coppia che nutre della sana attrazione reciproca.

L’approccio.

Lui:
E’ forse il momento più difficile in assoluto, e di solito è una prerogativa maschile. Decidersi ad alzarsi e coprire tutta la distanza che lo divide dall’obiettivo non è cosa nè semplice nè grata per lui. Attraversare tutto un locale combattendo con una voce nella testa che ti dice di essere realista e che probabilmente farei una figura da fesso non è facile. In più, l’uomo sa che il 50% (almeno) delle sue probabilità si giocheranno nei primi 10 secondi (aspetto fisico più modo di fare), e vive nel terrore di fare qualcosa che mandi tutto a puttane.
Perlopiù, credo che gli uomini riescano a zittire la loro voce "realista" e i loro timori pensando ad un avvenire felice col bersaglio e credendoci fermamente. Se lo erano già immaginato, altrimenti non si sarebbero alzati. Lei a letto, certo, ma anche lei distesa sul divano accanto a lui mentre guardano un film insieme o lei al telefono che la chiama affettuosa quando lui è depresso. Come dire: se non ci credi tu, chi lo farà?
I risultati, solitamente, non sono dei più felici. Già gli uomini sono abbastanza imbranati nel mantenere normali relazioni, figuriamoci ad instaurarne una sul niente. Risultato: lei ci sgama subito. O pensa di averci sgamato. Sì perchè c’è una legge ferrea e quasi infallibile tra le donne: se uno sconosciuto comincia a parlarti, ha sicuramente intenzione di provarci (alcuni per questo fingono di non essere interessati, ma corrono così il rischio di diventare "amici", giocandosi così qualsiasi possibilità). E così il gioco è fatto: viene subito messo in chiaro chi avrà, da lì in avanti, il coltello dalla parte del manico.

Lei:
E’ forse l’unica parte del rapporto di coppia che sfugga al suo controllo. Per questo la teme tanto e, inseme, la eccita parecchio. Credo che le donne pensino molto a come arriverà il loro principe azzurro. Lui dovrà, in qualche modo, attirare la sua attenzione, ed è chiaro che difficilmente ci riuscirà se non farà qualcosa che a lei piace. Ma, ripeto, dipende da lui.
Per questo, nessuna donna si alza la mattina pensando "oggi incontrerò il mio lui". Più probabilmente penserà cose tipo "non mi serve una relazione, ho una carriera"; "ho bisogno di più spazio"; "c’è sempre tempo perchè qualcosa accada". Il problema è che non ci crede neanche lei. Dunque quando le si avvicina un uomo e lei si convince subito che è lui interessato (sbagliando o meno), lei starà sulla difensiva: odia non sapere cosa accadrà e chi la sceglierà. Per cui, solitamente non dice niente, e non dà segnali precisi. Un virtuale silenzio che può voler dire "non mi interessa" come "insisti, scemo".


Il corteggiamento

Lui:
E’ curioso. Lei sa benissimo che lui è interessato (e nel raro caso che non lo sia, non importa: lei ha già deciso), ma lui dovrà comunque dimostrare lo stesso il suo interessamento. Ci sono svariate tattiche - tutte potenzialmente goffe e sbagliate - per far capire che una persona ti interessa, erichiedono tutti una gran fatica, perchè per lui significa doversi esporre ancora una volta ad un rifiuto. E cio solitamente si trasforma in goffaggine e paura extra. a questa è la parte che in teoria a lei piace di più, per cui anche qui il margine di errore da concedersi è ristretto, e non è facile "osare" senza uscire dalle righe. In pochi lo sanno fare, ma comunque hanno poco da preoccuparsi su cosa dire o fare: lei ha già deciso da un pezzo. Il massimo che si può fare è accelerare gli eventi: nel bene o nel male.

