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Tuesday, September 26, 2006 - ore 12:50


Notte di città, notte d’inverno
(categoria: " Poesia ")



Silenziosa è la notte, e quieta.
Un lieve sussurro, come di grilli,
e stelle che baluginano dal cielo sereno.

Silenziosa è la notte, e calma,
tanto che ad ogni boccata
odo la carta bruciare.

La luce si allunga ai miei piedi,
e pare d’argento,
profili neri si stagliano all’orizzonte,
là, dove tramonta Orione.

Un rumore, una macchina:
i vetri vibrano,
l’illusione si spezza.

Non grilli, ma tensione elettrica,
non luna lontana,
ma luce verde dalle finestre dei vicini,
non ripidi pendii, ma condomini.

Eppure…
eppure questa notte estranea
è più tranquilla delle mie notti in campagna,
e questo silenzio, questo nulla…

Così, nel buio invernale,
guardo il veleno tra le mie dita
e vedo, e sento, la vita.

Una fiamma, una scintilla,
accesa per un solo attimo,
un barlume nella notte.

E poi cenere, nient’altro che cenere,
posata in un angolo remoto del cuore.

Un’altra vita, un altro mondo, un fuoco nuovo,
acceso con forza, per necessità, per dovere,
con la speranza di ricominciare altrove.

E dal mio passato morente grida un antico dolore:

Vorrei poter piangere, vorrei poter urlare,
Vorrei poter vivere, senza dover amare.



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