O almeno, così dev’essere ultimamente per la Sony BMG... Tutto sommato era prevedibile che, dalla fusione delle due major, sarebbero nate diverse antologie (che inizialmente immaginavo sulla falsariga della serie Essential della Legacy...) degli artisti che ora si ritrovano l’intero catalogo sotto un solo ombrello. E sono tanti: Lucio Battisti, Francesco De Gregori, Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Anna Oxa, e poi Claudio Baglioni, Renato Zero, Riccardo Cocciante, la Premiata Forneria Marconi. Così, giusto per fare qualche nome. Alcuni tripli CD già usciti sono di ottima qualità (uno su tutti "In direzione ostinata e contraria" di Fabrizio De Andrè - per l’occasione il bravissimo ingegnere del suono
Antonio Baglio ha agito direttamente sui master originali), altri invece, come i due volumi delle "Avventure" di Lucio Battisti e Mogol, sono piuttosto discutibili. Cosa deve contenere un box? Dev’essere un compendio per chi vuole
avvicinarsi ad un artista senza rischiare di acquistare il disco sbagliato? Oppure dev’essere rivolto ai fan, possibilmente con un buon motivo che li porti a spendere
30 euro, ovvero un bel libretto, un’accurata rimasterizzazione digitale e una manciata di brani difficili da reperire se non alle fiere del disco a prezzi fantascientifici?
Non si capisce quale sia lo scopo di
Salviamo il salvabile, cofanetto di 3 cd con 41 brani dedicato ad Edoardo Bennato, che quest’anno festeggia 40 anni di carriera. Le radio hanno trasmesso senza sosta "Notte di mezza estate", e dopo un periodo di oblio, cinque anni fa, il Nostro è tornato alla ribalta grazie ad una serie di spot pubblicitari della TIM, allo strano doppio cd
Afferrare una stella, con una scaletta infarcita di nuove versioni più o meno riuscite, e grazie ad un agghiacciante remix di "Un giorno credi" ad opera di Gigi D’Agostino e dello stesso Bennato; meno si dice e meglio è. Non c’è stata traccia, finora, di una bella raccolta completa e ragionata del periodo migliore della sua carriera, ovvero quello che parte dall’esordio di "Non farti cadere le braccia" (disco del 1973 che si sarebbe inizialmente intitolato "L’ultimo fiammifero") al vendutissimo "Sono solo canzonette"... Qualcuno me lo spieghi:
che senso ha includere un
intero ellepi in un cofanetto, fatta eccezione per una sola canzone, per di più importante? Già era accaduto con la Platinum Collection di Franco Battiato: da "La voce del padrone" c’è tutto, fuorché "Segnali di vita". Poi, perché solo tre brani dai dischi successivi a "Sono solo canzonette", concessi dalla Warner Music? La recensione scritta per
Rockol è accessibile, come nel caso di quella sul box set di Enrico Ruggeri, con un
click sulla copertina. Graditi i commenti!