Lei:
E’ la parte migliore per lei: finalmente di sente desiderata. Tuttavia, ha il problema di rendere chiara la situazione: se è interessata o no. Se lo è, la cosa non è molto difficile. Solitamente bastano pochi segni per incoraggiare un maschietto: sedersi accanto a lui ad un tavolo, ravviarsi i capelli, ridere, chiedere come sta con quel vestito/profumo/acconciatura. Ovviamente non si tratta di un permesso di transito incondizionato (anche se molti maschi lo scambiano per una cosa del genere), ma per lo più di un invito a proseguire.


Primo incontro e seguenti

Lui:
E’ più sicuro, tranquillo, intraprendente. Sa di aver già messo alle spalle la parte più difficile e che, in qualche modo, accettando di uscire ha già ricevuto un sì: l’unica cosa che deve fare adesso è non mandare tutto all’aria. Ma la maggiore sicurezza a volte rischia di essere un pericolo, cosicchè spesso i maschietti si sentono autorizzati a strafare. Il che, a volte, li fa cadere rovinosamente.
Se lui riuscirà, invece, a fondare la buona partenza allora raggiungerà la parte migliore per un uomo: non il sesso, si badi bene, ma il momento appena antecedente, cioè quando ci si vedono crollare davanti tutte le difese di lei e si può cantare vittoria. Lei ha scelto te. Tra tanti ha scelto te, e questo ti mette un gradino sopra il mondo. Hai vinto. Il primo sesso, è la coppa, ma la gara, quella che ti ricorderai e rimarrà nella storia, è stata già vinta. Tanto è vero che spesso molti lui calano di interesse dopo il primo rapporto: sentono di aver già vinto.

Lei:
Scatta la crisi. Adesso è lei che si sente sotto esame. Non le basta pensare che a lui lei piace comunque: deve avere il vestito perfetto, il profumo perfetto, il sorriso perfetto, la risata perfetta altrimenti lui se ne andrà. Oppure penserà che lei è "una facile" e non è quello che vuole.

Il sesso

Lui:
Ci sono un sacco di cose che gli possono andare male. Può fare cilecca, andare troppo veloce, partire bene ma spegnerti presto, non risucire a toccare i punti giusti, sembrare troppo aggressivo o troppo imbranato. E poi ci si domanda perchè a lui viene l’ansia da prestazione... E’ un vero e proprio esame! In più, lei sembra sempre preferire i preliminari. Il che è strano, perchè lui si ricorda del parco alle medie e dei primi anni di superiori, dove quasi tutto quel che gli interessava erano i preliminari, ma le femminucce si ritraevano inorridite e timide. Difficile fare pratica allora: si doveva andare subito al sodo. Oggi, invece, loro sono più mature e chiedono più attenzione, ma non è facile se hai passato tutta un’infanzia in cui ti si diceva che "toccare è male".

Lei:
Paradossalmente, penso sia il momento più liberatorio. Non devono più preoccuparsi molto di piacere. Può andare bene o andare male, ma comunque il bilancio complessivo su di lei dovrebbe rimanere più o meno inalterato. La parte più difficile verrà dopo, quando dovranno mantenere la giusta tensione emotiva nel rapporto anche dopo l’alzata della coppa da parte di lui. Non è una sfida facile, che non sempre le ragazze si sentono di intraprendere.


Conclusioni
Vista la quantità di cose che possono andare storte - senza contare i colpi di sfiga - come è possibile che le persone si mettano insieme senza una reciproca e insistita volontà di soprassedere alle mancanze e alle gaffe dell’altro?
Nonostante quanto si dice nei film o nei libri, per cui l’amore è perfetto e unico e avviene come per magia, per una relazione di coppia sono necessari una gran quantità di compromessi. Il guaio è che non credo siano in molti coloro che riescono a far chiudere un’occhio al/alla potenziale partner. Ergo: c’è un sacco di gente sola là fuori. Forse sarebbe il caso di parlarne. O continuiamo a raccontarci una balla?





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Leonida, 23 anni
spritzino di Caldogno (Vi)
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