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Sunday, September 17, 2006 - ore 16:16
Le NEWS del giorno: TELECOM puntata nr.9
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Continua l’entusiasmante viaggio nel mondo delle Telecomunicazioni mentre attendo con impazienza che il mio Sindaco dia una risposta alla mia e mail spedita venerdì mattina.
Rutelli (che mi sta pure simpatico) dice no alla sovvenzione statale alla Telecom (grazie di pensarla come me, vuol dire forse che torto?

) e tira fuori una parola che tutti conosciamo IRI, chiamandola dolcemente: no a una nuova IRINA...(che tenero).
Io, ignorante come un’ameba, dell’IRI ne ho sempre sentito parlare ma di che fosse non mi ero mai presa in pancia di saperlo. Oggi la mia sete di sapere mi porta a leggere codesta cosa:
L’IRI nasce nel 1933 per volere dell’allora governo fascista (qualcosa di buono l’han fatto) come manovra per salvare il culo, dopo la fatidica crisi mondiale economica del 1929, a tre delle principali banche italiane che stavano rischiando il fallimento.
Prendendosi in pancia queste banche l’IRI si mette a capo praticamente di tutte le aziende legate a loro:Alitalia, Autostrade, le maggiori aziende siderurgiche (due di queste per lavoro le conosco pure: Italsider e Dalmine), Alfa Romeo, e tante altre.
Doveva essere una cosa temporanea...invece l’IRI è rimasto per decenni risolvendo problemi e portandosi in utile (Romano Mortadella Prodi 1982). Tutto procede per il meglio. Nel 89 Prodi molla l’IRI per ritornarci su richiesta del governo CIAMPI nel 1993 e inizia la politica di privatizzazione a iniziare dalle Banche- ma la vendita SME è del 1985. Nasce in quell’anno lo scandolo SME Società Meridionale di Elettricità, nata nel 1899 che si occupava di ENERGIA (proprietaria dei marchi Surgela, Cirio, Star, Mellin, Motta, Alemagna, De Rica, Bertolli dal 1962 proprio grazie all’IRI). Della serie tutti la vogliono ma nessuno la piglia.
Prodi (adesso immaginatevi un Prodi più giovane di 26 anni ovviamente) va a bussare a casa di Barilla. Come un marocchino gli chiede: tu compra SME? e Barilla risponde: No no, non compro niente...al massimo hai dei calzini?.
Allora Prodi va a casa Ferrero: tu vuoi comprare SME?
Ferrero: no non non mi interessa...ma non è che hai dei cerotti?
Prodi allora si trascina a casa di De Benedetti proprietario della Buitoni: tu comprare SME?
De Benedetti risponde: perchè no, di calzini e di cerotti ne ho già tanti...ma quanto costa?
Prodi gli risponde: aspetta che sento il rettore della Bocconi (Dott. Guatri) e del commercialista (Dott. Poli).
Fatto il prezzo Prodi e il governo firmano per l’ok per la vendita.
Craxi fa l’offeso perchè Prodi non lo tiene informato della vicenda (non vi ricorda qualcosa di odierno?). Insomma per tenerla breve, Berlusconi, Ferrero, Barilla e Confcooperative rilanciano l’offerta. La trattativa va per le lunghe. Prodi non vuole vendere a questi 4 e nasce un casino. De Benedetti porta tutti in tribunale e la sentenza si ha dopo 7 anni.
Tutto questo per dire che la storia si ripete.
Cambiano i burattini ma l’economia è come il governo, si cambiano solo le sedie fra di loro togliendone una...vediamo ora, quando la musica si ferma chi resta in piedi.
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