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Mr QUAIZE, 30 anni spritzino di PADOVA CHE FACCIO? Non ¨¨ da questo che si giudica una persona! Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO HO VISTO UN’ OTTIMA ANNATA STO ASCOLTANDO LA RADIO ABBIGLIAMENTO del GIORNO SCARPE DA CALCETTO E MAGLIONE NERO CON IL COLLO A "V" ORA VORREI TANTO... AVER TROVATO LA MIA STRADA STO STUDIANDO... COME ACCRESCERE LA STIMA IN ME STESSO OGGI IL MIO UMORE E'... FIDUCIOSO NEL FUTURO E CONTENTO DEL PRESENTE ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Rendersi conto di essere soli... Di aver avuto accanto un Angelo... E di averlo ucciso... Di aver sbagliato e di non poter tornare indietro... Vivere sospesi tra l'indecisione e la paura... Ogni giorno ti svegli e lei nn c'è... e così per sempre... ti svegli, ma in realta dormirai per sempre senza lei accanto... Vivi la vita con una maschera per nn far vedere a chi ti stai accanto che in realta sei morto... Ti circondi di persone che nn ti conoscono perché loro nn possono vedere che hai perso la felicità... Un giorno era venuto un angelo per me e io l'ho ucciso... Nn ti scorderò mai Piccola... 2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti... 3) dimenticare un evento o una persona che magari ha segnato un momento o anche solo un secondo della tua vita.... 4) dare l'anima per aiutare gli altri e prendersela sempre in quel posto!!!!!!!! MERAVIGLIE 1) ammirare i colori del cielo 2) sapere che solo tu sei padrone della tua vita e del tuo destino 3) guardare fuori dal finestrino e accorgersi di quanta bellezza c'è nel mondo 4) rendersi conto di non essere un puntino insignificante del sistema; ma che siamo fondamentali per le persone che per noi contano veramente. 5) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... BLOG che SEGUO: IreAle zilvio Fontzy GallisPD35 Vampina Mascherina BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Wednesday, September 27, 2006 - ore 09:51 UNA VERA VERGOGNA PER PADOVA Alle 18.31 in via Grassi il corteo di duecento Disobbedienti tenta di forzare il blocco delle forze dell’ordine. Quattro arresti dopo la guerriglia Battaglia per il muro di via Anelli Leandro Barsotti Scontri tra la polizia e i centri sociali, paralizzato il traffico alla Stanga PADOVA. Domenica di guerriglia, domenica di traffico paralizzato, domenica di elicotteri della polizia, di lacrimogeni e di botte intorno al tema dell’integrazione e della tolleranza culturale. I Disobbedienti hanno manifestato la loro rabbia contro il «muro» antispaccio di via Anelli che avrebbero voluto assaltare. Hanno manifestato in via Grassi, l’unica strada sulla quale gli era stato autorizzato (dalla Questura) di manifestare. E in via Grassi sono stati caricati dalla polizia, all’angolo con l’ingresso blindato di via Anelli. Il corteo messo in fuga dai manganelli e dai lacrimogeni è arretrato fino all’incrocio della Stanga che è stato così occupato dai no-global: ogni strada è stata sbarrata da cassonetti dell’immondizia e barriere varie, anche umane. E fino alle otto il traffico cittadino è andato a farsi benedire. Quella che vi raccontiamo minuto per minuto è la storia di un pomeriggio caldo come da tempo in città non accadeva. Ore 17: il rendez-vous. L’appuntamento è in via Grassi, davanti all’hotel Biri. I Disobbedienti arrivano un po’ alla volta. C’è il sole. Qualcuno si fuma uno spinello. Il centro sociale Pedro mette in piedi un banchetto con striscioni che chiedono di liberalizzare la cannabis. C’è anche una pianta, vera, di marijuana con tanto di vaso. C’è la musica, con esibizioni freestyle di giovani rapper e del gruppo romano Assalti Frontali. Non c’è però Caparezza. Ore 17.30: il comizio. Luca Casarini, leader dei centri sociali del Nordest, parla con i giornalisti. Dice che sebbene la legge gli impedisca di mettere piede a Padova, non poteva mancare all’appuntamento. Dice che quello