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Tuesday, September 26, 2006 - ore 01:05


Senseless
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Non ho mai detto di quella volta di Parigi.
Mi trovavo in quella pittoresca cittadina detta Parigi. Ok la maggior parte della gente pensa ad Easyjet e voli low cost per andare a vedere la torre Eiffel, o romanzate romantica e smielose da ventenni alla prima vacanza in coppia. Io sto parlando di qualcosa di diverso: a Parigi avevo casa, conto in banca, lavoravo, uscivo con gente del posto, vedevo la raccaie bastonarsi in autobus alle 8 del mattino. Easyjet non centra nulla.
Insomma a un certo punto comincio a uscire con una ragazza, di cui mi ero invaghito, italo-francese. Lontano 2002. Una di quelle che mi commuovono il cuore, che hanno sempre storie strappalacrime, che la vita è stata dura con loro, che non è facile farsene una ragione e andare avanti anche da soli ecc....non era la prima, nè l’ultima del genere.
In ogni caso, uscivamo, senza alcune senso aggiunto. Anche perchè lei si spacciava come occupata con un danese, presumo non fosse bianco a macchie nere, non abbaiava, anche se in realtà non ne sono sicuro perchè non l’ho mai visto.
Una sera usciamo a cena: io cerco anche di essere un po’ raffinato, ma la mia spontaneità un po’ si intravvede. Difficile nasocndere il puzzo di un orso. A un certo punto, mangiando canard e bevendo qualche vinaccio francese mi sbilancio: "Sei la cosa più bella che mi sia successa a Parigi", e lei "Io non sono una cosa". Potevo alzarmi e andarmene, l’idillio era finito per sempre. Ho cercato di spiegare che intendevo con "cosa" l’evento, l’incontro, insomma LEI. Nulla.
C’è stato un silenzioso distaco da quel momento, con sorrisi forzati, ipocriti, che forse c’erano anche prima, ma che da quel momento riuscivo a riconoscere.
Non mi sono mai sentito impotente come in quella situazione: perchè io ero solo, come il solito, in terra straniera per di più, senza nessuno che mi desse la spalla. Lei non era sola, era con qualcuno. Il danno era mio, solo mio. Lei aveva stuzzicato l’interesse di qualcuno, si era compiaciuta di aver attratto (bene) l’attenzione, il gioco finiva li, e per chi non capisce le regole non scritte del gioco.....
Ad agosto andai a Strasburgo per una settimana di lavoro. Lei era origianaria di li, sapevo che c’era. Ma non mi è venuta voglia di chiamarla, cosa che mi ha rinfacciato quando ci siamo rivisti. Avrei preferito non mi invitasse alle sue regole personali.
L’ho rivista altre volte dopo, alcune. Anche un anno fa. Non mi ha scosso la minima emozione la francesina, cuore piatto.
Chissà se ha scritto le regole del gioco da qualche parte.

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