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Sunday, September 24, 2006 - ore 16:29
Ars imbucandi et "Nunc est bibendum!" v. 2.0
(categoria: " Accadde Domani ")
Certe serate iniziano come cene di famiglia
Proseguono come cene di famiglia

Si rivelano riunioni di famiglia
Nelle quali incontri amici di famiglia

Brindi con la diligenza del buon padre di famiglia

Brilli brillo alla religione di famiglia
E noti baci di volti familiari, cioè relativi alla famiglia
Nel tentativo di fare una foto di famiglia

Che venga come si deve, come vuole la famiglia

Quando è troppo, la famiglia
Grazie ad Enrico e a Teo (spacca)... E grazie a qualche santo, progettista della Toyota, per la collaborazione nel non rovinarmi la festa. Che è proseguita all’Unwound, astro nascente patavino. Finalmente via Fowst ha un parcheggiatore che impedisce ai figli di puttana in loco siti di aprire le macchine. Anche se nessun parcheggiatore sarà mai come Francuzzo, o Lulù che "love" si voglia.
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Checcefrega der parcheggio, noi c’avemo Frank’uzz’oh.
Serata decisamente idroponica, più che idratata. Eppure non c’erano cavallini di strani colori. Per lo meno nella realtà.
Ricordo, comunque, di essermi alzato dal divano di "casa dreamers" alle 8 e 30 del mattino, dopo aver fatto il mio dovere di coinquilino aggiunto, di aver preso la macchina, in precedenza guidata dal
fradeo , essere andato a casa e, lentamente, aver ripreso contatto con il mondo attorno alle 18: destinazione Mussolente, festa 55DSL, da ieri brand chiamato
brimful of asha on the fiftyfive.
Era una festa ma sembrava una guerra, recitava un pezzo hip-hop che passavamo in radio nel ’93. Per il secondo giorno consecutivo, assistiamo alla novità della fine estate 2006, la free grigliata.
Ma, poiché siamo a una festa "fighetta", c’è più classe nella corsa alla salsiccia. Le persone, inizialmente, non bestemmiano, non inneggiano alla passera, sono vestite con stile. Anche Fish, che indossa la maglia collezione TimTour 2001.
Si notano alcune facce non-note-ma-presto-sì, quelle che magari hanno fatto il tronista da Trony, o l’isolano dell’isolato. Tutti pronti, noi compresi, ovviamente, a posare per la campagna Feel at home.
Formazione: miss
Portini -sessanta, me medesimo meco, il
nonno, la
vecchia . Ed in veste ufficiale, una
giorna-bau di Vice, il suo direttore e Stefano di Rocksound.
Inizia così, un po’in sordina, sul palco Montefiori Cocktail, al bar non esistono invece cocktail. La barista della zona-grigliata, però, di cui mi innamoro all’istante, dispensa vino rosso formidabile e birra XXXX. Che, per i profani, non è una bevanda pornografica, né birra di canguro.
L’altro nostro grande amore, la barista bionda, ci regala un calippo di RedBull. Quel frigo aveva qualcosa che non andava. Ed altre bariste, simpatiche, ci regalano la Vodka. La magia del Vokarè si ripete.
E la festa cambia, eccome se cambia. Tra trenini, baci con lingua a casaccio, fotografe spagnole e momento in cui tutti si tuffano in piscina, con telefoni in tasca annessi, diventa uno spettacolo. Anche se la musica è quella che è, la solita magica formula fatboyslim, felixdahousecat bla bla bla.

Ma è festa, e spiace quasi andare via. Grazie a Karina, regina indiscussa del club del cavallo.

E ad Elsa, see ya @ fiberfib next year.
La Rosso-family si sa divertire e sa come fa divertire i propri ospiti, non c’è che dire. Tanto di cappello (o giacca). E ora aspetto di vedere la foto momokaistica nel sito. Un po’temo quel momento.

Parlando di momenti, scatta quello di migrare, destinazione: Romano d’Ezzelino, villa Negri. Maestro di cerimonie il dottor Giovanni Calmonte.

Maestra di bancone, a sorpresa, Valentina. Che ci stecchisce definitivamente, dandoci pure le scorte per il viaggio. Ti amiamo, Vale.

Partenza, direzione Banale. Ma, come in una pubblicità dell’amaro Montenegro,
qualcuno ha bisogno di noi a Padova Est. Rapido recupero di acqua (solo per il radiatore, non pensate male) al Greenwich, dove David, Silvia, Sara e Giovanna (bentornata!) hanno appena chiuso bottega. Fuga agli antipodi, poi ritorno in centro: destinazione Banale.
Drink, Brancamenta, SoundPark al bar ed in consolle, Nora al bancone, amici sparsi,
where is my mind?E grazie a chi mi ha accompagnato a casa

Il coma diurno mi impedisce di andare a Milano a vedere i Rapture, ma se penso che anni fa sembravo uno scafista il cuore mi piange un po’di meno.

Tutti noi abbiamo scheletri nell’armadio e storie da raccontare. E tanta voglia di scopare.
Sarà una caduta di stile, ma è divertente, a quanto ricordo.
Postilla
Sto riascoltando il concerto di sabato scorso. Ed ho le lacrime.
Postilla due
Mi sono messo a fare il trenino su "Tanti auguri" della Carrà. E ho ballato davanti ai wc chimici Dancing Queen. Il bello è che lo stavano facendo tutti. Certi ricordi potrebbero anche non riemergere
IL VINO - LA CRUS
Ma com’è bello il vino
rosso rosso rosso
bianco è il mattino
sono dentro a un fosso
e in mezzo all’acqua sporca
mi godo queste stelle
questa vita è corta
è scritto sulla pelle
Ma com’è bello il vino
bianco bianco bianco
rosso è il mattino
sento male a un fianco
vita vita vita
sera dopo sera
sfuggi tra le dita
spera, mira, spera
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