che la giunta di centrosinistra ha fatto in via Anelli è scandaloso: blocchi di polizia 24 ore su 24, check point, telecamere e un muro. Dice che è solo un’esibizione di sicurezza che non serve a nulla: lo spaccio di droga c’è lo stesso, in altre vie. Dice anche che il sindaco Zanonato non è intelligente e che vietare di manifestare sotto il muro di via Anelli è da stalinisti arroganti. Dice infine che Zanonato finanzia la nuova moschea di via Anelli in accordo con l’imam per guadagnare consenso “religioso”. Ore 18: hasta la victoria. Cominciano i brevi comizi dei Disobbedienti tutti dedicati al muro e alla zona rossa costruita intorno a via Anelli. Paolo Manfrin, del comitato dei residenti della Stanga, litiga con Max Gallob e si prende due violenti schiaffi: annuncia che lo porterà in tribunale. Claudia Vatteroni, anima di Razzismo Stop, grida: «Non vogliono farci entrare nella nostra via Anelli, andiamo a riprendercela». Segue il grido “Hasta la victoria siempre”. 18.15: l’ariete. Il corteo viene allestito. In testa ci sono quattro carrelli del supermercato legati fra di loro e protetti da una sorta di rete metallica. E’ l’ariete. Dietro con i caschi in testa e le sciarpe intorno al viso una cinquantina di manifestanti pronti all’urto. Dietro di loro altri duecento no-global. Si parte da via Grassi verso l’incrocio con via Anelli: tutta zona autorizzata. All’incrocio con via Anelli il corteo si ferma. Di fronte a loro, a non più di venti metri, una barriera di polizia in assetto antisommossa. 18.30: suspence. Max Gallob, leader dei Disobbedienti padovani, va a parlare con i dirigenti della Digos. Cosa si dicano non ci è dato sapere. Ma un minuto dopo c’è l’attacco: le forze dell’ordine spiegheranno che una parte del corteo stava cercando di sfondare il blocco sulla destra per entrare in via Anelli. 18.31: le botte. La polizia avanza veloce, gli agenti battono il manganello sugli scudi. La carica è improvvisa, vengono sparati i lacrimogeni, via Grassi diventa fumo e grida, diventa botte e gente che corre con le lacrime agli occhi. Il servizio fotografico che vi proponiamo documenta quei drammatici momenti. 18.40: l’idea. La ritirata dei giovani dei centri sociali, dopo essersi sparpagliata tra i cortili dei palazzoni vuoti della Cittadella, arriva all’incrocio della Stanga dove si ricompone. Qui i leader del movimento hanno un’intuizione: si rimane tutti qui e si blocca il principale incrocio della città. 18.50: tilt. Un gruppo di ragazze bloccano l’ingresso in via Turazza sedendosi per terra. L’ingresso di via Ariosto viene bloccato con una serie di portagiornali gratuiti in ferro. L’ingresso di via Ognissanti viene chiuso da un cassonetto dei rifiuti rovesciato. Idem per via Venezia mentre il furgone dei Disobbedienti su cui sono stati montati gli altoparlanti e su cui si erano esibiti alcuni cantanti rap prima degli scontri, chiude via Tommaseo. Il traffico nel giro di pochi minuti impazzisce. Ore 19.10: la conta. Un elicottero della polizia gira sulla Stanga, i poliziotti rimangono in via Grassi. Hanno sequestrato oggetti ritenuti arme improprie, e arrestato quattro no-global: Simone Boggio, 31 anni, originario di Biella ma residente a Padova, Fabio Mercurio (21), di Padova, Stefano Micheluz (23) di Monfalcone e Stefano Gaboardi (38), di Rimini. Sono stati accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Altri manifestanti sono rimasti contusi. Ore 20: l’arrivederci. Luca Casarini, il verde veneziano Beppe Caccia e il consigliere comunale verde Aurora D’Agostino parlano ai giornalisti. Sono dichiarazioni di fuoco contro la giunta di sinistra perchè «ha colpito in modo premeditato il corteo». Annunciano che la deputata Luana Zanella farà un’interrogazione parlamentare. Poi il blocco della Stanga viene tolto. LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK |
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