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Monday, September 18, 2006 - ore 22:15
CA.LORE.
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Eserciziario n. 23a Caro Lorenzo,
lo sai che i colpi di fulmine non esistono solo in amore? Io ho capito quanto può essere veloce l’odio quando ti ho conosciuto.
Una persona trasmette sensazioni immediate e dicono che nei primi 30 secondi ci siamo già fatti un’opinione che si cambia a fatica.
Che opinione potevo avere di te, con i tuoi occhiali di 4 colori diversi, quell’orologio, la scritta Armani sulla tua t-shirt e la tua aria da gran personalità in visita?
Hai tentato di scherzare con noi prendendoci in giro tutti, uno a uno. Battute cattive, e la gente rideva. E per qualcuno poi diventi anche un modello da seguire.
Provo un odio per quelli come te, Lorenzo, che è talmente grande che non riesco nemmeno a sentirmi in colpa: mi faccio carico anche dell’odio che dovrebbero portarti gli altri, che non si rendono conto di chi sei e rimangono lì, ad ascoltarti.
Non sei un creativo, sei un vero e proprio pubblicitario. Sei marketing in tutto ciò che fai. Anche il tuo mignolo ha un piano di strategia, ne sono sicura.
Tu sei quello che colora e lucida le mele per renderle più rosse; sei quello che vive in un mondo in cui le lacrime sono di glicerina; sei quello che dagli altri si chiede “cosa posso ricavarne?”. Come fai a pensare ogni mattina all’abbinamento tra il colore della maglietta e quello della stanghetta degli occhiali? A cosa ti serve lo yoga e la meditazione? Senti mai il bisogno di qualcuno che ti si avvicini “in cambio di nulla”?
Credo che il problema sia la cinicità, e l’altezza del punto da cui si decide di guardare gli altri.
Tutte le tue idee sono finalizzate a stupire e a vendere. E invece certe volte c’è più magia in una cosa piccola e che conosci solo tu. O in qualcosa che nasce una sera tra amici e si dissolve un istante dopo.
Avvicinarsi alle persone non con un costante senso di sfida e superiorità; sapere che non sempre sai dove andare né cosa vuoi o cosa sia giusto; usare la sincerità anche quando a logica non si dovrebbe; non vedere il mondo fatto di clienti e venditori.
Tu rimani pure lì Lorenzo, in mezzo alle tue pubblicità, che così io non mi perdo e so sempre cosa ho paura di diventare.
Eserciziario n. 23b Caro Lorenzo,
ti amo perché…
Non lo so perché potrei amarti. Questa seconda parte dell’esercizio mi riesce molto + difficile. E il che per me rappresenta un grosso problema, che tra l’altro mi si para davanti quasi ogni giorno ultimamente, alto come una montagna. Forse è meglio dire ogni sera, o comunque quando vedo i miei amici e poi ritorno a lezione in questo corso, e incontro persone come te, pubblicitari, donne di marketing, aspiranti nuovi comunicatori, account, media planner, ecc ecc. Poi la sera appunto esco con i miei amici che sono contenti quando hanno la maglietta del festival di teatro di strada, che si rotolano per terra senza problemi, che girano con le macchine del popolo o con le bici del popolo, che si inventano canzoni, che ti abbracciano ogni volta come se fossero mesi che non ti vedono, che x vivere a volte fanno cappello in strada dopo i loro spettacoli.
E allora capisci che qualche disturbo nella personalità mi è venuto in questi ultimi mesi.
Perchè penso che se mi impegnassi sarei anche brava in quel tuo campo, e i miei sarebbero davvero orgogliosi di avere una figlia nel marketing. Credo che mia mamma abbia un armadio nascosto pieno dei talleur che sperava di vedermi addosso circa a quest’età, o poco + avanti.
Ma io nei talleur ci sto davvero stretta. Invece adoro la mia maglietta rosa del festival di teatro di strada. E se ci sono dei momenti in cui sto davvero bene… sono quelli che passo con la gente che non sei tu. Con quegli altri amici lì. Con quelli che credo mi accetterebbero anche con un talleur e sono stata un po’ stupida io a pensare per tutto questo tempo che non l’avrebbero fatto, e a sentirmi divisa in due. Perché in realtà non è così. Perché lì dentro dove tu fai lezione io mi sento stonare un po’ ma mi sa che il problema è tutto mio e forse non è nemmeno un problema ma una cosa bella. L’ho capito da poco. Forse da te. Che almeno una cosa giusta me l’hai detta quel giorno: che l’importante è avere idee. Poi ognuno le mette dove vuole.
Forse è proprio tutto qui.
Le persone delle mie giornate e le persone delle mie nottate parlano entrambi di “comunicare”, e quasi di questa parola non ne posso più. Ma mi sono accorta adesso che.. davvero, tutti e 2 parlano di questo. Tutti vogliono fare e fanno questo. Solo in due modi del tutto diversi.
Solo che…
Le regole sono uguali per tutti e due. E’ il modo di usarle che cambia.
Adesso ho capito cosa voglio imparare io lì dove passo 8 ore al giorno. Adesso che è quasi finita.
Ma soprattutto ho capito che la cosa più bella del mio essere lì, è che stono.
P.S. Questa volta Vitto non c’entra. Ovviamente. (per chi è arrivato fin qui...)
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