A quasi un mese di distanza dal mag-nifico concerto dei
Tetsuya a Venezia e a una settimana dalla ripetizione di analoga esperienza, rievoco un aneddoto.
Bisogna premettere che l’adolescenza metallara è stata caratterizzata dal "riconoscimento".
Al tempo, pur se ascoltare
metal era usanza diffusa, comportando anche nella maggior parte dei casi scelte
vistose (diciamo così!) di abbigliamento e capigliatura,

portava a sentirsi un po’ diversi dal gruppo dei pari (scuola, compaesani, ecci ecci).
Però aveva l’indubbio vantaggio di riconoscere i
compari di merende in giro per l’Italia. Sei al mare in qualunque posto, incroci capellone con maglietta
Metallica,
sguardi complici, segnali, nuove conoscenze con più affinità delle compagne di classe galline acide.
Chi l’avrebbe previsto che quindici anni dopo, quando prevedevo che sarei stata adulta, mi succedesse la stessa cosa con
LE SIGLE DEI CARTONI ANIMATI che ai tempi dell’
evi metal già non guardavo più?

Appena sbarcate in piassa Roma con
Rosablu, noi e la nostra maglietta dei
La Mente di Tetsuya, vediamo altre due ragazze con medesimo sole nipponico su t-shirt. Sorrisi, sguardi complici, destinazione unica:
Rialto Bridge. Che poi erano le donne al seguito della
Squadra B, il mondo è piccolo.
In coda per il bagno, poco dopo, una famiglia torinese si incuriosisce per la nostra maglietta, si entusiasmano all’idea di concerti con sigle dei cartoni animati e quasi quasi veniva loro voglia di venire a Rialto con noi. Il papà, giovane, probabilmente ricordava bene
Mazinga... La bambina era incredula sull’esistenza di gruppi che suonano le canzoni dei cartoni. Le ho spiegato che non ci sono ancora i gruppi che suonano le sigle che conosce lei.
Sempre in bagno, la donna delle pulizie mi chede "
Dov’è che fanno il concerto?" Al mio sguardo interrogativo -che ne sapeva lei che andavamo a un concerto?- mi accenna alla maglietta. Pure lei fan?